Dopo 20 anni di emergenza ecologica, gli abitanti di questo territorio speravano che fosse arrivato il momento delle bonifiche. Si ritrovano invece con una nuova fabbrica che produce materiale esplosivo. E con un nuovo, ennesimo movimento di protesta.
Si è scoperto che le compagnie low cost premiano i dipendenti degli aeroporti più bravi a trovare i bagagli a mano troppo grandi
In un’email pubblicata dal Guardian si legge di un premio di una sterlina per ogni bagaglio extra large denunciato.
Il personale della Swissport, compagnia che si occupa delle operazioni di smistamento bagagli e controllo documenti che avvengono ai gate aeroportuali, riceverebbe un compenso extra da parte di EasyJet. A rivelarlo è un email pubblicata inizialmente dal Jersey Evening Post e ripresa poi dal Guardian. La mail risale al 2023 e descrive come per ogni bagaglio a mano individuato e controllato dal personale che risulta superare le misure consentite, il dipendente autore della scoperta riceve una sterlina di bonus direttamente in busta paga.
EasyJet ha confermato alla testata inglese che la misura è tuttora in vigore e che fa parte di una normale politica aziendale per individuare i passeggeri che non rispettano le normative e creano potenziale disordine nelle cappelliere e disagi negli aerei. Al momento l’unica compagnia aerea che ha confermato di implementare questa politica è EasyJet, ma secondo gli osservatori la cosa potrebbe rivelarsi molto diffusa. Ryanair, per esempio, pur avendo smentito, ha smentito solo di avere un accordo simile con Swissport. Nell’articolo del Guardian si legge che l’azienda non ha confermato se ha accordi simili con altri operatori del settore.
Nella mail a cui fa riferimento l’articolo del Guardian si legge che questi pagamenti extra vengono definiti come «una ricompensa per i lavoratori che fanno la cosa giusta». La denominazione ufficiale di questa pratica sarebbe «easyJet gate bag revenue incentive». Al momento, ci sono altri tre aeroporti nei quali sicuramente vale il gate bag revenue incentive: quello di Gatwick, quello di Bristol e quello di Manchester, in questi tre casi l’azienda che però si occupa di “dare la caccia” ai bagagli troppo grandi sarebbe DHL Supply Chain.
Dopo 20 anni di emergenza ecologica, gli abitanti di questo territorio speravano che fosse arrivato il momento delle bonifiche. Si ritrovano invece con una nuova fabbrica che produce materiale esplosivo. E con un nuovo, ennesimo movimento di protesta.
Lo ha dimostrato una ricerca pubblicata su Nature Communications: meno del 15 per cento dei cittadini europei ha un accesso adeguato al verde. Nella situazione peggiore, ovviamente, ci sono i cittadini più poveri.