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05:47 giovedì 5 marzo 2026
Dopo una saga di libri, tre serie tv, fumetti, videogiochi e merchandise d’ogni tipo, adesso arriverà anche un film di Game of Thrones Sarà ambientato 300 anni prima dell'inizio del primo episodio della serie originale. C'è però un problema: Hbo sta girando un'altra serie spin-off di Game of Thrones ambientata nello stesso periodo.
A Parigi aprirà il primo museo al mondo interamente dedicato ad Alberto Giacometti Sarà inaugurato a fine 2028 e nella sua collezione permanente ci saranno 10 mila tra opere, oggetti e documenti dello scultore.
Siccome non sono già abbastanza impegnati militarmente, gli Stati Uniti sono intervenuti anche contro i narcotrafficanti in Ecuador Le operazioni sono iniziate il 3 marzo e rientrano in quella che gli Usa definiscono «offensiva contro il narcoterrorismo in America Latina».
Per festeggiare i loro compleanni, è uscito un disco da collezione in cui Lucio Dalla e Lucio Battisti cantano per la prima volta “assieme” Sarà disponibile in pre ordine solo per due giorni: il 4 e il 5 marzo, data di nascita rispettivamente di Dalla e di Battisti.
Il centrodestra ha affossato la proposta di legge sulla settimana lavorativa corta La proposta di Avs, M5S e Pd prevedeva quattro giorni di lavoro a parità di stipendio. La maggioranza ha deciso che non se ne farà nulla.
Dopo la Spagna, anche Francia e Canada si sono accorti che l’attacco di Usa e Israele all’Iran viola il diritto internazionale Sia Emmanuel Macron che Mark Carney hanno condannato un'operazione eseguita senza il consenso dell'Onu e in violazione del diritto internazionale.
Tutta internet sta gongolando per le disgrazie degli influencer che si sono trasferiti a Dubai e ora si ritrovano in mezzo a una guerra Decine di reel e tiktok in queste ore ritraggono influencer e creator che scoprono, improvvisamente, che fuori c'è la morte. Internet non aspettava altro.
In cima al botteghino italiano c’è un documentario religioso sulle «apparizioni del Cuore di Gesù a Santa Margherita Maria Alacoque» di cui nessuno sembra sapere niente Il film si intitola Sacro Cuore – Il suo regno non avrà mai fine e ha incassato 264 mila euro in un giorno di programmazione.

La mostra in corso a Parigi è un’occasione imperdibile per ricordare Thierry Mugler

24 Gennaio 2022

Dal momento in cui si è diffusa la notizia della sua morte, comunicata sul suo profilo Instagram con un post tutto nero, in tanti hanno provato a riassumere l’importanza di Thierry Mugler. Forse, però, l’espressione più semplice ed efficace l’ha trovata la top model Jerry Hall, il volto del suo profumo Angel (creato nel 1992 è una delle fragranze più vendute al mondo), parlando di lui nel 2019 sul New York Times: «Era senza tempo e in anticipo sui tempi».  La morte dello stilista a 73 anni – per cause naturali, ha fatto sapere il suo agente – arriva proprio nel giorno di apertura della settimana dell’Haute Couture parigina. Dopo Nino Cerruti e André Leon Talley, scomparsi rispettivamente il 15 e il 18 gennaio 2022, è il terzo grande lutto del 2022 nel mondo della moda.

Nato a Strasburgo il 21 dicembre 1948, Mugler si trasferì a Parigi a 22 anni, dove iniziò a lavorare come vetrinista, disegnando abiti nel tempo libero. Riuscì a realizzare la sua prima linea di abbigliamento, Café de Paris, 3 anni dopo e nel 1975, a 27 anni, aveva creato il suo brand, riconoscibile da chiunque per le silhouette a clessidra. «Sono un architetto che reinventa completamente il corpo di una donna», aveva detto, e tra gli esempi più famosi degli ultimi anni c’è il look Met Gala di Kim Kardashian, quelli creati per Cardi B e Lady Gaga, e ancora prima i costumi ispirati alla fantascienza di Sasha Fierce di Beyoncé, e negli anni d’oro quelli per Madonna e Sharon Stone.

Nel 2019 si era tenuta per la prima volta, al Montreal Museum of Fine Arts la mostra Thierry Mugler: Couturissime (tuttora in corso al Musée des Arts Décoratifs di Parigi, fino al 24 aprile) che attraverso centocinquanta creazioni ripercorre la carriera dello stilista francese tra il 1973 e il 2001, prima dell’abbandono delle scene, in cui cancellò Thierry a favore del suo nome, in contemporanea con una ricostruzione facciale molto pervasiva dopo un brutto incidente in palestra, dove lavorava interrottamente alla definizione del suo corpo statuario. Come raccontava a Vogue Italia: «La mia nuova vita mi ha portato a ridefinire totalmente la mia immagine. È divertente essere passato alla storia come colui che trasformava i corpi degli altri, e oggi farlo su me stesso». Ma è sempre da corpo che Mugler era partito: come ha sempre raccontato, il suo sogno originario non era diventare uno stilista, ma un ballerino.

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