Libri per l'estate ↓
01:31 martedì 28 luglio 2026
Un uomo di New York è stato sfrattato dal suo appartamento perché aveva troppi libri Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
Le colonne di fumo generate dagli incendi in Francia e Spagna sono talmente grandi che al loro interno si stanno formando dei temporali Si chiamano pirocumulonimbus e sono nuvole che si generano direttamente dentro il fumo degli incendi, con tanto di fulmini e raffiche di vento.
L’annuncio di una sua terza e incostituzionale candidatura alla presidenza degli Usa non è nemmeno lontanamente la cosa più assurda fatta da Trump alla Cena dei Corrispondenti Faccette, sfottò, insulti a giornalisti, attori e politici, aneddoti su mucche investite e poi, alla fine, il "grande annuncio".
Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.
A causa del caldo estremo e della crisi climatica, in Europa c’è una nuova forma di siccità Secondo gli scienziati, questa nuova siccità non è più dovuta alle poche piogge ma alle temperature troppo elevate. E trovare dei rimedi è difficilissimo.
I proprietari di Myspace dicono che Myspace sta per tornare, un’altra volta Lo hanno annunciato Chris DeWolfe e Tim Vanderhook, gli stessi che però avevano annunciato la stessa cosa già nel 2013, con scarsi risultati.
Dei milionari inglesi hanno chiesto al loro governo di essere essere tassati di più «perché possiamo permetterci di pagare molto di più» Lo hanno fatto con una lettera, firmata Patriotic Millionaires, in cui propongono anche una tassa del 2 per cento sui patrimoni oltre i 10 milioni.
La BCE ha lanciato un “referendum” per decidere il design delle nuove banconote euro, e la scelta sostanzialmente è: uomini o uccelli? Preferite Maria Callas o il picchio muraiolo? Leonardo da Vinci o il gruccione? Bertha von Suttner o il martin pescatore? Avete tempo fino al 21 settembre per decidere.

Qual è stata la parola dell’anno?

Per il dizionario Collins è stata "lockdown", ma in realtà sono molte le parole che potrebbero vincere il premio quest'anno, a cominciare da "congiunti".

16 Novembre 2020

Siamo arrivati in quel periodo dell’anno in cui, in mezzo alle classifiche, arriva anche la parola dell’anno. E stavolta la vittoria è andata a “lockdown”, vidimata dal dizionario Collins. Solo che a me sembra sempre che la parola dell’anno non premi mai davvero la parola dell’anno, ma – semmai – il concetto. Non vi pare che, qualche anno fa, “territorio” dovesse essere chiaramente la parola dell’anno? Che da un giorno all’altro hanno cominciato a usarla tutti per tutto? O che “resilienza” fosse la parola di un altro anno ancora? Ecco, che “lockdown” sia il concetto dell’anno non ci piove, ma la parola dell’anno dovrebbe essere una parola capace davvero di imporsi senza una ragione pratica, una parola capace di imporsi a prescindere da quanto accade.

Per esempio, una buona parola dell’anno potrebbe essere “stigma”. Sono certo che fino a qualche mese fa fosse confinato nelle riviste specializzate per psicologi mentre, adesso, è ovunque. Ti dicono che c’è uno stigma se vuoi parlare di grasso maschile, c’è lo stigma se vuoi usare i fondi europei del Mes, c’è lo stigma pure se vuoi giocare con il centravanti in Seria A. Che ci fosse uno stigma su “stigma” fino a pochi mesi fa e finalmente lo stiamo superando? Può essere. E, infatti, adesso “stigma” è diventato sistemico.

Ecco, “sistemico” è un’altra. Come facevamo fino a ieri senza “sistemico”? Cosa usavamo al posto di “stigma” e “sistemico”? Non se lo ricorda nessuno. Certo, “sistemico” gode di questo suffisso che fa sentire il parlante sempre particolarmente dotto. Quella che è un po’ la stessa ragione del successo di problematica e tematica che, poco alla volta, hanno soppiantato qualsiasi tema e, soprattutto, qualsiasi problema (anche il lavandino intasato, oggigiorno, è una problematica. Problemi non ce ne sono più).

L’altra ragione del successo è sicuramente la facilità con cui certi calchi dall’inglese, come “sistemico”, si diffondono. Si sta diffondendo “triggerato”, all’inizio con una velatura ironica, ma sempre più seriamente. In queste settimane di particolare attenzione per le elezioni americane abbiamo visto gli stati “chiamati”, e adesso siamo alle prese con Trump che dovrebbe “concedere”. Ma c’è pure un altro calco che potrebbe aspirare al titolo di parola dell’anno, un’altra parola che potrebbe presentare una candidatura davvero “solida”, cioè “solido” col significato di consistente. È in grande crescita, forse otterrà un successo più solido nel 2021. Ma ha già tutte le carte in regola per diventare quello che è “importante” per gli allenatori di calcio – una partita importante, un calciatore importante, una palla-gol importante, alcuni allenatori riescono a infilare dieci “importante” in un’intervista di due minuti – o come “necessario” per i recensori – un libro fondamentale? Importante? Seminale? Emozionante? Trascinante? Necessario.

Richard Dawkins ne Il gene egoista parla (in parole molto povere, le mie) della circolazione delle idee che si diffonderebbero come i geni: non per forza le migliori idee, ma quelle che si replicano meglio. Ma il concetto può essere tranquillamente applicato anche alle parole in questi mesi di infodemia in cui l’uso di esponenziale è diventato sempre più esponenziale. Ma spesso come sinonimo di ingente e non col significato di esponenziale.

Qualcosa a metà tra “lockdown” e “stigma” è successo, invece, alla parola “congiunti” che fino a qualche mese fa sembrava vocabolario da esecutori testamentari e, adesso, grazie ai DPCM, tutti abbiamo imparato a conoscere (e, assieme, a riconoscere i propri congiunti. Così come, nell’abbondante tempo libero, a calcolare i gradi di parentela: “mio cugino di secondo grado” finalmente sappiamo tutti quanto è sbagliato). O “ristori”, gli aiuti che dovrebbero aiutare i ristoratori, ma – sospetto – una parola lanciata nel mucchio della discussione soprattutto per confonderli.

Ristori che, d’altra parte, possiamo permetterci grazie al Recovery Fund ottenuto nonostante l’opposizione dei paesi “frugali” (mi piaceva moltissimo “frugali”, ma è durata poco). E ristori che potranno rimettere in piedi la nostra “comunità” – fino a poco tempo fa usato solo come abbreviazione di “comunità di recupero” – e permetterci una più “partecipata” e chiara “condivisione” (questa ci piaceva così tanto che dal gergo di internet l’abbiamo mutuato per la vita vera). In questi mesi di narrazione “emergenziale”.

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