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21:59 domenica 12 aprile 2026
Il presidente del Nepal Balen Shah, che è un ex rapper, ha scelto come suo Ministro degli Interni Sudan Gurung, che è un ex dj E il suo primo provvedimento è stato ordinare l'arresto del suo predecessore, liberato solo dopo 12 giorni di prigione e interrogatori.
Per la prima volta Kill Bill 1 e 2 tornano al cinema ma stavolta come un unico film lungo 281 minuti, senza tagli e con tante scene inedite Questa nuova versione si intitola Kill Bill: The Whole Bloody Affair e arriverà al cinema per una settimana soltanto, dal 28 maggio al 3 giugno.
Sabina Guzzanti ha pubblicato su YouTube il suo documentario sul centro sociale Spin Time di Roma Il film è uscito nel 2021, ma Guzzanti lo ha pubblicato adesso online perché vuole «far conoscere questa realtà prima che sia troppo tardi», cioè prima che arrivi lo sgombero.
Nei suoi primi 100 giorni da sindaco di New York, Mamdani ha fatto una cosa meglio di tutti i suoi predecessori: aggiustare le buche per strada Il sindaco ha appena sigillato la centomillesima buca della sua amministrazione, un traguardo raggiunto nei cento giorni dall'insediamento. E di cui va molto fiero.
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.
Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.

L’indimenticabile litigio del 1992 in cui Paolo Pillitteri insultava i leghisti chiamandoli “squadristi”

05 Dicembre 2024

Paolo Pillitteri è morto giovedì 5 dicembre 2024: è stato sindaco di Milano per sei anni, dal 1986 al 1992, alcuni dei mesi più caotici per la città dal Dopoguerra. Se si esclude il mandato-lampo del successore Giampiero Borghini, è stato l’ultimo sindaco socialista meneghino, succeduto dal leghista Marco Formentini. Anche per questo l’amministrazione Pillitteri è stata una delle più importanti per Milano: nei suoi complessi anni da sindaco si è trovato ad amministrare, da un lato, la “Milano da bere” ricordata con forse troppa ingenua nostalgia, dall’altro i forti contrasti sociali provocati dall’aumento della cittadinanza sia italiana che straniera e dalle conseguenti reazioni avverse, spesso apertamente razziste.

Proprio nell’ambito di questi mutamenti si colloca un video – reperto storico – che ancora si trova su YouTube e venne registrato nel 1992, ultimo anno di mandato di Pillitteri. Ci troviamo in un deposito Atm, la società di trasporto pubblico cittadina, durante uno sciopero organizzato dalla Lega Nord, sempre più forte sul territorio. I lavoratori protestavano contro l’insicurezza, a loro dire, causata dalla presenza di immigrati stranieri e rom fuori dal deposito. A sorpresa, Pillitteri irruppe al deposito, furibondo. «Siete razzisti e fascisti», urla. Dall’altra parte, un grande classico: «Se li porti sotto casa sua».

Pillitteri continua a dare dei razzisti agli scioperanti, cedendo purtroppo in dei riflessi classisti quando li apostrofa come «straccioni». «Se questo vuol dire essere fascisti, noi siamo fascisti», risponde uno dei sindacalisti della giovane Lega, forse inconsapevolmente citando il discorso di Mussolini del 3 gennaio 1925, dopo l’omicidio Matteotti. «Siete la vergogna di Milano», continua Pillitteri. E quando qualcuno gli suggerisce di calmarsi, continua: «Cosa basta? Cosa credete, che queste cose finiscano qui? Che finisca qui il razzismo? Pensate che le cose vadano a posto in questa città se non si riesce a sopportare un minimo di disagio? Si blocca un’intera città perché si ha paura di che cosa? Di chi? Di quattro poveracci? Così è diventata Milano? Si blocca la città perché fuori ci sono due “vu cumprà”?» (il gergo era pur sempre quello degli anni Ottanta-Novanta). «Avete detto delle cose indegne. Siete intolleranti. Vi dovete vergognare», conclude, mentre se ne va.

In un’intervista di appena un mese fa alla Stampa, Pillitteri rivendicava l’attenzione della sua amministrazione per i flussi migratori: «La nostra attività politica era rivolta a loro. “Prima case, scuole, ospedali” era uno slogan socialista», ha detto a Francesco Moscatelli. L’ex sindaco era cognato di Bettino Craxi, e all’attività di politico ha affiancato quella di docente di Storia del cinema all’università Iulm.

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