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23:19 giovedì 1 gennaio 2026
Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner In un commosso editoriale, Scorsese ha individuato nel thriller del 1990 l’apice della filmografia del collega, ricordando la loro amicizia.
Dopo il documentario su Diddy arriverà un documentario sui figli di Diddy che parlando di Diddy Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che uscirà nel 2026 e di cui è già disponibile il trailer.
La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.
L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.
Il progetto europeo di rilanciare i treni notturni sta andando malissimo Uno dei capisaldi del Green Deal europeo sulla mobilità, la rinascita dei treni notturni, si è arenato tra burocrazia infinita e alti costi.
Un’azienda in Svezia dà ai suoi lavoratori un bonus in busta paga da spendere in attività con gli amici per combattere la solitudine Il progetto, che per ora è solo un'iniziativa privata, prevede un’ora al mese di ferie e un bonus di 100 euro per incentivare la socialità.
Diverse celebrity hanno cancellato i loro tributi a Brigitte Bardot dopo aver scoperto che era di estrema destra Chapell Roan e altre star hanno omaggiato Bardot sui social per poi ritirare tutto una volta scoperte le sue idee su immigrazione, omosessuali e femminismo.
È morta la donna che restaurò così male un dipinto di Cristo da renderlo prima un meme, poi un’attrazione turistica Nel 2012, l'allora 81enne Cecilia Giménez trasformò l’"Ecce Homo" di Borja in Potato Jesus, diventando una delle più amate meme star di sempre.

A Milano ciclisti e pedoni protesteranno bloccando il traffico durante la Fashion Week

19 Settembre 2023

A pochi giorni dall’ultimo incidente che ha coinvolto una donna in bicicletta, avvenuto lunedì 11 settembre, e dopo quello che nella mattinata di ieri, lunedì 18 settembre, ha provocato la morte di Antonia Pansini, 75 anni, travolta e trascinata da un camion dell’Amsa in via Trasimeno a Milano, un gruppo di cittadini milanesi ha deciso che è arrivato il momento di bloccare il traffico della città per costringere opinione pubblica e autorità a riconoscere a affrontare il problema della sicurezza di ciclisti e pedoni di Milano. Aveva fatto molto scalpore a fine agosto il caso di Francesca Quaglia, rimasta uccisa a 28 anni dopo l’impatto con un camion, sempre in bicicletta, sempre a Milano. Delle pericolosità delle strade della città si parla almeno dall’inizio dell’anno (ne avevamo scritto qui), ma dato che le istituzioni comunali sembrano non riuscire a prendere provvedimenti efficaci, sono i cittadini a mobilitarsi.

In un comunicato gli organizzatori del flash mob rendono noto che solo nel 2023 a Milano ci sono state 20 vittime di incidenti stradali, una situazione ormai insostenibile. La manifestazione si terrà giovedì 21 settembre alle ore 19, in corrispondenza di attraversamenti pedonali privi di semafori in quattro punti nevralgici della città: i Bastioni di Porta Nuova, viale Bianca Maria, viale Beatrice d’Este e viale di Porta Vercellina. L’obiettivo è bloccare completamente il traffico nei giorni della Fashion Week. Nel comunicato si legge che non è necessario arrivare muniti di biciclette: dato che l’emergenza coinvolge anche pedoni, motociclisti e chi utilizza i monopattini, la manifestazione si svolgerà a piedi. Inoltre, per massimizzare l’impatto del flash mob, gli organizzatori chiedono agli interessati di compilare un modulo dove è possibile indicare in quale punto intendono presentarsi e in quanti, per reclamare «la città delle persone».

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A nulla è servito il limite di 20 mila biglietti disponibili al giorno: i turisti sono già troppi e il Museo adesso deve trovare una soluzione.