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18:51 domenica 22 febbraio 2026
Un donatore anonimo ha dato al Comune di Osaka 20 kili di lingotti d’oro con la condizione che vengano usati esclusivamente per sistemare i fatiscenti tubi dell’acqua della città I lingotti valgono circa tre milioni e mezzo di euro, esattamente la cifra di cui il Comune aveva bisogno per completare le ristrutturazioni.
Per festeggiare il centenario della sua nascita, ad aprile uscirà un album inedito di John Coltrane Si tratta dei leggendari Tiberi Tapes, registrati tra il 1961 e il 1965, finora rimasti inediti e custoditi in una collezione privata.
Il video di Robert Kennedy Jr. e Kid Rock che prima fanno palestra, poi vanno in sauna, infine bevono del latte ha lasciato interdetti persino i trumpiani Nelle loro intenzioni, il video voleva essere un invito ad adottare uno stile di vita sano. A giudicare dalle reazioni, il messaggio non è passato granché.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha fatto una cover dei Massive Attack per la colonna sonora del film di Peaky Blinders E non solo: per il film, che uscirà nelle sale il 3 marzo e sarà su Netflix a partire dal 20, ha scritto anche due canzoni inedite.
Il primo film di Joachim Trier si trova su YouTube ed è un video di lui da ragazzo che fa skate con gli amici A 16 anni il regista di The Worst Person in the World e di Sentimental Value era un quasi professionista dello skate.
Abbiamo tutti il cuore spezzato per la storia di Punch, il cucciolo di macaco abbandonato da sua madre e scacciato dal suo branco Lui e il suo orango peluche sono diventati gli animali più famosi e amati di internet, con milioni di persone che negli ultimi giorni hanno condiviso l'hashtag #HangInTherePunch.
La paura di essere sostituiti dall’AI è ufficialmente una malattia e adesso ha anche un nome, “disfunzione da sostituzione dell’AI” I sintomi possono essere ansia, insonnia, paranoia, perdita di identità e possono manifestarsi anche in assenza di altri disturbi psichiatrici.
L’esposto che ha portato all’arresto del principe Andrea lo ha fatto un gruppo di attivisti che vuole abolire la monarchia inglese Il presidente del gruppo, Graham Smith, ha presentato la denuncia il 9 febbraio. Dieci giorni dopo, l'ex principe è stato arrestato.

Perché Tarzan è morto

08 Luglio 2016

The Legend of Tarzan, la pellicola dedicata al noto romanzo di Edgar Rice Burroughs che uscirà il 14 luglio prossimo, mette in scena un tentativo di modificare la narrazione classica proiettandola nell’attualità. Come affermano diversi recensori, però, lo sforzo non ha raggiunto l’obiettivo che si era prefissato. Inserita a forza in una cornice contemporanea, la complessità della trama originale di Tarzan si sgretola, dichiara Jed Esty su Hollywood Reporter.

Secondo il critico il nocciolo del problema è questo: nel libro Tarzan si riconosce prima nelle scimmie e poi negli esseri umani; in The Legend of Tarzan invece il protagonista è diviso tra entrambe le identità fin dall’inizio. La chiave di lettura per interpretare al meglio la storia di Tarzan, infatti, risiede nel conflitto tra la società umana e le leggi della giungla, non nel compromesso offerto dal film. 

Sul New Yorker invece Richard Brody critica il film per ragioni (apparentemente) opposte. Il problema di The Legend of Tarzan, sostiene, non sta tanto nel non essere riuscito a riprodurre il conflitto tra la società umana e le leggi della giungla – che era il tema centrale del libro – quanto nell’aver tentato di staccarsene, senza riuscire convincente.

Il sottinteso nell’articolo di Brody è che il romanzo di Rice Burroughs era colonialista e razzista, perché la contrapposizione tra “civiltà” e “giungla” esprimeva un senso di superiorità dell’uomo bianco sui cosiddetti “selvaggi” (la stessa accusa è spesso mossa al Libro della giungla). È una opinione molto diffusa nel mondo anglosassone, tanto che il critico la dà praticamente per scontata: «A volte i filmmaker provano a fare la cosa giusta ma gli riesce male, come nel caso di The Legend of Tarzan. Il film trasmette uno sforzo onesto da parte di produttori, sceneggiatori e regista di fare un reboot di Tarzan su principi virtuosi», scrive (dove il «virtuosi» sta per “non razzisti”).

Il problema, sostiene la penna del New Yorker, è che non ci riescono. Secondo lui fare un reboot non razzista di Tarzan è un’impresa di per sé fallimentare: «Gli orrori razzisti sono profondamente ancorati nel concetto stesso di Tarzan, cioè l’idea che un uomo bianco allevato dalle scimmie è l’equivalente di un nero africano con la pelle chiara, che può essere civilizzato e, quando diventa un uomo bianco, allora è un compagno accettabile per Jane».

A prima vista le analisi di Esty e Brody sembrano radicalmente diverse tra loro. Ma in realtà fanno leva sullo stesso punto: se prendi Tarzan e provi a epurarlo dei suoi elementi “razzisti”, cioè il conflitto tra giungla-civiltà, allora non resta nulla.

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