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07:54 martedì 15 settembre 2026
Bernie Sanders ha proposto una legge per punire chi sviluppa una “super AI” con la stessa pena di chi sviluppa un’arma nucleare illegale Proposta di legge (che difficilmente verrà approvata) a cui ha dato l'esplicativo titolo di Ban Artificial Superintelligence Act.
Sulle Dolomiti quest’anno ci sono davvero tutti, pure Timothée Chalamet Assieme a suo padre Marc, compagno di un'escursione che l'attore ha dettagliatamente raccontato in un post Instagram.
Il governo israeliano vuole revocare la cittadinanza ai registi di NAZA, Yuval Abraham e Rachel Szor, per alto tradimento Vincitori del Premio speciale della giuria a Venezia, i due si sono ritrovati accusati dal Ministro della Cultura Miki Zohar.
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.

Qual è stata la parola dell’anno?

Per il dizionario Collins è stata "lockdown", ma in realtà sono molte le parole che potrebbero vincere il premio quest'anno, a cominciare da "congiunti".

16 Novembre 2020

Siamo arrivati in quel periodo dell’anno in cui, in mezzo alle classifiche, arriva anche la parola dell’anno. E stavolta la vittoria è andata a “lockdown”, vidimata dal dizionario Collins. Solo che a me sembra sempre che la parola dell’anno non premi mai davvero la parola dell’anno, ma – semmai – il concetto. Non vi pare che, qualche anno fa, “territorio” dovesse essere chiaramente la parola dell’anno? Che da un giorno all’altro hanno cominciato a usarla tutti per tutto? O che “resilienza” fosse la parola di un altro anno ancora? Ecco, che “lockdown” sia il concetto dell’anno non ci piove, ma la parola dell’anno dovrebbe essere una parola capace davvero di imporsi senza una ragione pratica, una parola capace di imporsi a prescindere da quanto accade.

Per esempio, una buona parola dell’anno potrebbe essere “stigma”. Sono certo che fino a qualche mese fa fosse confinato nelle riviste specializzate per psicologi mentre, adesso, è ovunque. Ti dicono che c’è uno stigma se vuoi parlare di grasso maschile, c’è lo stigma se vuoi usare i fondi europei del Mes, c’è lo stigma pure se vuoi giocare con il centravanti in Seria A. Che ci fosse uno stigma su “stigma” fino a pochi mesi fa e finalmente lo stiamo superando? Può essere. E, infatti, adesso “stigma” è diventato sistemico.

Ecco, “sistemico” è un’altra. Come facevamo fino a ieri senza “sistemico”? Cosa usavamo al posto di “stigma” e “sistemico”? Non se lo ricorda nessuno. Certo, “sistemico” gode di questo suffisso che fa sentire il parlante sempre particolarmente dotto. Quella che è un po’ la stessa ragione del successo di problematica e tematica che, poco alla volta, hanno soppiantato qualsiasi tema e, soprattutto, qualsiasi problema (anche il lavandino intasato, oggigiorno, è una problematica. Problemi non ce ne sono più).

L’altra ragione del successo è sicuramente la facilità con cui certi calchi dall’inglese, come “sistemico”, si diffondono. Si sta diffondendo “triggerato”, all’inizio con una velatura ironica, ma sempre più seriamente. In queste settimane di particolare attenzione per le elezioni americane abbiamo visto gli stati “chiamati”, e adesso siamo alle prese con Trump che dovrebbe “concedere”. Ma c’è pure un altro calco che potrebbe aspirare al titolo di parola dell’anno, un’altra parola che potrebbe presentare una candidatura davvero “solida”, cioè “solido” col significato di consistente. È in grande crescita, forse otterrà un successo più solido nel 2021. Ma ha già tutte le carte in regola per diventare quello che è “importante” per gli allenatori di calcio – una partita importante, un calciatore importante, una palla-gol importante, alcuni allenatori riescono a infilare dieci “importante” in un’intervista di due minuti – o come “necessario” per i recensori – un libro fondamentale? Importante? Seminale? Emozionante? Trascinante? Necessario.

Richard Dawkins ne Il gene egoista parla (in parole molto povere, le mie) della circolazione delle idee che si diffonderebbero come i geni: non per forza le migliori idee, ma quelle che si replicano meglio. Ma il concetto può essere tranquillamente applicato anche alle parole in questi mesi di infodemia in cui l’uso di esponenziale è diventato sempre più esponenziale. Ma spesso come sinonimo di ingente e non col significato di esponenziale.

Qualcosa a metà tra “lockdown” e “stigma” è successo, invece, alla parola “congiunti” che fino a qualche mese fa sembrava vocabolario da esecutori testamentari e, adesso, grazie ai DPCM, tutti abbiamo imparato a conoscere (e, assieme, a riconoscere i propri congiunti. Così come, nell’abbondante tempo libero, a calcolare i gradi di parentela: “mio cugino di secondo grado” finalmente sappiamo tutti quanto è sbagliato). O “ristori”, gli aiuti che dovrebbero aiutare i ristoratori, ma – sospetto – una parola lanciata nel mucchio della discussione soprattutto per confonderli.

Ristori che, d’altra parte, possiamo permetterci grazie al Recovery Fund ottenuto nonostante l’opposizione dei paesi “frugali” (mi piaceva moltissimo “frugali”, ma è durata poco). E ristori che potranno rimettere in piedi la nostra “comunità” – fino a poco tempo fa usato solo come abbreviazione di “comunità di recupero” – e permetterci una più “partecipata” e chiara “condivisione” (questa ci piaceva così tanto che dal gergo di internet l’abbiamo mutuato per la vita vera). In questi mesi di narrazione “emergenziale”.

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