Polemiche ↓
14:42 venerdì 10 aprile 2026
I Nine Inch Nails hanno annunciato un nuovo album che uscirà tra neanche una settimana Si intitola Nine Inch Noize, uscirà il 17 aprile ed è l'ufficializzazione del trio Trent Reznor, Atticus Ross e Alexander Ridha, in arte Boys Noize.
Stefano Gabbana lascia la presidenza di Dolce&Gabbana In una nota riportata oggi si specifica che la scelta del co-fondatore del brand nato nel 1985 non avrà però alcun impatto sul suo contributo creativo al gruppo.
Una ricercatrice è riuscita a completare la prima mappa dei nervi del clitoride E grazie a questa mappa si è scoperto che le informazioni che avevamo sul clitoride non solo erano pochissime ma in molti casi anche sbagliate.
Il governo pakistano si è inventato due giorni di festa nazionale per svuotare Islamabad ed evitare disordini durante il negoziato tra Usa e Iran La capitale al momento è deserta: per strada non c'è quasi nessuno, ci sono poliziotti e soldati ovunque, in attesa dell'arrivo delle delegazioni di Usa e Iran.
Per la prima volta in dieci anni non c’è neanche un film italiano in corsa per la Palma d’oro al Festival di Cannes Le ultime speranze riguardavano il nuovo film di Nanni Moretti, Succederà questa notte. Che però, a quanto pare, non è ancora finito.
La tregua tra Usa e Iran prevederebbe un pedaggio di 2 milioni di dollari per ogni nave che passa per lo Stretto di Hormuz. Prima della guerra non c’era nessun pedaggio Il problema è che, secondo l diritto internazionale, non si può imporre un pedaggio in acque internazionali. Ma sia Iran che Usa hanno promesso di farlo.
L’autrice del best seller The Housemaid ha rivelato la sua vera identità perché era stanca di chi sosteneva che fosse un maschio Ha venduto milioni di copie in tutto il mondo con lo pseudonimo Freida McFadden, ma alla fine è deciso di rivelare il suo vero nome, Sara Cohen.
Un’importante associazione americana ha chiesto la rimozione di Trump in base al 25esimo Emendamento, quello che permette di destituire un Presidente perché mentalmente instabile La National Association for the Advancement of Colored People ricorrerà a questa misura estrema, usata, e solo in parte, in altri tre casi nella storia.

Perché è così difficile non toccarsi la faccia

11 Marzo 2020

Nonostante rivedere le sequenze di Face Off con Nicolas Cage che spalma la sua mano sulla faccia di chiunque possa in questo momento causarci moti di ribrezzo, la verità è che smettere di toccarsi il volto, e soprattutto occhi, naso e bocca, come consigliano gli esperti durante l’emergenza Coronavirus sembra quasi impossibile anche per i medici, che secondo uno studio condotto su un campione di studenti di medicina, si toccherebbero la faccia almeno 23 volte in un’ora. E se questo impulso a sfiorarci continuamente la faccia derivasse da un gesto primordiale?

Come riporta Wired, una ricerca recente che ha studiato i comportamenti dei feti di 15 donne dalla 24esima alla 36esima settimana di gravidanza, ha osservato che, quando le donne riferivano di sentirsi stressate o fumavano, i feti si toccavano il viso più frequentemente. «Sebbene tale scoperta non sia statisticamente significativa, l’idea che lo stress alimenti questo genere di impulso che abbiamo da sempre di toccarci la faccia è una cosa su cui molti esperti concordano», scrive Roxanne Khamsi. Motivo per cui durante settimane di caos e incertezza come queste, proprio quando ci viene detto di evitare di strofinarci gli occhi, metterci le mani in faccia ci sembra quasi necessario. Da uno studio svolto in Germania, che aveva analizzato l’attività cerebrale di 10 giovani adulti mentre venivano sottoposti a suoni diversi, è emerso infatti che più il rumore si faceva fastidioso, più le persone si sfioravano il viso. Chiaramente questo comportamento non è limitato agli umani, ma avviene anche per il mondo animale, su cui molti hanno basato le proprie ricerche. È il caso di un articolo del 1984, che suggeriva che tra i primati, gorilla, oranghi, scimpanzé, la mano sinistra era più incline a toccare il viso rispetto alla mano destra.

L’argomento offre numerosi spunti di riflessione: uno psichiatra che nel 1970 ha scritto un saggio a proposito di un paziente che aveva l’abitudine di toccarsi il viso, in particolare intorno alla bocca, notò che «le azioni bocca-mano sono le stesse che facciamo durante il primo mese della nostra infanzia, come per creare un’associazione con il processo di alimentazione». Il dato arriva inoltre anche da ricerche odierne, che hanno sviluppato strumenti per misurare le onde cerebrali dei neonati quando si toccano il viso, concludendo che il gesto sia una sorta di veicolo sensoriale legato al bisogno di essere allattati.

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