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00:33 domenica 9 agosto 2026
Una professoressa universitaria è stata licenziata per aver letto e spiegato ai suoi studenti un racconto di Ottessa Moshfegh È successo a Vinita Prabhakar: Bettering Myself, racconto del 2013 di Moshfegh, le è costato il posto al South Florida State College.
Il nuovo, attesissimo, chiacchieratissimo romanzo di Rachel Cusk che potrebbe come non potrebbe parlare (male) di Natalie Portman Il romanzo si intitola Life of M, e in effetti le somiglianze tra il personaggio M e la persona Natalie Portman sono abbastanza innegabili.
I lavoratori dei musei di Venezia minacciano lo sciopero perché sono costretti a lavorare con 30° gradi al chiuso a causa dell’aria condizionata che funziona male o manca del tutto Una situazione così grave da portare al rischio di «spossatezza, crampi e colpi di calore» per i lavoratori, ai quali mancherebbe anche la formazione adeguata per affrontare questa emergenza.
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.

Il Bauhaus e il futuro verde dell’Europa

La presidentessa della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha annunciato il New European Bauhaus, il piano per lo sviluppo sostenibile del vecchio continente.

di Studio
15 Ottobre 2020

«Affrontare il cambiamento climatico e prendersi cura del nostro ambiente ci impone di ripensare al modo in cui viviamo», ha detto la presidentessa della Commissione Europea Ursula Von der Leyen nel presentare il New European Bauhaus, ovvero il nuovo progetto ambientale, economico e culturale per la UE, che combina «design e sostenibilità nella nuova estetica del nostro Green Deal europeo». Il piano fa parte del NextGenerationEU, un piano da 750 milioni di euro varato dall’Unione per agevolare la ripresa e per far fronte agli effetti della pandemia sul continente. «Istituiremo un nuovo Bauhaus europeo», ha detto Von der Layen, «uno spazio di co-creazione in cui architetti, artisti, studenti, ingegneri, designer lavorano insieme», istituendo così un link diretto alla fondamentale esperienza della scuola di design avviata da Walter Gropius nel 1919, uno dei movimenti culturali più importanti del Novecento. Il piano è il «il primo mattone di una nuova estetica della trasformazione verde», che ha l’ambizione di cambiare la vita dei cittadini europei all’insegna della sostenibilità.

La qualità più interessante del New European Bauhaus è proprio il legame che vuole instaurare tra il mondo della scienza e della tecnologia e quello della cultura e dell’arte, troppo spesso in passato considerate aree di conoscenza separate e insulari, sottolineando come solo dal dialogo interdisciplinare sia possibile oggi ripensare e costruire nuovi modelli di vita sociale. «Voglio che NextGenerationEU dia il via a un’ondata di rinnovamento europeo e renda la nostra Unione leader nell’economia circolare», ha aggiunto Von der Leyen, che ha anche parlato di «cambiamento sistemico». La strategia dell’Unione ha l’obiettivo primario di ridurre le emissioni e la povertà energetica, portando vantaggi economici, ambientali e sociali, ma allo stesso tempo vuole anche creare una nuova estetica del Green Deal che riesca a combinare il buon design con la sostenibilità, come sarebbe piaciuto agli architetti e ai designer intellettuali del Bauhaus. L’eredità di quel movimento, dall’estetica modernista all’internazionalismo fino al progressismo sociale di cui si è fatto portavoce, influenza ancora oggi i designer di tutto il mondo. Il deciso richiamo al rivoluzionario lavoro di architetti e artisti come Mies van der Rohe, Marcel Breuer e Anni Albers tra gli altri, e soprattutto la rottura con i paradigmi del passato che essi incarnano, si configura allora come un invito a recuperare una comune identità europea e a utilizzarla come spinta verso il futuro.

Secondo quanto annunciato, il progetto prevede tre fasi. La prima è quella di progettazione, durante la quale la presidentessa ha invitato designer, architetti, artisti, esperti digitali, scienziati, imprenditori, ingegneri e studenti. Quindi ci sarà la consegna di cinque progetti in diversi stati dell’Unione, che dovranno essere tutti «impegnati nella sostenibilità, unita ad arte e cultura, ciascuno adattato alle condizioni locali e con un focus specifico come materiali da costruzione naturali, efficienza energetica, dati demografici, mobilità orientata al futuro o innovazione digitale efficiente sotto il profilo delle risorse». La terza fase sarà infine dedicata alla «diffusione delle idee», ovvero l’esportazione del sapere europeo al di fuori dai suoi confini, nel tentativo di trovare una via europea alla trasformazione digitale che non possa fare a meno dell’elemento della sostenibilità. L’ambizione principale è infatti quella di creare case ed edifici pubblici che aiutino le città a diventare più verdi e che riconnettano chi le vive con la natura, un modello parallelo e alternativo alle smart city che oggi si costruiscono in Cina. Come hanno sottolineato molti studiosi del Bauhaus a Politico, rievocare la lezione del movimento ha più che altro un valore simbolico, tanto più in un momento in cui il dibattito culturale intorno al ripensamento degli spazi urbani è più attuale che mai. Più che ispirarci al suo sistema di produzione, oggi datato e non privo di difetti, von der Leyen vuole perciò utilizzare il modello Bauhaus per sostenere la necessità di un approccio interdisciplinare per affrontare l’emergenza climatica. Una lezione che la pandemia ci ha insegnato una volta di più.

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