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10:49 lunedì 12 ottobre 2026
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.
La cosa migliore vista su internet questa settimana sono senza dubbio le reaction dei vincitori e delle vincitrici del Nobel alla notizia che avevano vinto il Nobel Pubblicate dagli stessi account social del Premio Nobel. Su tutte, spicca la foto di una esterrefatta Anne Carson.
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower, guadagna un sacco di soldi e vuole venderti un sacco di criptovalute Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre elegante e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.
Un’artista ha realizzato un film su Luigi Mangione fatto solo di soli post su Luigi Mangione Si chiama «Deny, Defend, Depose», dura trenta minuti e Stanya Kahn ha cominciato a raccoglierne il materiale la mattina stessa dell'omicidio di Brian Thompson, andando avanti per più di un anno.
Abbiamo scoperto che in Avengers: Doomsday c'è anche Sandra Hüller solo grazie a Reddit Marvel non l'ha mai annunciato, ma il profilo di una stuntwoman britannica e un commento su Reddit indicano che l'attrice di «Anatomia di una caduta» è nel cast del prossimo film degli Avengers.

Obama ringrazia

Corrispondenza dal Colorado dove i Repubblicani confermano di non avere ancora idee chiare, a vantaggio di Obama

13 Febbraio 2012

Denver – La Lake Middle School di Denver, in Colorado, è sommersa dalla neve. Un cartello piantato in terra indica che all’interno si tiene il caucus repubblicano. A votare nella mensa della scuola, la notte del 7 febbraio, sono 37 distretti e circa 250 elettori. I tavoli sono disposti in tre file da dieci, ognuno è riservato a un distretto. Ad alcuni siedono appena tre o quattro persone, i più numerosi hanno una ventina di elettori. Sotto le volte gotiche della mensa risuona il brusio delle discussioni.
Qua in Colorado il grande favorito è Mitt Romney. L’ex governatore del Massachusetts è in vantaggio di dieci punti nei sondaggi e sembra avere in pugno una vittoria certa. Diversa la situazione in Minnesota e in Missouri, dove in vantaggio è l’ex senatore della Pennsylvania Rick Santorum, la cui campagna elettorale era andata in apnea dopo il rocambolesco trionfo in Iowa di inizio gennaio, quando sconfisse Romney di appena 34 voti.
Il Missouri però conta solo a livello psicologico, non assegnando delegati.

Parlando con le persone ai tavoli però i conti non tornano. “Qua vince Santorum con quattro voti”, spiega Judy, un’ex insegnante di italiano settantenne con dei grandi occhiali di plastica e i capelli corti, che della nostra lingua non parla una parola. “Seguono Paul e Romney con un voto a testa”. Il principale sfidante Newt Gingrich, che però qua non ha fatto campagna elettorale, non viene neanche nominato. Al tavolo a fianco una donna dice di non fidarsi dei giornalisti. A gestire le operazioni di voto è un uomo di circa quarant’anni, che indossa la kippah ebraica in testa. Al suo fianco la figlia di dodici anni legge la Torah da dietro un paio di occhiali neri e ovali, mentre i suoi due zii discutono di politica.
“Non abbiamo ancora votato”, dice l’uomo, “ma a questo tavolo c’è una forte preponderanza per Santorum”.
Di voti per Romney non c’è traccia e ai tavoli seguenti i risultati cambiano di poco. In un paio a vincere è l’outisider Ron Paul, nella maggior parte Rick Santorum, mentre Mitt Romney ottiene al massimo un pareggio.
Alla Lake Middle School il cattolico Santorum si guadagna un voto demograficamente trasversale. Un risultato sorprendente, “ma nel resto del Colorado le cose andranno diversamente”, afferma Michael, responsabile del seggio e decimo italoamericano incontrato in un paio di giorni. “Con i soldi guadagnati facendo i minatori nello Utah, molti italiani arrivarono a Denver per comprare negozi e ristoranti a inizio novecento”, spiega, “è per questo che c’è una comunità italiana così grande”.
A spingere la vittoria di Santorum, che alla fine ha raggiunto il 40% dei voti in Colorado contro il 35% di Romney, non è stata però la comunità italoamericana, ma il duro lavoro sul campo del senatore. La sera prima del voto, al Cable Center di Denver, un centinaio di sostenitori lo ha ascoltato in silenzio assoluto declamare alcuni passi della dichiarazione d’indipendenza, per poi coprirlo di applausi. Lui ha stretto mani, scattato fotografie e firmato autografi a tutti i sostenitori, dal primo all’ultimo.
In mezzo all’America Santorum piace per questo: è considerato un conservatore puro che si rimbocca le maniche, ma soprattutto un americano vero che ha a cuore il paese, la sua costituzione i suoi valori. Nella notte del 7 febbraio nessuno poteva però aspettarsi una tripletta di Santorum, che in Colorado aveva speso appena 31.790 dollari per la campagna elettorale. Le sue vittorie nascondono il grande problema del partito repubblicano in queste primarie: l’oscillazione.

La base del partito repubblicano non ha ancora scelto il proprio candidato e questo ha finora avvantaggiato Romney, ma se il voto conservatore è compatto su un candidato per l’ex governatore del Massachusetts cominciano i problemi. Come già accaduto dopo la sconfitta in South Carolina, Romney ha dovuto nuovamente rivedere la propria strategia e in Maine, dove si è votato sabato notte, l’ex governatore è tornato subito al successo, seppure di appena 3 punti e circa 200 voti su Ron Paul, ottenendo il 39% dei consensi.

In attesa delle primarie di Michigan e Arizona, dove si voterà il 28 marzo, Romney ha ora 123 delegati, contro i 72 di Santorum, i 32 di Gingrich e i 19 di Paul. La strada verso i 1.144 delegati necessari a ottenere la nomination è ancora lunga e a beneficiare di questa oscillazione repubblicana è per ora il presidente Barack Obama, che può prepararsi con tutta calma alle elezioni del prossimo 6 novembre.

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