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I dazi turistici sono l’ultimo fronte nella guerra commerciale tra Stati Uniti ed Europa Mentre Trump impone agli stranieri una maxi tassa per l'ingresso ai parchi nazionali, il Louvre alza il prezzo del biglietto per gli "extracomunitari".
Papa Leone XIV ha benedetto un rave party in Slovacchia in cui a fare da dj c’era un prete portoghese Il tutto per festeggiare il 75esimo compleanno dell'Arcivescovo Bernard Bober di Kosice.
I distributori indipendenti americani riporteranno al cinema i film che non ha visto nessuno a causa del Covid Titoli molto amati da critici e cinefili – tra cui uno di Sean Baker e uno di Kelly Reichardt – torneranno in sala per riprendersi quello che il Covid ha tolto.
La presidente della Tanzania Samia Suluhu Hassan ha nominato il nuovo governo e ha fatto ministri tutti i membri della sua famiglia In un colpo solo ha sistemato due figlie, un nipote, un genero, un cognato e pure un carissimo amico di famiglia.
Sally Rooney ha detto che i suoi libri potrebbero essere vietati in tutto il Regno Unito a causa del suo sostegno a Palestine Action E potrebbe addirittura essere costretta a ritirare dal commercio i suoi libri attualmente in vendita.
In Francia è scoppiato un nuovo, inquietante caso di “sottomissione chimica” simile a quello di Gisèle Pelicot Un funzionario del ministero della Cultura ha drogato centinaia di donne durante colloqui di lavoro per poi costringerle a urinare in pubblico.
Dopo quasi 10 anni di attesa finalmente possiamo vedere le prime immagini di Dead Man’s Wire, il nuovo film di Gus Van Sant Presentato all'ultima Mostra del cinema di Venezia, è il film che segna il ritorno alla regia di Van Sant dopo una pausa lunga 7 anni.
Un esperimento sulla metro di Milano ha dimostrato che le persone sono più disponibili a cedere il posto agli anziani se nel vagone è presente un uomo vestito da Batman Non è uno scherzo ma una vera ricerca dell'Università Cattolica, le cui conclusioni sono già state ribattezzate "effetto Batman".

La polemica tra Peter Dinklage e Disney sui sette nani di Biancaneve

26 Gennaio 2022

Durante un episodio del podcast di Marc Maron, Peter Dinklage ha rivelato il suo scarso entusiasmo (per usare un eufemismo) per il remake in live action di Biancaneve, uno dei nuovi progetti in lavorazione alla Disney. Dinklage ha detto che secondo lui, in questo momento storico, la scelta di tornare sul film del 1937, adattamento di una storia dei fratelli Grimm, è segno di «arretratezza». E questo nonostante Disney si sia affrettata a precisare che farà di tutto per evitare la reiterazione «degli stereotipi presenti nel film originale».

Secondo Dinklage, questa dichiarazione di intenti non basta: per l’attore, Disney dovrebbe rivedere il progetto in sé e per sé. «Sono rimasto un tantino colpito da quanto fossero orgogliosi di aver scelto un’attrice latina per la parte di Biancaneve. Deve essere sfuggito il fatto che, nonostante questo, la storia che stanno raccontando è pur sempre quella di Biancaneve e dei Sette Nani. Da una parte sei progressista ma dall’altra stai tornando ancora una volta alla storia dei sette nani che vivono nella caverna».

Non è la prima volta che Dinklage parla di come Hollywood racconta le persone affette da nanismo: ha sempre detto che secondo lui fare di questa condizione un tratto caratteristico nella definizione di un personaggio è semplicemente «pessima scrittura». La risposta di Disney, ovviamente, non si è fatta attendere. L’azienda, come già detto, ha ribadito che il film non sarà soltanto un remake dell’originale, ma una vera e propria versione aggiornata e corretta dello stesso. «Stiamo usando un approccio diverso nel trattare questi sette personaggi e ci stiamo facendo aiutare, in questo lavoro, da persone affette da nanismo (members of the dwarfism community, questa la dichiarazione riportata dalla Bbc, ndr). Non vediamo l’ora di farvi sapere di più, visto che il film sta entrando finalmente in lavorazione dopo una lunga fase di pre-produzione».

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