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08:49 mercoledì 12 agosto 2026
Un gruppo di scienziati ha creato una nuova AI appositamente per trovare tutte le opere d’arte trafugate dai nazisti ancora disperse L'AI si chiama Provenance Assistant e a lei è andato l'ardua compito di ritrovare 100 mila opere rafugate di cui si sono perse le tracce.
Iberia, la compagnia aerea di bandiera della Spagna, ha organizzato un volo speciale per “inseguire” e trasmettere in streaming l’eclissi solare del 12 agosto Si tratta della prima eclissi solare totale visibile dalla Spagna continentale dal 1905. Come si può capire, c'è una certa attesa attorno all'evento.
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.

Stephen Colbert ha detto che il suo editore, la Cbs, gli ha censurato un’intervista a un politico democratico per non far arrabbiare Trump

Intervista che poi Colbert ha pubblicato sul canale YouTube del suo programma, aggirando il divieto che gli era stato imposto dalla rete.

18 Febbraio 2026

Nella notte di lunedì 16 febbraio, un segmento del The Late Show with Stephen Colbert non è andato in onda. Non se ne sarebbe accorto nessuno se quello stesso segmento “scomparso” non fosse apparso martedì mattina sul canale YouTube dello show. Si tratta di un’intervista con James Talarico, democratico, membro della Camera dei Rappresentanti dello Stato del Texas, da molti considerato un astro nascente della politica americana, candidato alle primarie democratiche per decidere si contenderà con l’avversario repubblicano il seggio al Senato nazionale. Talarico, stando ai numeri dei sondaggisti e alle opinioni degli esperti, ha una concreta possibilità di diventare lui il candidato democratico e di contendere il seggio ai repubblicani. Il fatto che un candidato democratico abbia la possibilità di batterne uno repubblicano in un collegio storicamente repubblicano, a quanto pare, fa arrabbiare Trump. Che quindi fa di tutto per ostacolare la campagna elettorale del candidato democratico.

Come ha spiegato Colbert all’inizio dello show di lunedì sera, «gli avvocati della nostra rete – la Cbs – ci hanno detto chiaramente che non potevamo mandarlo in onda». Secondo Colbert, gli avvocati temevano ritorsioni da parte dell’amministrazione Trump («perchè tutto quello che fa Trump è guardare la tv, è come un bambino con il pannolino che passa troppo tempo davanti ad uno schermo» dice il presentatore) e del presidente della Federal Communications Commission (Fcc) Brendan Carr, per un’intervista che, sempre a dire degli avvocati, avrebbe potuto costituire, se mandata in onda, una violazione dell’equivalente americano della nostra par condicio, cioè una regola secondo la quale, in sostanza, se si dà un certo spazio e un certo tempo a un candidato democratico in un periodo elettorale, uno spazio e un tempo equivalente va dato anche a un candidato repubblicano.

Quindi, piuttosto che rischiare l’ira di Trump e della Fcc, la Cbs ha censurato l’intervista. La spiegazione di Colbert e l’intervista con Talarico sono diventate virali, ovviamente, e a riguardo la Cbs, i suoi avvocati, la Fcc e l’amministrazione Trump possono fare poco e niente. Nella spiegazione (che si trova all’inizio della puntata di lunedì sera) il presentatore ha ribadito come l’imposizione del cosiddetto “equo tempo on air” derivi dalla equal time rule (47 U.S. Code numero 315). La regola specifica che le emittenti radiofoniche e televisive americane devono fornire un accesso equivalente ai candidati politici in competizione. Proprio per questo, l’intervista a Talarico è stata poi pubblicata su YouTube, una piattaforma che non fa uso né delle reti radiofoniche né di quelle televisive per diffondere i contenuti.

Questo episodio di censura, evidentemente grave, arriva cinque mesi dopo che Abc e Disney hanno sospeso il programma di Jimmy Kimmel a causa di esplicite pressioni politiche da parte dell’amministrazione Trump (Kimmel che è stato poi reintegrato una settimana dopo, dopo che l’indignazione e le proteste avevano messo in seri guai economici e finanziari Disney). E, soprattutto, otto mesi dopo la decisione di Cbs di cancellare lo show di Colbert, ufficialmente per «motivi finanziari» ma, come lo stesso Colbert ha raccontato, come punizione per una battuta con la quale il comico accusava l’azienda proprietaria di Cbs, Paramount, di aver pagato una tangente a Trump. Il riferimento era ai 60 milioni di dollari che l’azienda aveva deciso di pagare a Trump in cambio del ritiro di una causa da quest’ultimo intentata, a detta di molti spericolatamente, con un altro programma di Cbs, 60 Minutes. Trump accusava il programma e l’editore di avergli arrecato «mental anguish», più o meno traducibile con stress psichico, per un’intervista in cui il montaggio lo metteva in cattiva luce.

Quello di Colbert diventa quindi, come riporta Polygon, l’ultimo caso di “autocensura” da parte dei media tradizionali statunitensi, i cui editori sono apparentemente troppo d’accordo con Trump, o troppo spaventati da lui (le due cose, spesso, coincidono) per preoccuparsi delle terribile figura a cui simili decisioni li espongono.

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Commenti che però Jimmy Kimmel non ha mai fatto.