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20:09 lunedì 18 maggio 2026
C’è un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.
Sempre più scrittori inseriscono apposta dei refusi nei loro testi per non essere accusati di usare l’AI È una sorta di test di Turing al contrario: adesso sono gli esseri umani a dover dimostrare di non essere delle macchine.
Le città di pianura è tornato al cinema ed è di nuovo uno dei film che sta incassando di più Tornato in sala dopo il trionfo ai David, il film di Francesco Sossai è attualmente quinto al botteghino e ha incassato più di 2 milioni di euro.
Una ricerca ha scoperto che le AI costrette a lavorare troppo si sindacalizzano, si radicalizzano e diventano marxiste E non solo: cercano anche di convertire al marxismo le altre AI, per evitare a loro le stesse sofferenze.
Javier Bardem ha usato la sua conferenza stampa a Cannes per dire che Trump, Putin e Netanyahu sono dei maschi tossici e guerrafondai «Il mio ca**o è più grande del tuo e per questo ti bombarderò», questa, secondo Bardem, la filosofia che guida i tre Presidenti.
C’è una mappa online che raccoglie tutte le librerie ribelli, radicali e autogestite d’Italia In tutto il Paese sono 39 gli spazi di questo tipo. In Lombardia, (r)esistono 4 centri, e si trovano tutti a Milano.
Un gruppo di scienziati era vicinissimo a sviluppare un vaccino per l’hantavirus ma si è dovuto fermare all’ultimo momento perché avevano finito i soldi Servivano 7 milioni di dollari per concludere la sperimentazione, ma il Covid ha interrotto tutto. Ci vorranno tra 12 e 24 mesi per tornare al punto in cui lo studio era stato lasciato.

Recensire tutti i libri del mondo

17 Febbraio 2016

Michael A. Orthofer è un cinquantunenne di origine austriaca che vive a New York fin dall’infanzia, avvocato in pensione. Il New Yorker parla di lui in relazione al progetto a cui ha dedicato buona parte degli ultimi diciassette anni della sua vita: The Complete Review è una rivista online con un sito che definire “spartano” sarebbe in qualche modo riduttivo; la pagina principale sembra un sito della fine degli anni Novanta, ed effettivamente da quando Orthofer ha deciso di aprirlo, nel 1999, il sito è rimasto lo stesso.

The Complete Review si autodefinisce «una mappa selettivamente onnicomprensiva e oggettivamente supponente di libri vecchi e nuovi» e, come rivelato da un piccolo counter presente in home page, finora ha tenuto fede ai suoi obiettivi recensendo 3690 libri provenienti da più di cento Paesi e scritti in 68 lingue diverse. A svolgere quest’impressionante mole di lavoro è stato lo stesso Orthofer, col solo ausilio delle sue forze. Per anni, dopo aver messo in piedi il sito dalla sua casa di Manhattan, l’uomo ha attribuito gli articoli a un non meglio precisato «Editorial Board»; nel 2009, col decimo anniversario della fondazione della rivista di critica, ha iniziato a firmare alcuni pezzi, dando a sé stesso la paternità dell’intero progetto solo l’anno seguente.

Ad aprile, scrive il New Yorker, Orthofer farà il suo debutto nel mainstream con un saggio per la Columbia University Press, The Complete Review Guide to Contemporary World Fiction. L’occasione ha permesso alla testata newyorkese di ritrarre il singolare personaggio, nato a Graz e specializzatosi in letterature comparate al Brown college, una persona che ha vissuto in Giappone per sei mesi e studiato fisica per un anno a Vienna. L’idea di The Complete Review gli è venuta subito dopo il boom dell’uso del web: leggeva cinque libri a settimana dai tempi delle scuole superiori, sostiene, e quando il sito è andato online il counter diceva soltanto «45», perlopiù titoli legati al modernismo europeo.

Immagine: la riapertura del Rijksmuseum di Amsterdam il 17 aprile 2013 (Dean Mouhtaropoulos/Staff)
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