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21:37 giovedì 11 giugno 2026
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.

Secondo una ricerca, nel 2025 abbiamo passato online più tempo che durante i lockdown

Oramai i "vizi" presi durante la pandemia sono diventati abitudini: ogni giorno passiamo online tra le quattro e le sei ore.

11 Dicembre 2025

Stare davanti a uno schermo, al pc o su smartphone, è un’abitudine alle quale dedichiamo stabilmente dalle quattro alle sei ore ogni giorno: un dato addirittura in crescita rispetto al periodo della pandemia e dei lockdown. L’Ofcom, l’equivalente britannico della nostra Agcom, ha rilevato che nel 2025 gli adulti nel Regno Unito hanno passato in media quattro ore e mezza al giorno online, circa mezz’ora in più rispetto ai livelli raggiunti durante i lockdown. La ricerca, come si legge su Bbc, indica che oltre metà di questo tempo è speso sui social e sulle app di messaggistica: YouTube, WhatsApp e Facebook sono le destinazioni principali. Il rapporto registra anche un lieve aumento rispetto al 2024.

Il dato britannico arriva in un contesto in cui la presenza online non è più eccezione ma routine. Il “tempo digitale” ingloba comunicazione, intrattenimento, lavoro e informazione, ridefinendo i confini tra vita privata e pubblica. Il dato più interessante che emerge dalla ricerca è la normalizzazione di abitudini nate in una fase emergenziale, ora stabilizzate e integrate nella vita quotidiana. Questo spiega perché istituzioni e ricercatori guardino al fenomeno come a un fenomeno socioculturale, non solo tecnologico: la misura del tempo online diventa un segnale di come si redistribuisce l’attenzione collettiva e di come cambia il nostro modo di “consumare” i media.

In Italia si osserva una traiettoria leggermente diversa, pur confermandosi anche nel nostro Paese il trend di una presenza online sempre più assidua: secondo quanto emerso dall’ultimo rapporto Censis 2025, il 46,1 per cento degli italiani tra i 16 e i 64 anni trascorre più di quattro ore al giorno online per motivi non lavorativi, quota che sale al 64,5 per cento tra i 16 e 17enni. Cresce anche la presenza online degli anziani, che hanno mantenuto le abitudini digitali acquisite durante la pandemia. I social la fanno da padrone anche in Italia: secondo il Censis le piattaforme più popolari sono Instagram (78,1 per cento), YouTube (77,6 per cento) e TikTok (64,2 per cento). L’Italia però ha diverso equilibrio tra media digitali e tradizionali rispetto al Regno Unito, in un ecosistema ibrido in cui la connessione continua non sostituisce del tutto le pratiche preesistenti. La televisione, per esempio, rimane la regina dei media (il 94,1 per cento degli italiani la guarda abitualmente) e il telegiornale resta il metodo preferito dagli italiani per informarsi.

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