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09:03 mercoledì 1 aprile 2026
Per la prima volta dopo quasi 40 anni, “Guernica” di Picasso potrebbe lasciare Madrid L'ultimo "spostamento" dell'opera risale al 1992. Adesso potrebbe succedere di nuovo, per ragioni che hanno anche a che vedere con la tenuta del governo Sánchez.
Delle spillette a forma di cappio sono diventate l’accessorio preferito dai politici israeliani a favore della legge sulla pena di morte ai terroristi palestinesi A sfoggiare questa spilla con il maggiore entusiasmo è stato ovviamente il Ministro della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir.
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.

Il mistero di ’Oumuamua non è ancora stato risolto

12 Ottobre 2018

’Oumuamua è il nome del primo oggetto interstellare mai intercettato. Una definizione generica, perché cosa sia di preciso questo ’Oumuamua non si sa. L’oggetto è stato visto per la prima volta un anno fa, dagli scienziati dietro il Pan-Starrs telescopio delle Hawaii (’Oumuamua è, infatti, un termine hawaiano che vuol dire esploratore). Inizialmente venne definito un asteroide roccioso dalla forma simile a quella di un sigaro.

L’oggetto scatenò la curiosità del mondo astronomico. Pochi mesi dopo il primo avvistamento, un team di ricercatori iniziò ad analizzare lo spettro elettromagnetico di ’Oumuamua, metodo utilizzato per scoprire la materia di cui sono fatti i corpi celesti. Lo studio ha rivelato che è fatto di ghiaccio, un ghiaccio in grado di resistere a un viaggio interstellare. Ed è stato appurato anche che, a differenza degli altri asteroidi, ’Oumuamua non segue un’orbita precisa, rotola in giro a casaccio. Pochi mesi dopo, si scopri che a dare al presunto asteroide l’accelerazione è una fuoriuscita di gas, il che lo renderebbe più simile a una cometa. Uno scienziato di Harvard ipotizzò persino che potesse essere una costruzione artificiale.

’Oumuamua è fatto di roccia ghiacciata e assomiglia a un sigaro gigante

Ma le comete hanno la coda, cosa di cui ’Oumuamua è sprovvisto. Senza considerare che, come sottolineato dall’astrofisico Roman Rafikov, se fosse una cometa, avrebbe fatto la fine di tutte le comete: si sarebbe disintegrato sotto la forza della stessa spinta gassosa che lo muove. Forse allora, propone Rafikov su Quanta Magazine, ’Oumuamua «è il messaggero di una stella morta». Forse.

Per cercare di risolvere l’arcano, gli scienziati hanno cercato di individuare il sistema stellare dal quale ’Oumuamua proviene, ma nessuno dei candidati rientra nei canoni. La traiettoria dell’oggetto è almeno due anni luce lontana da tutti i sistemi analizzati, troppo per poterne considerare qualcuno come il sistema di provenienza. Cosa sia e da dove venga questo “esploratore” resta un mistero. L’unica cosa certa, afferma l’astronomo Michele Bannister è che «i sistemi planetari cambiano e evolvono. Creano triliardi di piccoli planetesimi per tutta la galassia, e alcuni di questi passano a farci visita ogni tanto».

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