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Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
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Negli Usa qualcuno sta attaccando adesivi anti-israeliani sulle confezioni di hummus

11 Dicembre 2023

Nelle ultime due settimane, in diversi supermercati americani – Whole Foods e Trader Joe’s a Brooklyn, Acme Markets in Pennsylvania – qualcuno ha attaccato degli adesivi che invitano a «boicottare i prodotti israeliani, contaminati da apartheid e sionismo» su confezioni di hummus e surgelati provenienti da Israele. Come racconta Andrea Strong su Grub Street, non si sa ancora chi sia stato ad attaccare questi adesivi: l’unica informazione fornita dagli uffici stampa di Whole Foods, Trader Joe’s e Acme Markets è stata la conferma che i dipendenti dei supermercati, non appena notano gli adesivi, li rimuovono immediatamente.

Al momento, le ricostruzioni sottolineano come azioni di questo tipo non siano una novità: già in passato, infatti, il movimento Boycott, Divestment, Sanctions (BDS) aveva intrapreso iniziative simili per protestare contro le azioni di Israele nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania. I prodotti al momento più colpiti sono due: l’hummus marca Sabra, brand nato nel 1986 e ora di proprietà di PepsiCo e dell’israeliano Strauss Group, la più grande azienda del settore alimentare del Paese (già in passato oggetto di boicottaggi per il suo pubblico sostengo alla Brigata Golani e all’Idf); e i cibi surgelati della Dorot, prodotti nel Kibbutz Dorot, nel sud d’Israele. Gli adesivi attaccati su questi prodotti sono stati definiti antisemiti sia per le scelte grafiche che per quelle linguistiche fatte da chiunque li abbia realizzati: il colore giallo rimanda alla Stella di David che gli ebrei tedeschi erano costretti a indossare durante il Terzo Reich, e la parola “contaminati” è una delle più presenti nella retorica antisemita.

L’episodio è l’ultimo di una lunga serie che prosegue ormai ininterrottamente dal 7 ottobre. Domenica 3 ottobre negli Stati Uniti si era parlato moltissimo anche di una protesta avvenuta a Philadelphia, durante la quale la Philly Palestine Coalition aveva portato in strada centinaia di persone per chiedere un immediato cessate il fuoco a Gaza. Durante la manifestazione, diverse persone si sono fermate davanti a Goldie, un venditore di falafel molto noto e frequentato in città, il cui chef è l’israeliano Michael Solomonov, e hanno attaccato alla porta d’ingresso del locale degli adesivi con su scritto “Free Palestine” e “Questo è un genocidio”, intonando poi il coro “Goldie, Goldie, you can’t hide, we charge you with genocide”.

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