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08:45 lunedì 27 luglio 2026
Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.
A causa del caldo estremo e della crisi climatica, in Europa c’è una nuova forma di siccità Secondo gli scienziati, questa nuova siccità non è più dovuta alle poche piogge ma alle temperature troppo elevate. E trovare dei rimedi è difficilissimo.
I proprietari di Myspace dicono che Myspace sta per tornare, un’altra volta Lo hanno annunciato Chris DeWolfe e Tim Vanderhook, gli stessi che però avevano annunciato la stessa cosa già nel 2013, con scarsi risultati.
Dei milionari inglesi hanno chiesto al loro governo di essere essere tassati di più «perché possiamo permetterci di pagare molto di più» Lo hanno fatto con una lettera, firmata Patriotic Millionaires, in cui propongono anche una tassa del 2 per cento sui patrimoni oltre i 10 milioni.
La BCE ha lanciato un “referendum” per decidere il design delle nuove banconote euro, e la scelta sostanzialmente è: uomini o uccelli? Preferite Maria Callas o il picchio muraiolo? Leonardo da Vinci o il gruccione? Bertha von Suttner o il martin pescatore? Avete tempo fino al 21 settembre per decidere.
Un contadino tedesco ha costruito un santuario per salvare dal macello i montoni gay che rifiutano di accoppiarsi con le pecore Lui si chiama Michael Stücke e il rifugio Rainbow Wool: dal 2023 a oggi hanno salvato decine e decine di animali.
Una delle candidate al titolo di borsa dell’estate è una falsa Birkin fatta di plastica ma che sembra fatta di gelatina Si chiama Firkin, contrazione di Fake e di Birkin, appunto. Non costa neanche pochissimo: si va dai 30 ai 100 euro.
È in corso un boom delle vendite di cd, ma la maggior parte di chi li compra non possiede un lettore cd E allora perché li compra? Non certo per ascoltare musica ma per collezionare un oggetto. Ed esibirlo sui social, ovviamente.

Secondo una ricerca, nel 2025 abbiamo passato online più tempo che durante i lockdown

Oramai i "vizi" presi durante la pandemia sono diventati abitudini: ogni giorno passiamo online tra le quattro e le sei ore.

11 Dicembre 2025

Stare davanti a uno schermo, al pc o su smartphone, è un’abitudine alle quale dedichiamo stabilmente dalle quattro alle sei ore ogni giorno: un dato addirittura in crescita rispetto al periodo della pandemia e dei lockdown. L’Ofcom, l’equivalente britannico della nostra Agcom, ha rilevato che nel 2025 gli adulti nel Regno Unito hanno passato in media quattro ore e mezza al giorno online, circa mezz’ora in più rispetto ai livelli raggiunti durante i lockdown. La ricerca, come si legge su Bbc, indica che oltre metà di questo tempo è speso sui social e sulle app di messaggistica: YouTube, WhatsApp e Facebook sono le destinazioni principali. Il rapporto registra anche un lieve aumento rispetto al 2024.

Il dato britannico arriva in un contesto in cui la presenza online non è più eccezione ma routine. Il “tempo digitale” ingloba comunicazione, intrattenimento, lavoro e informazione, ridefinendo i confini tra vita privata e pubblica. Il dato più interessante che emerge dalla ricerca è la normalizzazione di abitudini nate in una fase emergenziale, ora stabilizzate e integrate nella vita quotidiana. Questo spiega perché istituzioni e ricercatori guardino al fenomeno come a un fenomeno socioculturale, non solo tecnologico: la misura del tempo online diventa un segnale di come si redistribuisce l’attenzione collettiva e di come cambia il nostro modo di “consumare” i media.

In Italia si osserva una traiettoria leggermente diversa, pur confermandosi anche nel nostro Paese il trend di una presenza online sempre più assidua: secondo quanto emerso dall’ultimo rapporto Censis 2025, il 46,1 per cento degli italiani tra i 16 e i 64 anni trascorre più di quattro ore al giorno online per motivi non lavorativi, quota che sale al 64,5 per cento tra i 16 e 17enni. Cresce anche la presenza online degli anziani, che hanno mantenuto le abitudini digitali acquisite durante la pandemia. I social la fanno da padrone anche in Italia: secondo il Censis le piattaforme più popolari sono Instagram (78,1 per cento), YouTube (77,6 per cento) e TikTok (64,2 per cento). L’Italia però ha diverso equilibrio tra media digitali e tradizionali rispetto al Regno Unito, in un ecosistema ibrido in cui la connessione continua non sostituisce del tutto le pratiche preesistenti. La televisione, per esempio, rimane la regina dei media (il 94,1 per cento degli italiani la guarda abitualmente) e il telegiornale resta il metodo preferito dagli italiani per informarsi.

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