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Fatboy Slim ha fatto un dj set improvvisato e gratuito durante una manifestazione contro l’estrema destra a Brighton E ha commentato tutta la giornata così: «Never been more proud of my hometown. More disco, less fascism».
In Albania un milione di persone è sceso in piazza per protestare contro il resort di lusso di Jared Kushner, il genero di Trump I manifestanti, però, non si accontentano più di fermare la costruzione del resort: adesso vogliono le dimissioni di tutti coloro che hanno approvato il progetto.
Loris Messina e Simone Rizzo sono i nuovi Direttori Creativi di Moschino Il loro debutto è fissato per settembre, alla Milano Fashion Week, dove presenteranno la loro prima collezione ufficiale.
Trump sta combinando un grosso, grossissimo guaio con la Reflecting Pool del Lincoln Memorial a Washington Ha speso 15 milioni di dollari per rifarla come voleva lui. Ora l'acqua è verde perché invasa dalle alghe e la vernice del fondo si sta staccando.
A Berlino sta nascendo una nuova scena musicale che mescola il jazz e (ovviamente) la techno Due generi apparentemente lontanissimi e che, non senza una certa sorpresa, a Berlino hanno scoperto che stanno benissimo assieme.
Lo smartworking riduce la socialità e rovina la salute mentale, secondo una delle più grandi ricerche di sempre sul lavoro da casa Quasi 600 mila lavoratori hanno preso parte alla ricerca e i risultati sono stati abbastanza incontrovertibili.
Meloni e Trump s’erano tanto amati ma adesso si stanno tanto insultando Lui ha detto di essersi fatto una foto con lei «perché mi ha fatto pena». Lei ha detto che lui «si è inventato tutto». Fino a ieri andavano d'amore e d'accordo.
All’improvviso Rick Rubin ha annunciato che questo fine settimana torna in Toscana per la seconda edizione del suo Festival of the Sun Anche questa volta l'annuncio è arrivato all'ultimo momento: festival gratuito, basta prenotarsi e presentarsi domenica 21 a Colle Val d’Elsa, vicino Siena.

Not that kind of girl

La nuova storia di copertina di Studio è dedicata all'educazione sentimentale delle ragazze moderne. Il libro di Lena Dunham in uscita mondiale, l'ispirazione del Cosmopolitan anni '60 di Helen Gurley Brown, il racconto della scrittrice inglese Caitlin Moran.

29 Settembre 2014

Tutte le persone che conosco e che hanno visto Girls rientrano in due categorie: da un lato quelli che lo considerano roba da ragazzine, una variante trash di Sex and The City, dall’altro quelli che, wow, una cosa così VERA non s’era mai vista prima. C’è qualcosa di rivoluzionario in Lena Dunham, l’attrice, regista e interprete della serie televisiva targata Hbo – la cui cifra può essere riassunta in frasi come «sesso, gossip e disturbi alimentari nell’era del precariato lavorativo e della gentrificazione di Williamsburg» oppure «essere femmina e avere vent’anni è la cosa più terribile, mostruosa e a tratti sublime che possa capitare a un essere umano», a seconda di come la si pensa – e che a breve pubblicherà il suo primo libro. Not that Kind of Girl, uscirà a fine mese in contemporanea in ventidue Paesi, in Italia con il titolo Non sono quel tipo di ragazza per i tipi di Sperling & Kupfer.

Lena Dunham ha rivoluzionato l’educazione sentimentale delle ragazze, o se non altro il modo di raccontarla. Le sue storie sono fatte di lenzuola sporche, tette al vento, orripilanti canottiere bucherellate, pisciate nella doccia, ansie da prestazione (sessuale e letteraria), piccoli tradimenti, grandi vuoti, abbracci salva-vita e tic nevrotici. È tutto estremamente goffo, è tutto estremamente vero, e nudo, e vivo.

Parafrasando un articolo di Annalena Benini che trovate nel nuovo numero di Studio, è una poetica del peggio da cui a volte esce anche il meglio. «Volete un’educazione sentimentale? Guardate me, guardatemi mentre mangio una torta da sola, nuda, sul pavimento del bagno. Guardatemi mentre ballo da sola, mentre canto da sola, in mutande, guardatemi perché sono nuda anche mentre non lo sono».

È una rivoluzione in apparenza molto contemporanea. Eppure è iniziata mezzo secolo fa. Quando ha sottoposto all’editore, due anni fa, la sua idea per un libro a metà strada fra l’autobiografia e un testo di self-help, Lena Dunham ha detto di volersi rifare a Helen Gurley Brown, la storica direttrice di Cosmopolitan.

A partire dalla prima metà degli anni Sessanta, con i suoi consigli su come risparmiare sul guardaroba e fingere orgasmi, con bestseller come Sex and the Single Girl (1962) e Having It All (1982), e il suo Cosmopolitan con i primi poster di maschi discinti sulle pelli d’orso, Gurley Brown ha posto le basi di quella rivoluzione: «Il piacere non è un peccato, è un diritto, e a tutte le età va esercitato», come riassume Paola Peduzzi, in un altro pezzo di questa storia di copertina.

E poco importa che considerasse l’orgasmo femminile un asset negoziabile a fronte di altri benefici della vita di coppia – diceva: costa così poco far finta che sia tutto bellissimo e soddisfacente, ci si può al limite masturbare dopo, quando lui dorme, poi vedrai quanti regali ti farà – Gurley Brown, femminista atipica che amava gli uomini e sosteneva alle donne «se non sei un oggetto sessuale, vuol dire che hai un problema», ha fatto qualcosa di inedito: ha insegnato alle donne come si arriva single a quasi quarant’anni senza sentirsi inette e fallite. E così facendo ha ispirato una nuova generazione di scrittrici… che magari continuano a sentirsi inette e fallite, ma per ragioni altre.

Non soltanto Lena Dunham – che sul suo senso d’inadeguatezza ha saputo capitalizzare che neppure Woody Allen – ma anche Caitlin Moran, la scrittrice inglese assai meno insicura, più proletaria e di un decennio più vecchia di lei, che da quando ha 18 anni delizia il pubblico britannico con le sue (mis)avventure erotiche.

Pochi mesi fa Moran, il genere di donna che si domanda, e ha ragione, perché il sesso dovrebbe essere l’unica abilità dove l’esperienza è vista come una brutta cosa, ha pubblicato How To Build a Girl. Si tratta di un romanzo autobiografico, che parte dalla sue esperienze di «adolescente porca» (parole sue), ma povera (c’è tutto un risvolto di classe), nonché di una risposta a 50 Sfumature, «una nicchia della sessualità femminile presentata come se fosse la fantasia di ogni ragazza che diventa maggiorenne», dice. Non limitatevi a farvi scopare in ogni posizione, che pure è una gran bella cosa, ma godetevi la chiamata degli ormoni con «indipendenza, ribellione, curiosità, rock’n’roll e un’attenta e partecipata formazione dei propri desideri»: questo il consiglio di Caitlin Moran alle giovani donne, che abbiamo ripubblicato in questo numero di Studio.

Caitlin Moran è nata nel 1975, Lena Dunham è dell’86, Helen Gurley Brown era nata nel 1922 ed è mancata nel 2010. Lena Dunham e Caitlin Moran appartengono a una generazione di scrittrici dichiaratamente femministe, Gurley Brown istruiva le donne, e con fierezza, sul come compiacere gli uomini. Moran scrive di orgasmi conquistati, Gurley Brown di orgasmi simulati, Dunham di orgasmi mancati. Raccontano storie molto diverse eppure raccontano tutte la stessa storia.

Ne parliamo nella storia di copertina del nuovo numero di Studio, disponibile su iPad e in edicola a partire da venerdì 19 settembre.

Come sempre, buona lettura.

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