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18:52 martedì 24 marzo 2026
Un anno fa Grimes aveva detto che si sarebbe iscritta a LinkedIn e ora l’ha fatto davvero con il suo vero nome, Claire Boucher L'anno scorso aveva detto su X che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
Zuckerberg sta addestrando una AI a fare il Ceo di Meta perché secondo lui tutti i dipendenti Meta dovrebbe avere un assistente AI che sappia fare il lavoro al posto loro In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
Il nuovo film di Sean Baker è già uscito e si può vedere gratuitamente online Si intitola Sandiwara, è un cortometraggio ambientato a Penang, in Malesia, le protagoniste sono la premio Oscar Michelle Yeoh e la cucina malese.
Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.
A causa dei depositi di petrolio colpiti dalle bombe, a Teheran c’è anche un gravissimo problema di inquinamento dell’aria Molti cittadini di Teheran hanno raccontato di star soffrendo da giorni di mal di testa, irritazione a occhi e pelle e difficoltà respiratorie.
Tajani al seggio che vota Sì è diventato l’involontario e perfetto meme che celebra la vittoria del No La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.
Paul Thomas Anderson avrebbe riscritto la sceneggiatura del nuovo film di Scorsese per fare un favore a DiCaprio, e non è la prima volta che succede Era già successo con Killers of the Flower Moon, adesso la storia si ripete con il nuovo film di Scorsese, What Happens at Night. Sempre su richiesta (insistente) di Leo.
Dopo Bad Bunny e John Galliano, Zara fa la tripletta lanciando una collezione fatta assieme a Willy Chavarria La collezione si chiama Vatísimo e celebra le origini ispaniche del designer, con un video dove la protagonista è la top model degli anni '90 Christy Turlington.

Lezioni americane (contro il governo populista)

I 4 approcci politici dei candidati democratici possono aiutarci a capire come si dovrebbe combattere il populismo.

17 Giugno 2019

Gli avversari politici del governo nazional populista Lega e Cinque stelle farebbero bene a seguire con attenzione il dibattito politico americano di queste settimane, nonostante non sia mai prudente paragonare dinamiche, idee e sistemi politici così diversi come quelli di qua e di là dell’Atlantico. Gli avversari di Donald Trump però stanno chiedendosi come affrontare il presidente nazional-populista che vinse a sorpresa, grazie anche all’aiutino di Vladimir Putin, le elezioni del 2016. I democratici non hanno trovato la soluzione, ma sono cronologicamente più avanti di un ciclo elettorale rispetto a noi che ancora non sappiamo se l’attuale maggioranza reggerà altri quattro anni, fino a scadenza naturale della legislatura, oppure se ci porterà alle elezioni anticipate.

Negli Stati Uniti, invece, si sa che si voterà il 3 novembre 2020, ma anche che il lungo processo democratico è già iniziato, con i caucus in Iowa e le primarie in New Hampshire del 3 e dell’11 febbraio già in piena campagna elettorale. I candidati sono ventitré e il primo dibattito si terrà in diretta televisiva a fine giugno. Col passare dei mesi, i pretendenti diminuiranno ma al momento si possono individuare quattro approcci politici intorno ai quali si dipana il dibattito che deciderà lo sfidante di Trump.

Il primo è quello classico: contro Trump va schierato un candidato affidabile, autorevole e rassicurante come l’ex vicepresidente Joe Biden. Il secondo approccio, più radicale, punta su un inflessibile leone socialista come Bernie Sanders. Il terzo è una variante del secondo: qualcuno credibile nel tentativo di mitigare le ingiustizie e le asprezze del capitalismo, ma con una curvatura meno ideologica e più tecnocratica come quella della senatrice Elizabeth Warren. Il quarto approccio, infine, è quello generazionale rappresentato da Pete Buttigieg, sindaco, gay, millennial, poliglotta, cosmopolita ma dell’Indiana, volontario in Afghanistan. I soliti schemi destra-sinistra non esistono più, il centro non lo rincorre più nessuno e tra i ventitré candidati le differenze ideologiche sono minime,  perché ciò che conta è l’apparenza del candidato e la percezione dell’elettore.

Biden dà l’idea del porto sicuro, fin troppo, il miglior candidato possibile secondo i canoni dell’epoca pre populista, ma per Trump l’ex vice di Obama rischia di essere l’avversario più facile, quello più riconoscibile, e del resto non è molto diverso da Hillary Clinton. Le idee socialiste, ma dovremmo dire “europee”, di Sanders forse sono ancora troppo radicali per l’America, sebbene sempre più in sincrono con l’evoluzione corrente dell’opinione pubblica, ma Trump non aspetta altro che poter etichettare come comunista e anti americano il suo avversario. I dettagliati progetti legislativi di Warren dimostrano che la senatrice è abile e competente sulle questioni economiche e sociali, ma è tutto da dimostrare che Trump si possa sconfiggere con un esercizio di pensiero razionale. Buttigieg è la proposta nuova, se non altro per motivi anagrafici e personali, in particolare quando dice di voler «cambiare canale» ogni volta che gli chiedono di Trump, ma reggere l’urto di una campagna nazionale non è un’impresa facile e da tutti, nemmeno per un piccolo genio che ha imparato il norvegese nel bagno del suo dormitorio di Oxford e che si è imbarcato su una nave cargo per preparare senza distrazioni la tesi di laurea.

Trump può batterli tutti, oppure può battersi da solo. Ma anziché sperare nell’harakiri presidenziale o nelle inchieste giudiziarie, i democratici dovrebbero cercare di affrontarlo scegliendo un candidato capace di incarnare tutti e quatto gli approcci che oggi marciano separati. Vale anche per noi: i nazional populisti non si sconfiggono imitandoli o denigrandoli, ma con una proposta politica seria e combattiva e una leadership razionale e fresca. Facile, no?

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