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02:26 giovedì 2 luglio 2026
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.
Tom Verlaine dei Television aveva una collezione di 4 mila vinili e adesso quella collezione è in vendita I vinili del frontman dei Television si potranno acquistare sulla piattaforma Discogs oppure nel negozio di dischi Academy Recors, a Brooklyn.
Quest’anno il Glastonbury non ci sarà perché gli organizzatori vogliono far “riposare” il terreno sul quale si tiene il festival Lo chiamano anno di maggese, ce n'è uno ogni cinque edizioni del festival, serve a far ricrescere l'erba e a far brucare tranquille le mucche.
In Francia hanno approvato una legge che equipara l’ultra fast fashion a sigarette e alcolici Una legge che va a limitare fortemente le attività di colossi come Shein, Temu e AliExpress, imponendo una nuova tassa e il divieto di pubblicità.
L’ondata di caldo è stata una catastrofe per i festival musicali indipendenti, che già se la passavano piuttosto male Solo nello scorso fine settimana ci sono state una mezza dozzina di cancellazioni di concerti e festival annullati. Alcuni rischiano di non tornare più.

Perché nessun poliziotto a New York arresta Banksy?

24 Ottobre 2013

Il blog di Banksy Better Out Than In, che ospita immagini delle opere svolte dall’artista durante il mese che sta trascorrendo a New York, ieri recava una scritta laconica e per certi versi inquietante: «L’opera di oggi è stata cancellata a causa di attività di polizia». Che Banksy, coi suoi stencil e le sue vernici spray su muri privati, vada contro la legge americana è cosa nota. Ciò che rimane meno chiaro è perché nessuno ha mai pensato di arrestarlo.

La risposta è in un articolo di ANIMAL New York, che spiega con dovizia di particolari il rapporto controverso tra Banksy e la legge americana. Il sindaco uscente della Grande Mela, Michael Bloomberg, la settimana scorsa ha preso una posizione ben definita sulla vicenda, chiamando l’opera di Banksy «graffiti, non arte» e auspicando il suo arresto.

In realtà, la vicenda è più complessa: dal canto suo, il New York Police Department ha dichiarato di non stare procedendo contro l’artista perché non ha ricevuto denunce da parte dei proprietari dei beni “graffitati”. Cosa che peraltro non sorprende, visti i prezzi a cui le opere di Bansky vengono vendute. La finta frase di Platone scritta su una porta a Greenpoint, per esempio, è già stimata valere una cifra compresa tra i 20.000  e i 40.000 dollari, mentre i muri arrivano a valori a sei zeri.

Eppure, la legge in materia è chiara: chiunque danneggi una proprietà senza il consenso del proprietario è punibile con fino a un anno di reclusione. Gli stessi tribunali di New York non hanno fatto distinzioni tra opere d’arte e atti di vandalismo duro e puro, finora. Ma quando un muro – pur deturpato – vale un milione di dollari, le cose cambiano.
 

Nella foto: La falsa citazione di Platone di Greenpoint.

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