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La storica sede del Partito Comunista Italiano in via Botteghe Oscure a Roma diventerà un hotel di lusso Gli uffici dei dirigenti sono diventati camere, e al balcone di Berlinguer adesso ci si affaccia dalla 207.
Grian Chatten dei Fontaines D.C. ha detto che Mina è stata una delle più importanti ispirazioni per Dopamine Chamber «Sono davvero innamorato della sua musica. Mi ha aiutato a trovare quel senso di umanità che volevo infondere in questo disco».
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Un ingegnere ha creato un sistema di sorveglianza che sorveglia solo i poliziotti Anthony Sistilli, programmatore e youtuber canadese, ha costruito in casa un lettore automatico di targhe che riconosce solo le auto della polizia.
Netanyahu ha ordinato di identificare e processare i militari che hanno raccontato i crimini commessi dall’Idf in NAZA. Non per i crimini che hanno commesso, però: perché li hanno raccontati in NAZA Il Primo Ministro vuole sapere chi sono e chiede di processarli per aver danneggiato gli interessi del Paese. Parlando con i registi di NAZA, non commettendo crimini.
Se vivete a Berlino potete scaricare una app che fa adottare un albero e manda una notifica quando l’albero ha sete e va innaffiato Si chiama Gieß den Kiez, mappa oltre 900 mila alberi della città e dice ai cittadini quali hanno urgentemente bisogno di acqua.
In Finlandia c’è la prima edizione del “Quietchella”, un festival in cui si va nella foresta e si sta in silenzio ad ascoltare i suoni della natura Il vero nome dell'evento è Hiljaa Fest, che significa festival in silenzio. Si tiene nel parco nazionale di Valkmusa fino al 31 ottobre e il programma ufficiale prevede esibizioni di questi artisti: vento, fagiano di monte, muschio delle torbiere e della falena rämekulmumittari.
Per sabotare anche le lezioni in DAD, gli studenti francesi stanno invitando a partecipare decine di sconosciuti che fanno un fracasso infernale finché la lezione non salta Li chiamano e-blocus: fanno girare i link delle videolezioni, in modo che diventino così caotiche che il docente non può che lasciar perdere.

Uno dei figli di Osama bin Laden è diventato un pittore di paesaggi americani

02 Marzo 2021

Chiamarsi Omar bin Laden non dev’essere semplice, tanto più se assomigli davvero tanto a tuo padre. Il quarto figlio di Osama bin Laden, tuttavia, sembra aver trovato un suo equilibrio di vita, come ha raccontato in una recente intervista a Vice Us. Omar, oggi 39enne, vive in Normandia con la moglie Zaina Mohamed Al-Sabah, in una fattoria con tanto di cavalli, di cui sono entrambi appassionati. Un’altra passione che accomuna la coppia è quella per l’arte e, come molti hanno fatto durante i ripetuti lockdown dell’ultimo anno, Omar ha trovato conforto nella pittura per superare l’isolamento. I suoi soggetti preferiti? I paesaggi naturali, specialmente il deserto ma anche, a sorpresa, le vaste lande americane, che rimandano alle ambientazioni dei vecchi film Western, di cui è grande fan.

“The Light”, di Omar bin Laden

“West Water”, di Omar bin Laden

“American Dream”, di Omar bin Laden

«Mi mancano i momenti divertenti che ho avuto, i tempi in cui ero troppo giovane per sapere e troppo innocente per vedere il mondo intorno a me. Mi mancano le vaste distese di dune del deserto e il mare. Mi manca la pace dell’infanzia», ha raccontato a Vice. I suoi quadri sono spesso malinconici e, scrivono Gavin Butler e Mahmood Fazal, sembrano riflettere la travagliata vita di Omar bin Laden. Nato in Arabia Saudita, ha seguito con la famiglia i pellegrinaggi del padre, dal Sudan all’America all’Afghanistan, che l’aveva arruolato nella guerra di al Qaeda.

“Wild West”, di Omar bin Laden

“Dream”, di Omar bin Laden

A diciotto anni, però, nel bel mezzo della guerra civile afghana, si è reso conto di non volerne fare parte ed è tornato in Arabia Saudita: l’11 settembre del 2001 si trovava lì quando ha appreso la notizia dell’attentato alle Torri gemelle. Si è più volte scusato con le vittime e dissociato dalle azioni del padre, che ha descritto come un uomo violento e autoritario anche nel privato. Nel 2008 aveva detto all’Associated Press: «Molte persone pensano che gli arabi, specialmente i bin Laden, specialmente i figli di Osama, siano tutti terroristi, ma questa non è la verità», dichiarando inoltre di voler diventare un ambasciatore di pace. «Voglio che il mondo sappia che sono cresciuto; che mi sento a mio agio con me stesso per la prima volta nella mia vita; che il passato è passato e che bisogna imparare a conviverci. Bisogna perdonare se non proprio dimenticare, in modo da essere in pace con le proprie emozioni», ha detto a Vice.

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