Hype ↓
21:50 giovedì 17 settembre 2026
La prima ricerca sul disastro in Nepal ha confermato quello che tutti sospettavano: la crisi climatica c’entra eccome in quello che è successo Lo ha realizzato la climatologa Friederike Otto dell'Imperial College di Londra: per lei, i nepalesi stanno pagando una crisi provocata dalle emissioni di combustibili fossili.
Una città in Belgio ha affidato la cura dei suoi prati a un gregge di pecore e le pecore sono state così brave a curare i prati che ora il Comune assumerà altre pecore per curare i prati Si chiamano Lactose, Rayban, Pils, Domino, Katimini, Maria, Juliette e Puyu. E il Comune di Ixelles non può più fare a meno di loro nella cura del verde pubblico.
Stati Uniti e Israele hanno concluso una delle più grosse compravendite di una delle più grosse bombe di tutti i tempi Bombe che pesano tutte almeno una tonnellata, pensate per distruggere edifici interi e che quando esplodono lasciano crateri profondi 15 metri.
Macklemore ha donato tutti i soldi guadagnati nel tour di Ed Sheeran a organizzazioni umanitarie che aiutano i palestinesi Un milione di dollari a sei diverse organizzazioni umanitarie. «Una vita palestinese non vale meno di qualsiasi altra vita sulla Terra», ha detto.
JD Vance si è lanciato in un incredibile spiegone per dimostrare che Emily in Paris è la miglior serie di sempre e lo «Shakespeare della nostra epoca» Secondo il Vicepresidente la serie è «una grande critica culturale al processo decisionale dei Millennial».
Se sei l’erede di una grande dinastia della moda italiana e ti serve un direttore creativo per il tuo brand, chiami Dario Vitale Dopo l'esperienza da Versace, Dario Vitale diventa il primo creativo esterno ad assumere la guida di Emporio e degli accessori Giorgio Armani, segnando la prima vera svolta della maison dopo la scomparsa del fondatore.
Nonostante gli scienziati dicano che non funzionerà mai, diverse persone stanno pagando 200 mila euro a un’azienda australiana per far congelare i loro cadaveri nella speranza di essere resuscitati in futuro L'azienda si chiama Southern Cryonics, si trova a Holbrook, nel New Souther Wales, e ai suoi clienti propone "a chance of life extension".
Per salvare i suoi cittadini dal brainrot, Singapore ha deciso di pagarli per leggere almeno 15 minuti al giorno Quindici minuti valgono venti monete virtuali, per arrivare a un dollaro di Singapore ne servono mille, cioè cinquanta giorni di lettura.

Prima della prima

Un documentario del regista milanese Michele Rho racconta i dieci anni della Prima diffusa, l'ormai tradizionale iniziativa che nella settimana che precede l'apertura della stagione della Scala "diffonde" l'evento in tutti i quartieri della città.

di Studio
06 Dicembre 2022

Nel 1951 il direttore dell’Orchestra della Scala Victor de Sabata decise di spostare la data di inaugurazione della stagione dal fino a quel momento tradizionale 26 dicembre al 7 dello stesso mese, il giorno in cui la città festeggia il patrono Sant’Ambrogio. Fu il primo tentativo di avvicinamento tra la città e una delle sue più antiche e importanti istituzioni culturali. Un’alleanza che è poi proseguita con la decisione di Paolo Grassi, sovrintendente del Teatro negli anni Settanta, di istituire il Servizio Promozione Culturale, il programma che permette – ancora oggi – al pubblico di avvicinarsi al mondo del teatro musicale a condizioni agevolate. Il rapporto tra Milano e la Scala si è rinforzato ulteriormente undici anni fa, con l’inizio dell’esperienza della Prima diffusa: «Uno dei primi grandi progetti di partecipazione culturale e di inclusione sociale, che ha tracciato la strada per altre iniziative di grande successo che continuano ad accendere la città su diversi temi», come lo definì l’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi un anno fa, quando l’evento tornò dopo un anno di assenza a causa della pandemia. La Prima diffusa è un momento di condivisione collettiva, una settimana in cui tutta la città vive e condivide uno dei principali momenti della sua vita culturale: la prima del Teatro alla Scala. «Un’intera città che la vive come un unico, grande pubblico», dentro e fuori il teatro. Nella settimana che precede l’apertura della stagione, concerti, performance, letture, incontri e conferenze, mostre e rassegne dedicate all’opera – quest’anno è il Boris Godunov di Modest Musorgskij, in scena dal 7 al 29 dicembre, con la direzione di Riccardo Chailly e la regia è di Kasper Holten – “diffondono” questo appuntamento in moltissimi luoghi della cultura e spazi simbolici dei nove municipi milanesi.

Prima Diffusa è, come si capisce, un evento che merita di essere raccontato perché ha funzionato come un modello per tutte le iniziative culturali che in questi anni hanno trasformato Milano. Prima Diffusa è la testimonianza di un certo tipo di politica sociale e culturale portata avanti da istituzioni politiche, culturali e civili, la metafora giusta per raccontare una città che vuole provare a “non disunirsi”, a tenere assieme centro e periferia. Un fenomeno che si sta verificando a livello urbanistico con la riqualificazione delle aree non centrali, con nuove linee di trasporto pubblico, con la creazione di centri che si affiancano a quello storico. È un movimento evidente soprattutto a chi a Milano è nato e ci ha vissuto tutta la vita.
Un movimento che si vede anche e soprattutto nella settimana della Prima Diffusa, un movimento la cui storia viene ora raccontata da un film documentario del regista milanese Michele Rho: La sera della Prima – Dieci anni di Prima Diffusa.

Ovviamente, il film è anche un racconto di Milano, un ritratto inedito e originale della città. In 43 minuti Rho, assieme al co-sceneggiatore Gabriele Scotti, compone un romanzo milanese i cui capitoli sono i quartieri, le associazioni, i cittadini, i melomani e le istituzioni che negli ultimi undici anni hanno lavorato all’affermazione e alla crescita di questo progetto speciale. Un film fatto di «volti, storie ed emozioni» al quale hanno partecipato rappresentanti di ogni parte della vita sociale e culturale di Milano: nell’elenco dei partecipanti ci sono Tommaso Sacchi, Stefano Boeri, Serena Sinigaglia, Andrea Minetto, Andrea Cainarca, Maurizio Tosi, Rocio Balseca, Lorenzo Carni, Filippo Del Corno, Renato De Donato, Nicola Monti, Davide Gorlo, Lella Costa, Fabio Giuseppe Sartorelli, Clarissa Costanzo, Chi Hoon Lee, Giselle Chidoli, Emanuela Tagliavia, Francesco Micheli e Francesca Fiumanò. Il film è prodotto da Radio Raheem in collaborazione con il Comune di Milano, il Teatro alla Scala ed Edison. Sono previste quattro proiezioni: la prima ci sarà questa sera a BASE Milano, alle 19:30; il 7 dicembre, poi, il film lo si potrà vedere al MIC – Museo Interattivo del Cinema alle 16, a Mare culturale urbano alle 17 e presso la Comunità per minori non accompagnati Oklahoma alle 17.

Articoli Suggeriti
I figli della scimmia è un’altra opera prima che dimostra che nel cinema italiano c’è molto di nuovo e molto di buono

Il lungometraggio d'esordio di Tommaso Landucci è stato uno dei film italiani più premiati e meglio recensiti della Mostra del Cinema. Anche grazie a una sorprendente interpretazione di Riccardo Scamarcio.

Prima di vincere la Coppa Volpi a Venezia, Mathilde Arcel è dovuta tornare a Copenaghen per presentarsi al centro per l’impiego perché è iscritta alle liste di collocamento e prende il sussidio di disoccupazione

È successo subito dopo la prima di Woman Unknown, il film di May el-Toukhy che le è valso il premio per la Migliore interpretazione femminile.