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01:33 martedì 9 giugno 2026
Yorgos Lanthimos ha detto che da ora in poi vuole fare il fotografo perché il cinema l’ha fatto andare in burnout «In questo momento mi chiedo: farò altri film? Non lo so, vedremo», ha detto in un'intervista al Financial Times.
Ci sono molte cause giudiziarie strane, ma poche sono strane come quella tra il brand Patagonia e la drag queen Pattie Gonia Il brand sostiene che l'artista avrebbe violato il diritto d'autore, l'artista accusa il brand di voler limitare la sua libertà d'espressione. Vedremo che cosa ne pensa il giudice.
A Palermo non tutti sono stati proprio felici e contenti del matrimonio di Dua Lipa e Callum Turner Piazze chiuse, strade sbarrate, polizia ovunque: diversi cittadini hanno preso piuttosto male il grande evento, ricordando che Our square is not your living room.
Wikipedia rischia di fermarsi per la prima volta nella storia a causa di uno sciopero dei suoi editor Settecento tra i collaboratori più prolifici ed esperti stanno minacciano lo sciopero, in solidarietà con dei colleghi licenziati dalla Fondazione che gestisce l'enciclopedia.
I Gorillaz e i Kneecap hanno portato sul palco del Primavera Aarab Barghouti, il figlio di Marwan Barghouti, il più importante leader politico palestinese imprigionato da Israele «Continuate a lottare per la Palestina, per Gaza e per la giustizia», ha detto alla folla, ricordando suo padre e tutti i prigionieri palestinesi.
Grazie al fotovoltaico l’Europa ha risparmiato quasi 13 miliardi di spesa energetica nonostante la crisi nello Stretto di Hormuz In media, sono 136 milioni di euro risparmiati ogni giorno, per ogni giorno dall'inizio della guerra in Iran a oggi.
In uno dei videogiochi più popolari del momento interpreti il proprietario di una biblioteca disordinatissima che deve rimettere a posto 3072 volumi Si intitola Librarian: Tidy Up The Arcane Library, giocarci è molto rilassante, basta avere la consapevolezza che la missione è impossibile.
Nelle università americane è nato un nuovo trend: subissare di fischi chiunque faccia l’elogio dell’AI È successo in almeno una decina di occasioni nelle ultime settimane. Gli studenti, appena sentono le parole intelligenza e artificiale, iniziano a fischiare.

Per impedire a Netflix di acquisire Warner Bros., Paramount ha chiesto aiuto ad Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi e pure al genero di Trump

Lo studio avrebbe chiesto aiuto a tutti, dal governo USA ai Paesi del Golfo, per lanciare la sua controfferta da 108 miliardi di dollari.

09 Dicembre 2025

Paramount avrebbe chiesto sostegno a Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti e persino a Jared Kushner, genero di Donald Trump che partecipa a questa curiosa cordata con il suo fondo d’investimento Affinity Partner, per impedire l’acquisizione di Warner Bros da parte di Netflix. Lo scrive World of Reel, che spiega come l’azienda sia riuscita a mettere assieme la sua ingentissima offerta di acquisto ostile: 108 miliardi di dollari per proporre un’alternativa e rallentare il lavoro del consiglio d’amministrazione di Warner Bros Discovery, già impegnato a finalizzare l’accordo con Netflix. A rendere possibile questa offerta sarebbe il coinvolgimento di fondi sovrani dei Paesi del Golfo e un via libera implicito della Casa Bianca, interessata a mantenere un equilibrio nel panorama degli studios.

Leggi anche: L’acquisizione di Warner Bros. da parte di Netflix sta mandando nel panico tutta l’industria dell’intrattenimento

Il ricorso ai fondi sovrani del Golfo conferma l’interesse crescente degli investitori mediorientali per l’intrattenimento statunitense, visto come un altro territorio in cui iniziare a esercitare il proprio soft power dopo. Se l’offerta di acquisto ostile andasse a buon fine, aprirebbe un nuovo capitolo nella relazione tra Hollywood e Paesi del Golfo, con questi ultimi che non si limiterebbero più a partecipazioni da soci di minoranza ma inizierebbero a confrontarsi con le aziende leader del settore. Da parte di Paramount, appena acquisita dalla famiglia Ellison (ovviamente ricchissima ma soprattutto trumpianissima), è evidente la necessità di impedire a tutti i costi l’acquisizione di Warner Bros. da parte di Netflix, perché il risultato sarebbe un concorrente troppo difficile da contrastare sia dal punto di vista della vastità dell’archivio che delle capacità produttive.

Insieme all’offerta di acquisto ostile, Paramount ha lanciato il sito Stronger Hollywood, sul quale il Ceo David Ellison ha annunciato un piano, per la sua futura, eventuale Warner Bros, apertamente contrario a quello di Netflix, che da anni si mostra scettica rispetto alla distribuzione vecchia maniera, quella in cui la sala cinematografica aveva la priorità su tutto il resto. Le parole recenti di Ted Sarandos sul futuro del cinema tradizionale avevano già scatenato le proteste di attori, registi e maestranze di  Hollywood, persone che Paramount sta cercando di portare dalla propria parte assicurando che, se Warner Bros. diventerà sua priorità, distribuirà nelle sale, ogni anno, «un minimo di 30 film». 

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