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05:32 giovedì 14 maggio 2026
Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
L’invasione dei pavoni di Punta Marina è diventata una notizia di portata internazionale È stata ripresa nientemeno che da Ap News, cioè da Associated Press, con un video pubblicato sul loro sito.
È in lavorazione un film sulla storia di C’era una volta in America di Sergio Leone «È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
L’Unione europea ha finalmente approvato delle sanzioni contro i coloni israeliani Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Sono state approvate grazie alla rimozione del veto fin qui imposto dall'Ungheria.
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.

Il Monopoli è nato come critica al capitalismo

26 Luglio 2017

Se Elizabeth Magie fosse vissuta abbastanza da assistere allo strepitoso successo della sua invenzione più celebre, il Monopoly (in Italia, più noto come Monopoli), Aeon sostiene che non sarebbe affatto contenta, dato che i suoi utilizzatori la celebrano per i motivi opposti a quelli che lei aveva previsto. Nata nel 1866, la donna sfidò per tutta la vita le norme e i sistemi sociali della sua epoca: era una quarantenne non sposata, indipendente e orgogliosa del suo status atipico, tanto da pagare un’inserzione su un giornale in cui si offriva come «giovane schiava americana» (un modo per sottolineare la condizione subalterna della donna nella società, disse poi).

Tra le altre provocazioni, Magie ne diresse una al sistema economico dominante, quello capitalista, stavolta usando un gioco da tavolo. L’ispirazione venne da un libro amato dal padre James, Progress and Poverty di Henry George, che le disse che «l’eguale diritto di ogni uomo di usare la terra è tanto chiaro quanto l’eguale diritto di respirare l’aria». George proponeva allo Stato di tassare ogni terreno, in modo da reinvestirne i proventi in modo collettivamente equo: è con questa idea in mente che Elizabeth Magie nel 1904 brevettò il suo Landlord’s Game, un gioco da tavolo a forma di circuito da percorrere (una novità per l’epoca, spiega Aeon) con strade e luoghi di interesse storico in vendita. Ma la vera novità erano le regole/modalità di gioco predisposte da Magie: la “Prosperity” prevedeva che ogni giocatore ricevesse un bonus ogni volta che qualcuno acquisiva una nuova proprietà, e il gioco veniva vinto – da tutti – quando il giocatore che aveva iniziato con meno denaro aveva raddoppiato la sua proprietà; ma c’era anche il “Monopolist”, in cui i giocatori acquisivano le loro proprietà e chiedevano somme in denaro agli altri meno fortunati che vi finivano sopra (vinceva, come sapete, chi faceva finire in bancarotta tutti gli altri).

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I due stili di gioco per Magie volevano essere un modo per gli utilizzatori del gioco di sperimentare «il sistema contemporaneo del land grabbing, con tutte le sue solite conseguenze», e dunque riceverne una sorta di lezione di etica sociale. Il gioco divenne presto onnipresente tra gli intellettuali, i fautori di politiche progressiste e i campus dei college e le università, finché un uomo, Charles Darrow, ne vendette una versione modificata a una società, la Parker Brothers. Quando venne fuori che la vera inventrice del gioco era Elizabeth Magie, Parker Brothers si affrettò a comprare i diritti del suo brevetto, ma poi mise in commercio la versione “Monopolist” del gioco, quella “cattiva”, almeno secondo quanto aveva previsto la sua ideatrice. Il Monopoly, come divenne famoso in seguito, ha poi com’è noto conosciuto un enorme successo a ogni latitudine.

Immagini Getty Images
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