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09:42 giovedì 5 novembre 2026
Le banche stanno iniziando a rinegoziare i mutui concessi alle persone che vivono nelle zone più a rischio a causa del Super El Niño Con il super El Niño che si sta formando nel Pacifico, i grandi istituti di credito stanno rivedendo i prestiti esposti a siccità e alluvioni, soprattutto in agricoltura.
Se come noi siete ancora in lutto per la morte di Juan Atkins, il padre della techno, sappiate che su YouTube è stato appena pubblicato uno dei suoi ultimi set in versione integrale L'uomo che a Detroit inventò un suono che non esisteva è morto a 64 anni. Una delle sue ultime esibizioni è stata quella al Dekmantel di Amsterdam, nella scorsa estate. Ora la si può vedere tutta, ancora e ancora.
Nonostante non ci siano stati né incidenti né scontri, la polizia ha comunque sgomberato l’accampamento del movimento per la casa a Puerta del Sol a Madrid Quattrocento agenti hanno allontanato 334 persone dall’accampamento nato dopo lo sfratto e la morte di Maricarmen Abascal. La protesta contro la crisi abitativa, però, continua.
La Casa Museo di Rembrandt offre agli amanti di Rembrandt un tatuaggio di Rembrandt alla modica cifra di 400 euro Il museo dice che non è affatto una trovata pubblicitaria, perché le stampe e i tatuaggi servono alla stessa cosa: far conoscere l'arte di Rembrandt.
La comunità scientifica ha deciso che dal 2027 cambieremo il modo di misurare il tempo e questo cambierà il funzionamento di computer, telefoni, aerei, navi, satelliti e GPS La Conferenza generale dei pesi e delle misure (esiste davvero) ha deciso che l’ora ufficiale potrà discostarsi dalla rotazione terrestre fino a un’ora. Il motivo è che la Terra ha cominciato ad andare più veloce.
Ci sono voluti Gucci, Demna e Harmony Korine per convincere Mariah Carey a farsi vedere prima di Natale Mariah Carey è la protagonista della campagna natalizia di Gucci: un corto diretto da Harmony Korine, ovviamente con All I Want for Christmas Is You in sottofondo.
Il Brasile è il primo Paese del mondo a pubblicare una tabella di marcia per abbandonare i combustibili fossili da subito e per sempre Le linee guida promesse alla COP30 di Belém propongono misure concrete, dal metano ai sussidi, ma non sono vincolanti e non fissano date. Il documento, quindi, rischia di restare un manifesto e niente più.
Dopo quasi dieci anni, i fratelli Coen sono finalmente tornati a fare un film insieme Netflix ha comprato il nuovo film di Joel Coen, un mistero gotico ambientato nelle Highlands con Patsy Ferran e Josh O’Connor. In sala nell’autunno 2027, con una sorpresa: la sceneggiatura l'ha scritta assieme al fratello Ethan.

Qual è stata la parola dell’anno?

Per il dizionario Collins è stata "lockdown", ma in realtà sono molte le parole che potrebbero vincere il premio quest'anno, a cominciare da "congiunti".

16 Novembre 2020

Siamo arrivati in quel periodo dell’anno in cui, in mezzo alle classifiche, arriva anche la parola dell’anno. E stavolta la vittoria è andata a “lockdown”, vidimata dal dizionario Collins. Solo che a me sembra sempre che la parola dell’anno non premi mai davvero la parola dell’anno, ma – semmai – il concetto. Non vi pare che, qualche anno fa, “territorio” dovesse essere chiaramente la parola dell’anno? Che da un giorno all’altro hanno cominciato a usarla tutti per tutto? O che “resilienza” fosse la parola di un altro anno ancora? Ecco, che “lockdown” sia il concetto dell’anno non ci piove, ma la parola dell’anno dovrebbe essere una parola capace davvero di imporsi senza una ragione pratica, una parola capace di imporsi a prescindere da quanto accade.

Per esempio, una buona parola dell’anno potrebbe essere “stigma”. Sono certo che fino a qualche mese fa fosse confinato nelle riviste specializzate per psicologi mentre, adesso, è ovunque. Ti dicono che c’è uno stigma se vuoi parlare di grasso maschile, c’è lo stigma se vuoi usare i fondi europei del Mes, c’è lo stigma pure se vuoi giocare con il centravanti in Seria A. Che ci fosse uno stigma su “stigma” fino a pochi mesi fa e finalmente lo stiamo superando? Può essere. E, infatti, adesso “stigma” è diventato sistemico.

Ecco, “sistemico” è un’altra. Come facevamo fino a ieri senza “sistemico”? Cosa usavamo al posto di “stigma” e “sistemico”? Non se lo ricorda nessuno. Certo, “sistemico” gode di questo suffisso che fa sentire il parlante sempre particolarmente dotto. Quella che è un po’ la stessa ragione del successo di problematica e tematica che, poco alla volta, hanno soppiantato qualsiasi tema e, soprattutto, qualsiasi problema (anche il lavandino intasato, oggigiorno, è una problematica. Problemi non ce ne sono più).

L’altra ragione del successo è sicuramente la facilità con cui certi calchi dall’inglese, come “sistemico”, si diffondono. Si sta diffondendo “triggerato”, all’inizio con una velatura ironica, ma sempre più seriamente. In queste settimane di particolare attenzione per le elezioni americane abbiamo visto gli stati “chiamati”, e adesso siamo alle prese con Trump che dovrebbe “concedere”. Ma c’è pure un altro calco che potrebbe aspirare al titolo di parola dell’anno, un’altra parola che potrebbe presentare una candidatura davvero “solida”, cioè “solido” col significato di consistente. È in grande crescita, forse otterrà un successo più solido nel 2021. Ma ha già tutte le carte in regola per diventare quello che è “importante” per gli allenatori di calcio – una partita importante, un calciatore importante, una palla-gol importante, alcuni allenatori riescono a infilare dieci “importante” in un’intervista di due minuti – o come “necessario” per i recensori – un libro fondamentale? Importante? Seminale? Emozionante? Trascinante? Necessario.

Richard Dawkins ne Il gene egoista parla (in parole molto povere, le mie) della circolazione delle idee che si diffonderebbero come i geni: non per forza le migliori idee, ma quelle che si replicano meglio. Ma il concetto può essere tranquillamente applicato anche alle parole in questi mesi di infodemia in cui l’uso di esponenziale è diventato sempre più esponenziale. Ma spesso come sinonimo di ingente e non col significato di esponenziale.

Qualcosa a metà tra “lockdown” e “stigma” è successo, invece, alla parola “congiunti” che fino a qualche mese fa sembrava vocabolario da esecutori testamentari e, adesso, grazie ai DPCM, tutti abbiamo imparato a conoscere (e, assieme, a riconoscere i propri congiunti. Così come, nell’abbondante tempo libero, a calcolare i gradi di parentela: “mio cugino di secondo grado” finalmente sappiamo tutti quanto è sbagliato). O “ristori”, gli aiuti che dovrebbero aiutare i ristoratori, ma – sospetto – una parola lanciata nel mucchio della discussione soprattutto per confonderli.

Ristori che, d’altra parte, possiamo permetterci grazie al Recovery Fund ottenuto nonostante l’opposizione dei paesi “frugali” (mi piaceva moltissimo “frugali”, ma è durata poco). E ristori che potranno rimettere in piedi la nostra “comunità” – fino a poco tempo fa usato solo come abbreviazione di “comunità di recupero” – e permetterci una più “partecipata” e chiara “condivisione” (questa ci piaceva così tanto che dal gergo di internet l’abbiamo mutuato per la vita vera). In questi mesi di narrazione “emergenziale”.

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