Per la nostra nuova digital cover abbiamo incontrato il protagonista del film italiano dell'anno. È stata una lunga chiacchierata su cinema, arte, politica, la regia di Francesco Sossai e le poesie di Pierpaolo Capovilla. E sui baffi di Carlobianchi.
Olivia Rodrigo ha annunciato un festival musicale con una line up di sole artiste donne per raccogliere fondi a sostegno delle donne
La popstar Olivia Rodrigo ha annunciato il lancio di Daisy Chain Fields, un festival musicale con una line-up interamente composta da artiste donne che si terrà il prossimo 29 agosto 2026 al Great Park di Irvine, in California. L’evento, sogno che l’artista inseguiva da anni, si preannuncia come uno dei momenti culturali più significativi degli ultimi tempi e il 100% dei ricavi della manifestazione sarà devoluto direttamente a organizzazioni benefiche che si occupano del supporto, della salute e dei diritti delle donne. La cantautrice ha annunciato tramite i suoi canali social tutta la sua emozione per essere riuscita a radunare sullo stesso palco le sue più grandi ispirazioni musicali: «Non sono mai stata così entusiasta di condividere una notizia con tutti voi», ha scritto su Instagram. «Ho il sogno di realizzare questo festival da anni e sono assolutamente estasiata dal fatto che stia finalmente diventando realtà! La line-up è davvero pazzesca ed è piena di mie eroine e di mie amiche. Credo fermamente che la gioia, la comunità e la musica possano essere i motori di un cambiamento significativo».
Il festival Daisy Chain Fields rappresenta l’iniziativa tutta al femminile più grande ed ambiziosa dai tempi del celebre Lilith Fair, il festival itinerante fondato nel 1997 da Sarah McLachlan per contrastare l’esclusione delle donne dall’industria discografica dell’epoca. Quasi trent’anni dopo, Rodrigo raccoglie quel testimone coinvolgendo nel progetto la stessa McLachlan e altre leggende viventi come Stevie Nicks e Karen O, frontwoman degli Yeah Yeah Yeahs. Il ricchissimo cartellone unisce l’Olimpo del pop e alle artiste contemporanee, con nomi del calibro di Chappell Roan, Mitski, Doechii e la girlband K-Pop Katseye, a pilastri del rock e del movimento riot grrrl (o riot grrl) come i Garbage di Shirley Manson, le Bikini Kill di Kathleen Hanna e i The Breeders, fino a Rachel Chinouriri, Santigold, Die Spitz, Eli, Quiet Light e Not for Radio.
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Il poster ufficiale dell’evento mostra una margherita stilizzata fatta di spille da giacca, una di queste riporta “Bans off our bodies”, “Giù i divieti dai nostri corpi,”, il celebre grido di battaglia della campagna nazionale a difesa del diritto all’aborto e della libertà riproduttiva. Proprio per questo la manifestazione ha già stretto partnership ufficiali con una fitta rete di organizzazioni umanitarie, legali e sanitarie a cui andranno i fondi, tra cui giganti dell’attivismo come Planned Parenthood, il Center for Reproductive Rights, Baby2Baby, Black Mamas Matter Alliance, la National Domestic Workers Alliance e il National Women’s Law Center.