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18:10 sabato 3 ottobre 2026
Le case editrici e le tipografie ucraine sono diventate uno degli obiettivi più colpiti dall’esercito russo Una vera e propria strategia, ormai. Tanto che in questi attacchi è andato distrutto un terzo dei libri stampati in Ucraina nel corso dell'anno.
È uscito un videogioco in cui l’unica cosa da fare è andare a un rave illegale e ballare tutta la notte Si chiama Afters, è gratuito e lo ha realizzato un game designer a cui l'idea è venuta dopo una notte passata tutta a ballare a un rave illegale.
La cosa incredibile di questa crisi energetica è che tutti sapevano che prima o poi sarebbe arrivata, perché tutti sapevano che le scorte di petrolio prima o poi sarebbero finite Ed evidentemente nessuno è riuscito a fare nulla per evitare lo scenario peggiore. Che è quello che stiamo vivendo in questi giorni.
Tilda Swinton ha scritto un’autobiografia, ma siccome non voleva fare la solita autobiografia ha deciso di raccontare la sua vita attraverso gli oggetti che ama Si intitola Material Evidence, uscirà nel 2028 e al suo interno ci saranno: un abito da battesimo, una lettera, una gamba di legno, una felpa, una matassa di seta da ricamo, una fotografia, una vita intera.
Per lanciare il loro nuovo album i Fontaines D.C. hanno organizzato dei listening party nei negozi di dischi indipendenti di tutto il mondo e l’Italia è uno dei Paesi in cui ce ne saranno di più Saranno ben 22 e si terranno tutti l'8 ottobre, sparsi dalla Liguria alla Sicilia e molti in "provincia", dentro negozi che sono pezzi di storia delle città.
La storia del Bosco Ospizio di Reggio Emilia, abbattuto per far posto anche a un supermercato, è molto più complicata e preoccupante di come la si sta raccontando Perché oltre al supermercato verranno costruiti anche una Casa della Comunità, una biblioteca e un polo sociale. E piantati 1350 nuovi alberi.
Negli ultimi cinque anni la Svizzera ha perso un quinto dei suoi ghiacciai Solo nel 2026 è sparito il 5,5 per cento del ghiaccio delle Alpi Svizzere. Gli scienziati parlano apertamente di «un anno catastrofico».
Esiste una mappa che raccoglie tutte le donne, militanti, scrittrici e studiose, che hanno fatto la storia dell’anarchia Si chiama Mujeres Anarquistas e al momento include sette grandi italiane: Virgilia D'Andrea, Luce Fabbri, Giovanna Berneri, Maria Roda, Tina Tomasi Ventura, Anna Maria Mozzoni e Marie Louise Berneri.

Come sarà tornare al cinema o a ballare?

Cinema, teatri e discoteche riaprono in tutta Italia il prossimo 15 giugno. Una serie di articoli per capire e immaginare come sarà.

di Studio
13 Giugno 2020

Apriamo la finestra e c’è un “nuovo mondo”. In cui si può finalmente tornare in discoteca, al cinema, a teatro, rispettando le misure approvate dalla Conferenza Stato Regioni allegate al Dpcm che disciplina la Fase Tre. Rigidissime. Si riparte in Italia (e soprattutto a Milano, tra le città più colpite dal Covid) il prossimo lunedì 15 giugno, e potremo ballare solo a due metri di distanza, e all’aperto, con prenotazione obbligatoria e capienza dimezzata delle discoteche. Per i cinema e per i teatri sarà permesso un massimo di duecento spettatori, al chiuso, mille all’aperto, mascherine obbligatorie per il pubblico, per gli operatori che lavorano in sala e anche, preferibilmente, per gli artisti – in alternativa dovranno recitare distanti. Poi aereazione naturale, ricambio d’aria e rispetto delle raccomandazioni sui sistemi di ventilazione e di condizionamento, disinfettare tutto, acquistare i biglietti preferibilmente online, niente popcorn, niente bevande, niente di niente.

Ci viene in mente Florian Scneider, anticipatore e fondatore dei Kraftwerk scomparso ad aprile, di quando cantava di gente distante, funzionante come congegni in “The robots”, «noi siamo robots e stiamo ballando meccanicamente», e ci immaginiamo così, guardando la nuova tuta progettata da Production Club per permetterci di ballare stando più vicini, in sicurezza, sembreremo i due dei Duft Punk, Matt Damon in The Martian, con scarse provviste ma una tuta fantastica (in Germania, per evitare tutto questo, hanno dato inizio ad alcuni esperimenti di discoteca-drive in, in cui poter ballare in macchina evitando paranoie). Se per i teatri, già duramente colpiti dal Coronavirus, le problematiche post pandemia interessano principalmente gli attori, per il cinema sembra ci siano meno incognite. L’ha detto anche Nolan, che con il suo Tenet vorrebbe salvare il settore: «Va bene lo streaming, ma abbiamo bisogno di quell’emozione. Sederci in sala, e guardare avanti»

Il cinema senza più cinema – il Foglio
Posto che le sale riapriranno il 15, posto anche il fatto che non tutti avranno voglia di rinchiudersi in un luogo insieme ad altre persone sconosciute, a livello italiano, c’è comunque la possibilità (alta) che il nostro cinema non sopravviva a una crisi che la pandemia ha solo accelerato, e non determinato. Per questo, come scrive Michele Lo Foco sul Foglio, è necessario pensare a un nuovo modo per aiutare i film italiani ad avere visibilità. Sia attraverso una piattaforma digitale che sia però nazionale, « e non nazionalista, che metta dentro il meglio della nostra produzione e offra ai consumatori nuove opportunità», sia cercando di creare un polo culturale identitario, al passo con il mercato.

Under the right conditions, going back to the movies might not be as dangerous as you think – Quartz
Prendendo come esempio l’America, in cui B&B Theatre, che gestisce 400 sale cinematografiche, ha assicurato che il pubblico sarà seduto in una formazione sfalsata, a “scacchiera” – a nessuno sarà permesso sedersi direttamente davanti, dietro o accanto a un altro – Adam Epstein su Quarts ha cercato di eliminare alcune paranoie relative al ritorno al cinema, spiegando che al momento non esistono ancora prove del fatto che i cinema possano essere focolai del virus. «L’importante sarà indossare la mascherina, rispettare i posti assegnati e non vicini, regolare i sistemi di ventilazione. Non sarà molto diverso che andare al ristorante».

Opinion | Christopher Nolan: Movie theaters are a vital part of American social life. They will need our help – Washington Post
Tenet, il thriller di Nolan, è la scintilla su cui contano i cinema per innescare un risveglio cinematografico negli Stati Uniti e oltre, considerato che quasi ogni film di successo destinato a debuttare questa primavera e quest’estate è stato rimandato a data da destinarsi, venendo reso disponibile in molti casi sulle piattaforme di streaming. E proprio Nolan, in una lunga lettera al Washington Post, ha sostenuto che i cinema rappresentano «una parte necessaria della vita sociale», e che è quindi fondamentale preservarli e riaprirli al più presto. «Nuovi film da proiettare in sala potrebbero dare impulso alle economie locali e contribuire alle economie nazionali. Non lo dobbiamo solo ai lavoratori di questa grande industria, lo dobbiamo a noi stessi. Abbiamo bisogno di quell’emozione, di sederci in sala e guardare avanti».

25 top theater minds dream the future: What will the post-pandemic stage look like? – Los Angeles Times
Charles McNulty del Los Angeles Times ha chiesto a dei professionisti del teatro di immaginare come sarà il futuro del settore. Come si possono ripensare le strutture di base (economiche, architettoniche, estetiche)? Come trasformare la crisi in opportunità? «Non so come cambierà l’arte. Forse sarà gioioso perché saremo tornati nei nostri teatri. Forse i drammaturghi scriveranno una commedia esilarante. Quello che so è che se vogliamo tornare sui nostri palcoscenici, devono essere puliti, disinfettati e aereati. Il più delle volte quando vengono rinnovati i teatri, vengono trascurati il ​​backstage, gli spogliatoi, i sottopalchi e retropalchi. Lavoriamo in ambienti perennemente sporchi», ha detto Patti LuPone. Secondo Lynn Nottage, drammaturga vincitrice per due volte del premio Pulitzer: «Il pubblico vorrà delle storie solide ma anche catartiche, ma dobbiamo assicurarci di creare un ambiente in cui il teatro sia accessibile a tutti. Significa ripensare dove e come portare il teatro al pubblico e spingere le istituzioni a cercare modi più ampi, inventivi e accessibili di presentare il lavoro degli artisti del teatro».

Le discoteche e i club sono luoghi dove, per definizione, le persone stanno molto vicine fra loro, i loro corpi ammassati che si toccano al ritmo della musica, chiuse in spazi relativamente ristretti dove di aria ce n’è poca, così come di luce, e dove il senso dello stare insieme sta proprio in quella vicinanza claustrofobica. Chiaramente, posti del genere sono l’antitesi del distanziamento sociale imposto dal Coronavirus. Come riapriranno? Fiona Stalker e Mary McCool lo hanno chiesto ad alcuni proprietari di club scozzesi, dove esiste una fiorente scena elettronica e underground. Alcuni di loro ritengono l’esperienza del club inconciliabili con le misure di sicurezza e temono che solo il vaccino potrà garantire la loro riapertura in sicurezza, mentre altri sono più ottimisti verso il futuro ma rimangono in attesa di disposizione chiare dalle autorità, consapevoli della sfida che li aspetta: mantenere la distanza di sicurezza sulla pista, nei bagni e al bancone del bar.

Hazmat Suit Designed for Clubbing During COVID-19 Is in the Works – Billboard
Composta da casco ermetico, giubbotto funzionale e guanti integrati, Micrashell è una tuta protettiva che potrebbe far tornare a balle le persone davvero, in mezzo agli altri, senza obblighi di distanziamento. A pensarci, immaginando come potremo vivere le piste da ballo nel prossimo futuro dopo dopo i mesi di piena emergenza pandemica, è stato Production Club, uno studio creativo multidisciplinare specializzato nell’ideazione di atmosfere e istallazioni per l’industria musicale. La tuta è caratterizzata da una particolare tecnologia, con un elmetto realizzato con differenti materiali che consentono di vedere senza problemi e un sistema di filtraggio basato sullo standard N95, che elimina eventuali batteri presenti nell’aria. Billboard ha intervistato i creatori.

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