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L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “catturare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.
Il cofondatore di Wikipedia è stato bannato da Wikipedia perché ha provato a cambiare le regole di Wikipedia senza seguire le regole di Wikipedia Larry Sanger ha proposto una riforma di tutto il sistema dell'enciclopedia online, ma a quanto pare lo ha fatto nella maniera sbagliata.
L’album “perduto” dei Deftones, Eros, è stato pubblicato online dopo 18 anni E i fan si sono divisi, tra chi ha accolto la notizia con entusiasmo e chi si è indignato ricordando la storia tragica che portò alla cancellazione di quel disco.
A Londra hanno dovuto cancellare un evento sul caldo estremo a causa del caldo estremo Un evento in cui il tema era trovare il modo di sopravvivere al caldo estremo senza stravolgere la propria vita quotidiana.
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.

La permanente sta tornando di moda?

22 Maggio 2019

Come sottolinea Leah Harper in un pezzo pubblicato dal Guardian: «È una verità universalmente riconosciuta che tutti vogliono il contrario dei capelli che hanno». Tutto vero, ma non si può fare a meno di notare che, ultimamente, i portatori di ricci sembrano essersi rappacificati con i loro capelli e mostrano una fierezza in grado di mortificare chi già si lamentava di una capigliatura moscia, liscia, spenta. Difficile stabilire se si tratti di una causa o di una conseguenza di questa rinnovata sicurezza: negli ultimi anni l’atteggiamento sociale nei confronti delle capigliature gonfie e soffici è decisamente cambiato. Se tempo fa i capelli ricci e crespi venivano associati a una certa trasandatezza o mancanza di professionalità – una credenza con chiare connotazioni razziste – negli ultimi anni gli uomini e le donne di colore hanno abbracciato i loro capelli afro, e con loro tutte le persone che godono di ricci spontanei.

Chi non ha la fortuna di avere i capelli ricci potrebbe iniziare a preoccuparsi ricordando le torture inflitte alle capigliature dalle permanenti anni ’80. Niente paura: la permanente non è più il mostro crudele che riduce i capelli a un inestricabile groviglio di stoppa. Chi non è riccio, dice saggiamente Leah Harper, non pretenda di diventarlo ricorrendo alla chimica: si accontenti invece di soffici “beach waves”, onde da creare comodamente a casa (alla fine dell’articolo trovate un foto-tutorial in cui la giornalista spiega come ottenerle), senza bisogno di scomodare sostanze tossiche e inquinare l’ambiente.

Oltre a raccontare la storia della permanente, Harper ha riportato gli indizi che ci permettono di prevedere il suo ritorno (in versione soft). Qualche esempio: le teste ricciolute che hanno sfilato per la primavera/estate 2019 di Gucci e Celine, l’attuale volto di Zara (la riccia Mica Argañaraz), i capelli di Natasha Lyonne, protagonista della bella serie Russian Doll. Nell’ultima settimana, Charlotte Gainsbourg, Priyanka Chopra e la modella Taylor Hill hanno sfoggiato onde inedite sul red carpet di Cannes. Anche gli uomini dello star system sembrano aver rinnovato il loro interesse nei ricci: per i fan di Game of Thrones si tratta dell’effetto “Jon Snow”.

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