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09:32 domenica 23 agosto 2026
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.

Perché Tarzan è morto

08 Luglio 2016

The Legend of Tarzan, la pellicola dedicata al noto romanzo di Edgar Rice Burroughs che uscirà il 14 luglio prossimo, mette in scena un tentativo di modificare la narrazione classica proiettandola nell’attualità. Come affermano diversi recensori, però, lo sforzo non ha raggiunto l’obiettivo che si era prefissato. Inserita a forza in una cornice contemporanea, la complessità della trama originale di Tarzan si sgretola, dichiara Jed Esty su Hollywood Reporter.

Secondo il critico il nocciolo del problema è questo: nel libro Tarzan si riconosce prima nelle scimmie e poi negli esseri umani; in The Legend of Tarzan invece il protagonista è diviso tra entrambe le identità fin dall’inizio. La chiave di lettura per interpretare al meglio la storia di Tarzan, infatti, risiede nel conflitto tra la società umana e le leggi della giungla, non nel compromesso offerto dal film. 

Sul New Yorker invece Richard Brody critica il film per ragioni (apparentemente) opposte. Il problema di The Legend of Tarzan, sostiene, non sta tanto nel non essere riuscito a riprodurre il conflitto tra la società umana e le leggi della giungla – che era il tema centrale del libro – quanto nell’aver tentato di staccarsene, senza riuscire convincente.

Il sottinteso nell’articolo di Brody è che il romanzo di Rice Burroughs era colonialista e razzista, perché la contrapposizione tra “civiltà” e “giungla” esprimeva un senso di superiorità dell’uomo bianco sui cosiddetti “selvaggi” (la stessa accusa è spesso mossa al Libro della giungla). È una opinione molto diffusa nel mondo anglosassone, tanto che il critico la dà praticamente per scontata: «A volte i filmmaker provano a fare la cosa giusta ma gli riesce male, come nel caso di The Legend of Tarzan. Il film trasmette uno sforzo onesto da parte di produttori, sceneggiatori e regista di fare un reboot di Tarzan su principi virtuosi», scrive (dove il «virtuosi» sta per “non razzisti”).

Il problema, sostiene la penna del New Yorker, è che non ci riescono. Secondo lui fare un reboot non razzista di Tarzan è un’impresa di per sé fallimentare: «Gli orrori razzisti sono profondamente ancorati nel concetto stesso di Tarzan, cioè l’idea che un uomo bianco allevato dalle scimmie è l’equivalente di un nero africano con la pelle chiara, che può essere civilizzato e, quando diventa un uomo bianco, allora è un compagno accettabile per Jane».

A prima vista le analisi di Esty e Brody sembrano radicalmente diverse tra loro. Ma in realtà fanno leva sullo stesso punto: se prendi Tarzan e provi a epurarlo dei suoi elementi “razzisti”, cioè il conflitto tra giungla-civiltà, allora non resta nulla.

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