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02:59 lunedì 5 gennaio 2026
Le azioni di Warner Bros. sono salite del 170 per cento da quando è iniziato il triangolo con Netflix e Paramount L'offerta d'acquisizione di Netflix e la battaglia con Paramount hanno trasformato Warner nel titolo più desiderato del 2025.
Xavier Dolan ha confermato che non è più in pensione e che quest’anno girerà un nuovo film Dopo aver annunciato l’addio al cinema nel 2023, il regista ha deciso di tornare a lavoro e ha mostrato una nuova sceneggiatura su Instagram.
Anche quest’anno lo Studio Ghibli ha festeggiato il Capodanno pubblicando un nuovo disegno di Hayao Miyazaki Sui social dello studio è apparso il disegno di Miyazaki che celebra nel 2026 l'anno del cavallo, secondo lo zodiaco cinese.
Secondo le prime ricostruzioni, il rogo di Crans-Montana sarebbe stato causato dalle stelle filanti infilate nelle bottiglie di champagne Una foto mostrerebbe il momento dell’innesco del rogo durante i festeggiamenti di Capodanno, costato la vita a quarantasette persone.
Martin Scorsese ha scritto un editoriale sul New York Times in cui spiega perché Misery è il miglior film di Rob Reiner In un commosso editoriale, Scorsese ha individuato nel thriller del 1990 l’apice della filmografia del collega, ricordando la loro amicizia.
Dopo il documentario su Diddy arriverà un documentario sui figli di Diddy che parlando di Diddy Justin e Christian Combs racconteranno il rapporto col padre in una docuserie che uscirà nel 2026 e di cui è già disponibile il trailer.
La crisi climatica sta portando alla velocissima formazione del primo deserto del Brasile La regione del Sertão sta passando da arida a desertica nell'arco di una generazione: un cambiamento potenzialmente irreversibile.
L’episodio di Stranger Things in cui Will fa coming out è diventato quello peggio recensito di tutta la serie E da solo ha abbassato la valutazione di tutta la quinta stagione, nettamente la meno apprezzata dal pubblico, almeno fino a questo punto.

Natura morta

Ci stiamo mangiando il design? Divoriamo mobili ed estetizziamo il cibo, una mostra spiega che succede se le portate dal tavolo finiscono nelle teche.

10 Aprile 2013

«L’arancia è quell’oggetto quasi perfetto dove si riscontra l’assoluta coerenza tra forma, funzione e consumo» scriveva Bruno Munari nel 1963 nel pamphlet Good Design, dove l’artista indicava la natura come la più semplice e potente interprete del design anonimo. Anche il packaging ha la sua importanza «i piselli sono pillole di diversi diametri, confezionati con astucci molto eleganti, per forma, colore, materia, semitrasparenza e semplicità di apertura». Il design nasce sugli alberi e nelle viscere della terra, ci ricorda Munari, ma è un design buono anche perché completa il suo ciclo di vita quando viene consumato. Il suo precoce manuale di osservazione sulle nature morte torna più che mai attuale questa primavera grazie all’ampia retrospettiva che il Mart di Rovereto dedica al cibo: La forma del gusto, una ricca indagine per mano dei designer nel mondo della forma commestibile.

Qui infatti il pilastro del food design, Martì Guixè dialoga con Marije Vogelzang e il suo sugar spoon mentre Nendo riproduce il proprio minimalismo tramite pastelli di cioccolato da temperare. Ma nessuno gioca con il cibo e nessuno mangia. Perché al Mart (fino al 2 giugno 2013) il cibo finisce sotto teca e vive una nuova stagione di osservazione, meno passionale di una natura morta rinascimentale ma anche dotata di un certo anti-munarismo, verrebbe da dire, perché la funzione di consumo viene a mancare a favore di un proliferare di food architects innamorati delle forme perfette e non del loro sapore. Ad aggiungere un pizzico – qb –  di pratica ecco allora le creazioni di Massimo Bottura e Davide Scabin, tra i molti chef chiamati a completare  l’indagine sul cibo moderno finito nel museo di Rovereto.

Già nel 2005, il MoMa affrontava i preamboli dell’espansione dei food architetects con una mostra che metteva “sotto vetro” 100 opere d’arte quotidiane quali il cono gelato, la zolletta di zucchero e il Toblerone tratta dal catalogo Humble
masterpieces: 100 everyday merveilleuse of design
. Con le sue forme industriali, ma prese direttamente dallo scaffale del supermarket, la mostra-catalogo si pone esattamente al centro tra l’arancia di Bruno Munari e i pastelli di cioccolato di Nendo. Gli alimenti scelti sono solo presi in prestito per elogiarne «l’assoluta coerenza» anche se sono già prodotti industriali. Il design de La forma del gusto, invece, spinge l’osservazione sul cibo ancora più in là, allontanando la riflessione consumo & funzione verso una più edonistica riproduzione dell’oggetto ideale da guardare ma non divorare. Esempio perfetto presente a Rovereto è Azùcar, del duo Franck Fontana e Sébastien Cordoleani, ovvero un esile lecca lecca realizzato soffiando lo zucchero con lo stesso metodo con cui si creano le bolle di vetro di Murano «perché del cibo ci ha attratto il metodo di lavorazione dei materiali»  hanno confessato i designer sdoganando il tabù circa la sacralità del cibo a cui hanno preferito la semplice forma, sicché anche lo zucchero può diventare un materiale da utilizzare per oggetti.

Il cibo va in aiuto del design che ha finito la scorta di progettazione? Eppure chissà perché rimane completo sempre e solo nella sua natura quando rimane lì difettosamente sferico e pericolosamente in bilico. Come nella più commovente natura morta dell’arte contemporanea recente a opera di Santo Tolone: Emmanuelle, fotografia di un’alzatina con arance, ciliegie, banane e limoni diligentemente appoggiati a cui manca la forma plastica (la buccia) ma rimane la funzione (il gusto).

Oggetto: Good Design, Bruno Munari, Corraini edizioni, 32 pp, 1963
Mostra: La forma del gusto, Mart di Rovereto (fino al 2 giugno)

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