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04:12 domenica 23 agosto 2026
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In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.
Il più grande baobab del Madagascar sta morendo e la causa della sua morte (ovviamente) è la crisi climatica Ha vissuto per più di mille anni. Poi sono arrivate le piogge eccessive e le infezioni fungine. E adesso non c'è più niente da fare.
Il nuovo film di Jonathan Glazer è un documentario girato con una videocamera dai bambini di Gaza, dell’Ucraina, del Sudan e dello Yemen , questo il titolo scelto da Glazer per il film, verrà presentato al prossimo New York Film Festival.
La foto più bella e difficile dell’eclissi solare l’ha fatta uno skater Lui si chiama Danny Leon e molto probabilmente la sua foto vi è apparsa nel feed. Scattarla è stata una vera e propria impresa.
David Byrne ha fatto una playlist da ascoltare solo e soltanto quando si va in bici Una selezione di 40 canzoni, scelte con un criterio estremamente byrdiano.

Paramount è riuscita a prendersi Warner, ma adesso dovrà pagare quasi tre miliardi di penale a Netflix

Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.

27 Febbraio 2026

Dopo mesi di offerte al rilancio e tentativi di acquisizione particolarmente aggressivi, la famiglia Ellison è riuscita nella sua impresa di acquisire Warner Bros Discovery, facendo saltare un accordo che sembrava già concluso tra quest’ultimo gruppo e Netflix. La piattatorma streaming si è sfilata poche ore fa dall’asta al rialzo per l’acquisizione di Warner Bros Discovery, dichiarando in un comunicato ufficiale che «il prezzo necessario per eguagliare l’ultima offerta di Paramount Skydance rende un eventuale accordo non più finanziariamente interessante; pertanto, non intendiamo rilanciare sull’offerta di Paramount Skydance». Il prezzo pagato dalla famiglia Ellison, che già controlla Paramount ed è vicinissima all’amministrazione Trump, è davvero esorbitante: 77 miliardi di dollari.

All’inizio della battaglia tra Netflix e Paramount, quest’ultima aveva annunciato la sua intenzione di acquistare Warner Bros. Discovery pagando 30 dollari ciascuna delle 2,48 miliardi di azioni del gruppo presenti sul mercato azionario. A fare i conti dell’intera operazione è CNBC: l’offerta finale è arrivata a 31 dollari ad azione, il che significa sborsare quasi settantasette miliardi di dollari, facendosi carico anche dei trenta miliardi di debito netto del gruppo Warner Bros. Discovery. Paramount dovrà però anche pagare un’ingente multa a Netflix prima ancora di acquisire Warner Bros. David Ellison, l’amministratore delegato di Paramount, ha convinto i vertici Warner a rompere la trattativa con Netflix, assumendosi l’onere di pagare i 2,8 miliardi di penale previsti dal precedente accordo tra le parti. Non solo: se per qualche motivo l’acquisizione non andasse a buon fine, per Paramount ci sarebbe un ulteriore multa di 7 miliardi di dollari da pagare. Senza considerare il rischio che l’antitrust americana interrompa tutta l’operazione per impedire la formazione di un monopolio che metterebbe a rischio l’esistenza di un libero mercato nel settore dell’intrattenimento, come ricorda World of Reel.

In effetti, se gli Ellison riuscissero davvero ad acquisire il gruppo Warner Discovery, diventerebbero i sovrani di un impero di cui fanno già parte Cbs, Cnn, Hbo e TikTok USA, costruito grazie a una serie di acquisizioni miliardarie finanziate da fondi riconducibili ad Arabia Saudita, Qatar e Abu Dhabi (fondi la cui esistenza, però, Paramount ha smentito). A preoccupare il mondo dell’intrattenimento (a cui, a dire il vero, non piaceva per niente nemmeno l’opzione di una Warner Bros nelle mani di Netflix) è anche la vicinanza di Larry Ellison, il padre di David, a Donald Trump. In molti sottolineano la curiosa coincidenza che ha portato Sarandos a rinunciare all’acquisizione di Warner Discovery proprio dopo l’incontro con Trump alla Casa Bianca nelle scorse ore. Ellison, dal canto suo, negli ultimi mesi si è molto adoperato per conquistare il sostegno dell’amico Donald, arrivando a cancellare il late night show di Stephen Colbert e a bloccare reportage d’inchiesta sgraditi alla presidenza come quello sulla CECOT (la prigione salvadoregna in cui sono stati rinchiusi anche moltissimi immigrati espulsi dagli Stati Uniti, in spregio a qualsiasi diritto) o l’intervista al politico democratico James Talarico per provare la sua “lealtà”.

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