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La NATO è preoccupata che se la guerra in Iran dovesse continuare si ritroverà senza armi e munizioni perché gli Stati Uniti ne stanno usando troppe Finora gli Usa hanno speso 29 miliardi di dollari per una guerra di cui non si vede la fine e ancora non è chiaro lo scopo.
C’è una gran polemica nel mondo letterario perché la Premio Nobel Olga Tokarczuk ha detto di aver usato l’AI durante la stesura del suo nuovo libro Cosa che in realtà non ha mai detto, come si è affretta a spiegare lei stessa in un comunicato stampa in cui precisa che l'AI non scriverà mai al posto suo.
Se siete in Sicilia e incontrate Mick Jagger, sappiate che è lì perché interpreta il padre di Josh O’Connor nel nuovo film di Alice Rohrwacher La sua parte però sarà piuttosto breve, poco più di una scena accanto a Kyo, il personaggio interpretato da Josh O'Connor.
Il prezzo del desideratissimo Royal Pop di Swatch e Audemars Piguet è già crollato ma era assolutamente prevedibile Molti reseller stanno dunque scoprendo solo ora che passare ore in fila ad aspettare forse non è stata la più sensata delle decisioni.
Cate Blanchett produrrà l’adattamento cinematografico di Fashionopolis, il famosissimo libro-denuncia sul fast fashion di Dana Thomas Lo farà con la sua società di produzione, Dirty Films. Il film verrà scritto (e co-prodotto) dalla stessa Dana Thomas e diretto da Reiner Holzemer.
La Presidente irlandese Catherine Connolly ha detto di essere orgogliosa di sua sorella Margaret, medico di bordo della Global Sumud Flotilla arrestata dalle forze armate israeliane Lo ha detto durante un incontro con re Carlo a Buckingham Palace. E ha aggiunto di essere anche «molto preoccupata».
Sta per uscire un gioco da tavolo in cui interpreti un lavoratore che deve sopravvivere alla vita in ufficio senza andare in burnout Si chiama Burnout e lo hanno ideato due ragazzi che hanno lasciato il loro lavoro per dedicarsi solo al game design. E anche per scampare al burnout.
Dopo 55 anni di oblio e censura, a Cannes verrà finalmente presentata la versione restaurata de I diavoli di Ken Russell E dopo la prima a Cannes, a ottobre verrà una nuova distribuzione nelle sale e soprattutto una nuova versione home video da collezione.

Netflix ha dato 50 milioni a un regista per un film e lui li ha spesi tutti in criptovalute

28 Novembre 2023

Era il 2018, le piattaforme di streaming vivevano il loro momento di gloria e un regista semisconosciuto di nome Carl Erik Rinsch presentava il pitch di una serie tv sci-fi a diverse case di produzione. In breve Rinsch si vide piovere addosso offerte sempre più alte da Amazon, Hbo, Netflix, Hulu, Apple e YouTube. In un primo momento sembrava che il regista avesse raggiunto un accordo a otto cifre con Amazon, ma poi la vicepresidente di Netflix fece un ultimo rilancio e si aggiudicò la serie. La serie si chiama Conquest e se non l’avete mai sentita nominare è perché non esiste né esisterà mai. I dirigenti di Netflix erano talmente entusiasti del progetto che sostanzialmente hanno lasciato a Rinsch carta bianca, sia in termini di creatività che di budget. Ben presto Rinsch ha cominciato a dare i primi segni di squilibrio. Il New York Timesche ha indagato sulla vicenda, ha avuto accesso a messaggi e mail in cui Rinsch diceva di aver scoperto il “meccanismo segreto” dietro alla trasmissione del Covid o di riuscire a prevedere i fulmini. Per quanto riguarda gli investimenti di Netflix in Conquest, che alla fine ammontavano a circa 55 milioni di dollari, si è scoperto che il regista li ha spesi in azioni, criptovalute e beni di lusso.

La carriera di Rinsch nel video-making è iniziata nel 2010, quando fece uno spot per Philips che ricevette diversi premi nel settore pubblicitario. Poi il suo nome era stato accostato a un possibile prequel di Alien. Alla fine furono gli Universal Studios a volerlo come regista di 47 Ronin. Il New York Times ha riportato che già all’epoca di questo primo film, uscito nel 2013, Rinsch aveva causato degli inconvenienti e gli Universal Studios persero gran parte del loro investimento perché 47 Ronin fu un flop. Per un po’ di tempo tornò a fare video per le pubblicità e poi, anche grazie alla moglie Gabriela Rosés Bentancor, nasce Conquest. I primi investimenti nella serie sono stati di Rinsch stesso, e gli hanno permesso di, perlomeno, iniziare le riprese, ma gli attori non la ricordano come una bella esperienza. Due addetti alla produzione hanno raccontato che Rinsch li ha costretti a fare riprese per 24 ore di fila, mentre l’attrice principale è stata portata in ospedale per ipotermia dopo aver passato ore immersa nella neve. Quando la casa di produzione 30West, che aveva contribuito al finanziamento, ha abbandonato il progetto, il primo ad aiutare Rinsch è stato l’attore Keanu Reeves, che il regista aveva conosciuto sul set di 47 Ronin.

I maltrattamenti però sarebbero continuati anche sui set successivi: a San Paolo sono dovuti intervenire dei rappresentanti di Netflix perché urlava e insultava i lavoratori, a Budapest ha accusato l’allora ex moglie di tramare contro di lui per ucciderlo. Alla fine nel 2021 Netflix ha informato Rinsch di aver cancellato Conquest, al che il regista ha accusato la rete di aver violato il contratto e di doverlo risarcire per i danni causati, che secondo lui ammonterebbero a 14 milioni di dollari. Netflix ha risposto di non dovere niente a Rinsch.

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