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Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.
Anche l’Accademia svedese ha fatto la sua lista di libri per l’estate, composta tutta da Premi Nobel per la letteratura, ovviamente Cinque libri, cinque autori e autrici, con una brevissima recensione a spiegare perché vale la pena portarseli in vacanza.
In Spagna c’è un hotel in mezzo al nulla, senza Wi-Fi né tv, che si può prenotare solo spedendo una lettera scritta a mano E aspettando una lettera di conferma altrettanto manoscritta. È l'hotel El Elevador a El Hierro, la più piccola e meno visitata delle Canarie.
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.

Russia, Turchia, Isis e ribelli: chi combatte in Siria, contro chi

24 Novembre 2015

Martedì un aereo militare russo è stato abbattuto da un caccia turco in prossimità della città di Latakia. Il governo di Ankara sostiene che avesse invaso lo spazio aereo turco, mentre Mosca nega e sostiene che si trovasse sullo spazio aereo Siriano.

In ogni caso, secondo alcuni osservatori, l’episodio potrebbe essere l’inizio di uno scontro diretto di due nazioni che sono di fatto già in guerra in Siria. Mosca infatti è tra i principali sostenitori del regime di Assad, mentre la Turchia sostiene i ribelli (secondo alcuni, incluso l’Isis).

Quali sono le parti in causa in questo conflitto definito da molti una “guerra per procura”?

In Siria, si può dire, ci sono essenzialmente due conflitti separati in atto. Da un lato una guerra civile tra l’esercito di Assad e una variegata galassia di ribelli. Poi c’è la guerra contro lo Stato islamico, o Isis. Che è un conflitto (quasi) completamente separato.

Nel tentativo di fare chiarezza, il New York Times ha pubblicato recentemente una storia interattiva con molte infografiche. Ne riportiamo qualcuna.

Pariamo dalla guerra civile. Russia, Iran e Hezbollah (una milizia-partito libanese molto potente) sostengono Assad; Turchia, Usa e molti Paesi arabi sunniti (specie Arabia saudita e Qatar) sostengono invece i ribelli. Nel fronte pro-ribelli, la Turchia è la componente più attiva, con sostegno logistico, militare ed economico dichiarato.

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L’Arabia saudita infatti è anche presa dal conflitto in Yemen, che richiede molte risorse, mentre il Qatar, un tempo attivissimo in Siria, nell’ultimo anno assunto una linea più a basso profilo.

La guerra contro l’Isis vede invece schierati insieme Usa, Paesi arabi sunniti, Turchia, alcuni ribelli siriani che combattono anche Assad (come i curdi, per fare un esempio), e una coalizione internazionale che include la Francia e la stessa Russia.

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A volte passa l’idea che la guerra contro l’Isis sia anche la guerra a favore di Assad e viceversa. Ma in realtà la questione è più complicata: per Assad lo Stato islamico è, come lo definisce il New York Times, un «nemico  secondario» mentre i nemici principali sono i ribelli. Alcuni, specie negli Usa, sostengono che Putin non stia combattendo l’Isis, ma che i bombardamenti russi si concentrino soprattutto contro gli altri gruppi ribelli.

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Originariamente nato in Iraq in tempi antecedenti alla guerra civile siriana, per un certo periodo l’Isis è diventato uno degli elementi nella frammentaria opposizione militare ad Assad — che include turchi, i moderati della Free Syrian Army e altri gruppi radicali islamici come al-Nusra. Ma adesso pare lo Stato islamico si scontri più che altro con altri gruppi ribelli, anche se ci sono state battaglie contro Assad.

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