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15:22 mercoledì 24 giugno 2026
Ai colloqui di pace tra Usa e Iran c’è un problema: J.D. Vance continua a essere ignorato da diverse delegazioni diplomatiche Tanto che la Casa Bianca è stata costretta a diffondere un comunicato stampa per dire che non è affatto vero che Vance viene ignorato.
Secondo i climatologi, la colpa dell’ondata di caldo in Europa non è affatto del Super El Niño ma tutta degli esseri umani Stiamo pagando il prezzo di anni di crisi climatica, non basta un singolo evento climatico a spiegare l'incredibile caldo di queste settimane.
Criterion Collection farà un lussuosissimo box set di 30 DVD con tutti i film restaurati di Stanley Kubrick Conterrà tutti i suoi corti e lungometraggi in versione restaurata, più 25 ore di contenuti speciali, molti dei quali inediti e assai sfiziosi.
Per colpa di Sam Altman e OpenAI nessuno vuole distribuire Artificial, il film di Luca Guadagnino su Sam Altman e OpenAI Doveva distribuirlo Amazon, che però ha cambiato idea all'ultimo momento. Warner Bros. e Paramount lo hanno già rifiutato. E adesso del film non si sa che ne sarà.
L’Inghilterra sarà anche senza Primo Ministro, ma si è innamorata dell’hot podium guy che sistema il leggio e prova i microfoni prima delle conferenze stampa davanti a Downing Street Tradotto in italiano sarebbe "il bono del podio", unica figura stabile nella politica inglese, tanto che molti sui social lo propongono come Premier.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne Si chiama Daisy Chain Fields: sul palco si esibiranno Stevie Nicks, Karen O, Chappell Roan, Mitski, Doechii, le Katseye e tante altre.
Dopo averne licenziati quasi 10 mila, Zuckerberg ha ordinato ai dipendenti di Meta sopravvissuti ai tagli di «ricominciare a divertirsi» Viene da chiedersi: se un dipendente si rifiuta e si presenta a lavoro di cattivo umore, viene licenziato pure lui?
Fatboy Slim ha fatto un dj set improvvisato e gratuito durante una manifestazione contro l’estrema destra a Brighton E ha commentato tutta la giornata così: «Never been more proud of my hometown. More disco, less fascism».

La Gen Z sta protestando e facendo cadere governi in tutto il mondo

In Indonesia, in Nepal, in Marocco, in Madagascar: in tutte le strade e le piazze in cui si protesta oggi, la Generazione Z c'è.

30 Settembre 2025

L’arcipelago indonesiano, le montagne del Nepal, le piazze del Marocco, le strade del Madagascar. Nelle ultime settimane in tutti questi Paesi – e alla lista potremmo aggiungere anche gli Stati Uniti, la Francia e l’Italia dove i giovani sono stati protagonisti di proteste contro Trump, contro l’austerità e contro il genocidio in Palestina – la Gen Z sta protestando contro governi e istituzioni percepiti come lontani e inadatti. I giovani nati tra la fine degli anni ’90 e i primi Duemila organizzano sit-in, bloccano campus universitari, invadono piazze e strade, mettono a ferro e fuoco città intere. Per comunicare e organizzarsi usano Discord, TikTok e Telegram, in comune hanno la rabbia nei confronti di un sistema politico che percepiscono come indifferente alle loro necessità e istanze.

Leggi anche: One Piece è diventato «una minaccia all’unità nazionale» in Indonesia

In Indonesia la miccia è stata accesa dalle disuguaglianze crescenti, dalle prospettive economiche sempre peggiori e da riforme giudicate autoritarie e corrotte. In Nepal tutto è cominciato proprio a causa dell’esasperazione nei confronti di una classe politica ormai apertamente corrotta, che ha cercato di salvarsi con un atto estremo di censura (la chiusura di fatto dei social media nel Paese), un atto che ha trasformato l’esasperazione in protesta. In Marocco i giovani sono arrabbiati per il sempre crescente costo della vita e soprattutto per le pessime condizioni in cui versa il servizio sanitario nazionale: la protesta è diventata violenta, infatti, dopo che nella sola città di Agadir otto donne sono morte in sala parto. Da lì i cortei si sono moltiplicati in tutto il Paese e le proteste sono scoppiate a Rabat, Casablanca e Marrakech, dappertutto i manifestanti chiedono che il governo investa i fondi pubblici nella sanità invece che negli stadi per la 2030 FIFA World Cup. È sotto accusa il premier, il miliardario Aziz Akhennouch, mentre il sovrano, Muhammad VI, è lontano dai riflettori perché malato. La repressione della polizia è stata fin qui molto violenta ma le proteste non accennano a diminuire.

Leggi anche: In Nepal hanno nominato una nuova Presidente del Consiglio anche grazie a un referendum su Discord

In Madagascar, invece, i Gen Z sono scesi in piazza dopo l’ennesimo scandalo che ha travolto la classe dirigente. La diffusa corruzione della pubblica amministrazione ha causato enormi problemi nella distribuzione di acqua corrente e luce elettrica alla popolazione, fino al punto in cui il disagio è diventato protesta violenta. Come riporta Bbc, il presidente del Madagascar, Andry Nirina Rajoelinaha, ha annunciato che scioglierà il suo governo. Anche in questo, la repressione è stata talmente violenta che la responsabile dei diritti umani delle Nazioni Unite, Volker Türk, ha condannato l’uso inutile della forza da parte delle forze di sicurezza per sedare i disordini, affermando che almeno 22 persone sono state uccise e altre 100 ferite.

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