Il film di Margherita Spampinato parla d'estate, di Sicilia, di famiglia e di amicizia. Nelle sale è uscito a dicembre, adesso è in streaming su Netflix ed è il momento perfetto per recuperarlo.
C’è una lista di tutte le organizzazioni, iniziative e progetti musicali che devolvono i loro incassi in beneficenza a Gaza
L'ha fatta Crack Magazine e si intitola "In solidarity with Gaza: A guide to the music and resources that support the humanitarian effort".
Di fronte al genocidio nella Striscia di Gaza, una parte della scena e dell’industria musicale si è mobilitata come ha potuto, mettendo assieme band, facendo uscire dischi, organizzando concerti e festival, vendendo merchandise e lanciando raccolte fondi. Per mappare e amplificare questo sforzo collettivo, Crack Magazine ha pubblicato una guida in continuo aggiornamento che raccoglie tutte le organizzazioni, le iniziative e i progetti musicali che in questi anni hanno devoluto i proventi delle loro attività commerciali ad associazioni di beneficenza che operano nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.
L’elenco stilato dal magazine è una sorta di manifesto dell’attivismo dell’industria musicale. Al suo interno trovano spazio compilation su Bandcamp che riuniscono centinaia di artisti, etichette discografiche indipendenti che devolvono in beneficenza tutti gli incassi provenienti dai loro cataloghi, vendite di merchandise esclusivo ed eventi di raccolta fondi. A ognuna di queste iniziative è accoppiata, dopo nome e artisti che hanno partecipato al progetto, l’associazione o agenzia umanitaria a cui vanno i proventi. L’obiettivo è convogliare aiuti economici verso le organizzazioni non governative e le agenzie umanitarie che operano in prima linea a Gaza e in Cisgiordania, come Medical Aid for Palestinians (MAP) o il Palestine Children’s Relief Fund (PCRF), per garantire rifugi, assistenza medica e beni di prima necessità.
L’iniziativa editoriale di Crack Magazine è la risposta . Mettendo a sistema una galassia di realtà altrimenti frammentate, la rivista offre agli ascoltatori uno strumento pratico e trasparente per trasformare il consumo musicale in un atto di solidarietà. È la dimostrazione di come le reti culturali costruite dal basso riescano a muoversi con una rapidità e un’incisività che spesso mancano ai canali istituzionali, gli stessi canali che nel genocidio di Gaza hanno troppe volta