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In Uganda hanno deciso che l’unico modo per avere elezioni regolari e pacifiche è chiudere internet In tutto il Paese è impossibile connettersi già da martedì 13 gennaio e sarà così fino alla chiusura delle urne, prevista per la sera del 15.
C2C Festival festeggia il suo venticinquesimo compleanno svelando la line-up della seconda edizione del festival a New York L'8 maggio 2026 C2C Festival torna al Knockdown Center con un programma ancora più ambizioso. Tra gli ospiti più attesi Arca, Los Thuthanaka ed Elias Rønnenfelt.
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Grazie al suo amore per i blockbuster, Zoe Saldaña è diventata l’attrice che ha “incassato” di più nella storia del cinema Dopo il successo del terzo Avatar, che si aggiunge a quello dei film Marvel e di Star Trek, l'attrice ha stabilito un record.
Uno dei segnali di distensione tra Usa e Venezuela è il ritorno dei politici venezuelani su X Compresa la Presidente ad interim Delcy Rodriguez, che ha ricominciato a postare a un anno dall'ultima volta.
Durante la visita a una fabbrica della Ford, Trump ha fatto il dito medio a un operaio che gli aveva urlato “protettore dei pedofili” L'operaio è stato poi sospeso dall'azienda e definito «un fuori di testa» dal responsabile della comunicazione della Casa Bianca.
Jafar Panahi ha chiesto alla comunità internazionale di intervenire in Iran per «fermare il massacro» Nel suo appello, il regista ha spiegato di temere che la repressione sia soltanto all'inizio e che il peggio debba ancora arrivare.
Il Presidente della Groenlandia ha detto che se proprio i suoi concittadini dovessero scegliere tra Usa e Danimarca, sceglierebbero la Danimarca «Scegliamo la Nato. Scegliamo il Regno di Danimarca. Scegliamo l'Unione europea», ha detto Jens-Frederik Nielsen.

Prima della prima

Un documentario del regista milanese Michele Rho racconta i dieci anni della Prima diffusa, l'ormai tradizionale iniziativa che nella settimana che precede l'apertura della stagione della Scala "diffonde" l'evento in tutti i quartieri della città.

di Studio
06 Dicembre 2022

Nel 1951 il direttore dell’Orchestra della Scala Victor de Sabata decise di spostare la data di inaugurazione della stagione dal fino a quel momento tradizionale 26 dicembre al 7 dello stesso mese, il giorno in cui la città festeggia il patrono Sant’Ambrogio. Fu il primo tentativo di avvicinamento tra la città e una delle sue più antiche e importanti istituzioni culturali. Un’alleanza che è poi proseguita con la decisione di Paolo Grassi, sovrintendente del Teatro negli anni Settanta, di istituire il Servizio Promozione Culturale, il programma che permette – ancora oggi – al pubblico di avvicinarsi al mondo del teatro musicale a condizioni agevolate. Il rapporto tra Milano e la Scala si è rinforzato ulteriormente undici anni fa, con l’inizio dell’esperienza della Prima diffusa: «Uno dei primi grandi progetti di partecipazione culturale e di inclusione sociale, che ha tracciato la strada per altre iniziative di grande successo che continuano ad accendere la città su diversi temi», come lo definì l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi un anno fa, quando l’evento tornò dopo un anno di assenza a causa della pandemia. La Prima diffusa è un momento di condivisione collettiva, una settimana in cui tutta la città vive e condivide uno dei principali momenti della sua vita culturale: la prima del Teatro alla Scala. «Un’intera città che la vive come un unico, grande pubblico», dentro e fuori il teatro. Nella settimana che precede l’apertura della stagione, concerti, performance, letture, incontri e conferenze, mostre e rassegne dedicate all’opera – quest’anno è il Boris Godunov di Modest Musorgskij, in scena dal 7 al 29 dicembre, con la direzione di Riccardo Chailly e la regia è di Kasper Holten – “diffondono” questo appuntamento in moltissimi luoghi della cultura e spazi simbolici dei nove municipi milanesi.

Prima Diffusa è, come si capisce, un evento che merita di essere raccontato perché ha funzionato come un modello per tutte le iniziative culturali che in questi anni hanno trasformato Milano. Prima Diffusa è la testimonianza di un certo tipo di politica sociale e culturale portata avanti da istituzioni politiche, culturali e civili, la metafora giusta per raccontare una città che vuole provare a “non disunirsi”, a tenere assieme centro e periferia. Un fenomeno che si sta verificando a livello urbanistico con la riqualificazione delle aree non centrali, con nuove linee di trasporto pubblico, con la creazione di centri che si affiancano a quello storico. È un movimento evidente soprattutto a chi a Milano è nato e ci ha vissuto tutta la vita.
Un movimento che si vede anche e soprattutto nella settimana della Prima Diffusa, un movimento la cui storia viene ora raccontata da un film documentario del regista milanese Michele Rho: La sera della Prima – Dieci anni di Prima Diffusa.

Ovviamente, il film è anche un racconto di Milano, un ritratto inedito e originale della città. In 43 minuti Rho, assieme al co-sceneggiatore Gabriele Scotti, compone un romanzo milanese i cui capitoli sono i quartieri, le associazioni, i cittadini, i melomani e le istituzioni che negli ultimi undici anni hanno lavorato all’affermazione e alla crescita di questo progetto speciale. Un film fatto di «volti, storie ed emozioni» al quale hanno partecipato rappresentanti di ogni parte della vita sociale e culturale di Milano: nell’elenco dei partecipanti ci sono Tommaso Sacchi, Stefano Boeri, Serena Sinigaglia, Andrea Minetto, Andrea Cainarca, Maurizio Tosi, Rocio Balseca, Lorenzo Carni, Filippo Del Corno, Renato De Donato, Nicola Monti, Davide Gorlo, Lella Costa, Fabio Giuseppe Sartorelli, Clarissa Costanzo, Chi Hoon Lee, Giselle Chidoli, Emanuela Tagliavia, Francesco Micheli e Francesca Fiumanò. Il film è prodotto da Radio Raheem in collaborazione con il Comune di Milano, il Teatro alla Scala ed Edison. Sono previste quattro proiezioni: la prima ci sarà questa sera a BASE Milano, alle 19:30; il 7 dicembre, poi, il film lo si potrà vedere al MIC – Museo Interattivo del Cinema alle 16, a Mare culturale urbano alle 17 e presso la Comunità per minori non accompagnati Oklahoma alle 17.

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