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Fa talmente caldo che a Firenze le cere anatomiche del Museo di Storia Naturale hanno rischiato di sciogliersi Un guasto all'impianto di aria condizionata ha messo a rischio quasi duemila modelli anatomici, alcuni dei quali hanno 250 anni.
A Bali i turisti consumano così tanta acqua che adesso il Paese deve affrontare una gravissima crisi idrica Un turista consuma indirettamente e direttamente tra i 2 mila e i 4 mila litri di acqua al giorno, un balinese se la deve cavare con 50.
Nonostante le innumerevoli critiche e stroncature, Michael è diventato il primo biopic nella storia del cinema a incassare un miliardo al botteghino mondiale 371,8 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, 629,8 milioni nel resto del mondo: mai nessun biopic ha incassato così tanto.
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, ingannare il cosiddetto orologio biologico.

Perché Putin si ritira dalla Siria

15 Marzo 2016

Lunedì Vladimir Putin ha annunciato che avvierà in tempi rapidi un ritiro parziale delle truppe russe dalla Siria, dove sono impegnate in una complessa guerra civile al fianco del regime di Bashar al-Assad (le altre forze in campo sono i ribelli, i curdi, l’Isis, Iran, Turchia, Arabia saudita e una coalizione internazionale anti-Isis: qui si spiega chi sta combattendo contro chi). L’annuncio del Cremlino è arrivato mentre a Ginevra stava iniziando un nuovo round di colloqui di pace per porre fine alla guerra civile.

Perché Putin si ritira dalla Siria? Perché proprio adesso? È importante? Sulle testate internazionali sono apparse molte analisi. Quella di Max Fisher, ex commentatore di esteri per il Washington Post, su Vox si distingue però per chiarezza e profondità. Potete leggerla in inglese qui, noi vi proponiamo un breve riassunto punto per punto.

Perché la Russia si sta ritirando, dunque? Perché ha ottenuto quello che vuole: un Assad in grado di controllare una fetta di territorio sostenibile, e dunque di negoziare da una posizione di forza. Putin, certo, vuole mantenere al potere Assad, suo ultimo alleato in Medio oriente (in apparenza la Russia è alleata anche dell’Iran, ma in realtà le due potenze sono rivali). Ma si rende anche conto che è impossibile vincere la guerra civile siriana, che è in uno stato di sostanziale stallo da anni. Il vero obiettivo dunque non è la vittoria di Assad ma una situazione in cui il regime siriano sia in grado di resistere e tenere le posizioni. Questo permette ad Assad di negoziare da una posizione di forza, e consolida lo status della Russia come negoziatore “forte”. Nonostante la propaganda del Cremlino stia cercando di vendere la guerra siriana come “vinta”, il suo vero obiettivo era semplicemente non perderla. E quell’obiettivo è stato pienamente raggiunto. 

Sul perché il ritiro sia stato annunciato adesso, Max Fisher concorda con la stragrande maggioranza degli analisti: banalmente, l’inizio dei negoziati a Ginevra rappresenta un buon momento. Sulle implicazioni del ritiro, però, fa un’analisi interessante. Ritirandosi adesso, Putin sta mandando un messaggio al suo “protetto” Assad (che peraltro pare sia stato informato quasi all’ultimo): gli sta dicendo che la Russia sta dalla sua parte ma non è disposta a dissanguarsi per lui.

Lo status quo va bene al Cremlino, mentre Assad e l’Iran puntano (probabilmente illudendosi) alla vittoria. «La Russia ha un ascendente limitato sul regime Assad, che si è dimostrato imprudente e che ha incrementato i combattimenti anche quando non c’era una necessità strategica», scrive Fisher. «Se Mosca davvero vuole congelare lo status quo in Siria, deve convincere Assad a negoziare sul serio». Il modo più efficace per incentivarlo è ritirare le truppe.

Nell’immagine: gadget propagandistici ad Aleppo (JOSEPH EID/AFP/Getty Images)
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