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09:13 martedì 10 marzo 2026
L’Unione europea ha scorte di petrolio sufficienti per tre mesi e c’è chi inizia a essere seriamente preoccupato Con il petrolio che ha superato i 100 dollari al barile e lo Stretto di Hormuz chiuso, l'Europa inizia a guardare con una certa inquietudine alle sue riserve energetiche.
Un bambino di 9 nove anni ha presentato la sua collezione couture alla fashion week di Parigi Si chiama Max Alexander, ha quasi 6 milioni di follower su Instagram, Sharon Stone come cliente, e in sogno ha scoperto di essere la reincarnazione di Guccio Gucci.
Tutti i teatri dell’opera del mondo stanno massacrando Timothée Chalamet, compresa la Scala di Milano L'attore ha detto che «a nessuno importa del balletto e dell'opera». Il teatro ha risposto con un video piuttosto piccato.
L’Iran ha fatto un altro cortometraggio in stile Lego The Movie per dare tutta la colpa della guerra a Usa e Israele Era già successo nello scorso giugno, durante i precedenti attacchi di Usa e Israele. Anche in quel caso, i protagonisti era Trump, Netanyahu e Satana.
Il video del nuovo singolo di Olivia Rodrigo è un montaggio di video fatti dai bambini di Gaza, del Sudan, dell’Ucraina e dello Yemen Lo ha pubblicato su Instagram per promuover l'uscita del disco di beneficienza Help(2), per il quale ha realizzato una cover di "The Book of Love".
I creator assoldati per fare propaganda a favore di Israele stanno facendo causa a Israele perché non sono stati pagati Diversi enti governativi israeliani avrebbero debiti per milioni con studi di produzione e creator assunti per influenzare l'opinione pubblica.
Polymarket è stata costretta a chiudere la pagina in cui faceva scommettere sull’imminente apocalisse nucleare Si poteva fare una di due scelte: la bomba esploderà entro la fine di marzo? Oppure entro giugno dell'anno prossimo?
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.

Il Bauhaus e il futuro verde dell’Europa

La presidentessa della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha annunciato il New European Bauhaus, il piano per lo sviluppo sostenibile del vecchio continente.

di Studio
15 Ottobre 2020

«Affrontare il cambiamento climatico e prendersi cura del nostro ambiente ci impone di ripensare al modo in cui viviamo», ha detto la presidentessa della Commissione Europea Ursula Von der Leyen nel presentare il New European Bauhaus, ovvero il nuovo progetto ambientale, economico e culturale per la UE, che combina «design e sostenibilità nella nuova estetica del nostro Green Deal europeo». Il piano fa parte del NextGenerationEU, un piano da 750 milioni di euro varato dall’Unione per agevolare la ripresa e per far fronte agli effetti della pandemia sul continente. «Istituiremo un nuovo Bauhaus europeo», ha detto Von der Layen, «uno spazio di co-creazione in cui architetti, artisti, studenti, ingegneri, designer lavorano insieme», istituendo così un link diretto alla fondamentale esperienza della scuola di design avviata da Walter Gropius nel 1919, uno dei movimenti culturali più importanti del Novecento. Il piano è il «il primo mattone di una nuova estetica della trasformazione verde», che ha l’ambizione di cambiare la vita dei cittadini europei all’insegna della sostenibilità.

La qualità più interessante del New European Bauhaus è proprio il legame che vuole instaurare tra il mondo della scienza e della tecnologia e quello della cultura e dell’arte, troppo spesso in passato considerate aree di conoscenza separate e insulari, sottolineando come solo dal dialogo interdisciplinare sia possibile oggi ripensare e costruire nuovi modelli di vita sociale. «Voglio che NextGenerationEU dia il via a un’ondata di rinnovamento europeo e renda la nostra Unione leader nell’economia circolare», ha aggiunto Von der Leyen, che ha anche parlato di «cambiamento sistemico». La strategia dell’Unione ha l’obiettivo primario di ridurre le emissioni e la povertà energetica, portando vantaggi economici, ambientali e sociali, ma allo stesso tempo vuole anche creare una nuova estetica del Green Deal che riesca a combinare il buon design con la sostenibilità, come sarebbe piaciuto agli architetti e ai designer intellettuali del Bauhaus. L’eredità di quel movimento, dall’estetica modernista all’internazionalismo fino al progressismo sociale di cui si è fatto portavoce, influenza ancora oggi i designer di tutto il mondo. Il deciso richiamo al rivoluzionario lavoro di architetti e artisti come Mies van der Rohe, Marcel Breuer e Anni Albers tra gli altri, e soprattutto la rottura con i paradigmi del passato che essi incarnano, si configura allora come un invito a recuperare una comune identità europea e a utilizzarla come spinta verso il futuro.

Secondo quanto annunciato, il progetto prevede tre fasi. La prima è quella di progettazione, durante la quale la presidentessa ha invitato designer, architetti, artisti, esperti digitali, scienziati, imprenditori, ingegneri e studenti. Quindi ci sarà la consegna di cinque progetti in diversi stati dell’Unione, che dovranno essere tutti «impegnati nella sostenibilità, unita ad arte e cultura, ciascuno adattato alle condizioni locali e con un focus specifico come materiali da costruzione naturali, efficienza energetica, dati demografici, mobilità orientata al futuro o innovazione digitale efficiente sotto il profilo delle risorse». La terza fase sarà infine dedicata alla «diffusione delle idee», ovvero l’esportazione del sapere europeo al di fuori dai suoi confini, nel tentativo di trovare una via europea alla trasformazione digitale che non possa fare a meno dell’elemento della sostenibilità. L’ambizione principale è infatti quella di creare case ed edifici pubblici che aiutino le città a diventare più verdi e che riconnettano chi le vive con la natura, un modello parallelo e alternativo alle smart city che oggi si costruiscono in Cina. Come hanno sottolineato molti studiosi del Bauhaus a Politico, rievocare la lezione del movimento ha più che altro un valore simbolico, tanto più in un momento in cui il dibattito culturale intorno al ripensamento degli spazi urbani è più attuale che mai. Più che ispirarci al suo sistema di produzione, oggi datato e non privo di difetti, von der Leyen vuole perciò utilizzare il modello Bauhaus per sostenere la necessità di un approccio interdisciplinare per affrontare l’emergenza climatica. Una lezione che la pandemia ci ha insegnato una volta di più.

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