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01:18 sabato 4 aprile 2026
Il primo problema che gli astronauti della missione Artemis II hanno dovuto risolvete è stato il bagno rotto Lo Universal Waste Management System della navicella Orion ha avuto un problema poco dopo aver raggiunto l'orbita terrestre. Per fortuna, l'astronauta Cristina Koch è riuscita a ripararlo, autonominandosi «idraulica dello spazio».
Trovatevi qualcuno che vi guardi come Kim Jong-un guarda le sue forze speciali che svolgono insensate e dolorosissime prove di forza Le prodezze dei soldati nordcoreani sono diventate ovviamente virali, tra pile di mattoni frantumate a panciate e grandi sorrisi rivolti al leader supremo.
La prima immagine del nuovo film di Bong Joon-ho non sembra per niente un film di Bong Joon-ho Il film si intitola Ally e ha una protagonista così carina e paciosa che molti non riescono a credere che venga dalla stessa mente che ha pensato Parasite.
Giuseppe Alfarano di Camini (RC) passerà alla storia come il primo sindaco italiano dimessosi perché nel suo Comune ci sono troppi cani randagi Il sindaco ha lasciato la carica dopo aver provato personalmente a risolvere la questione. Ma alla fine si è dovuto arrendere e ha parlato di «abbandono istituzionale».
Kristoffer Borgli, il regista di The Drama, è finito nei guai per un vecchio saggio in cui raccontava la sua relazione con una ragazza 17enne È riemerso su Reddit un testo del regista in cui raccontava in chiave positiva la sua relazione con un'adolescente, paragonandosi anche a Woody Allen.
Una ricerca ha dimostrato che le persone che più amano il gergo “aziendalese” sono anche quelle che sul lavoro prendono le decisioni più sbagliate L'università di Cornell ha dimostrato che chi si fa "sedurre" dall'iperbolico corporate speak non ha grandi capacità strategiche e di analisi.
Le correzioni di Jonathan Franzen diventerà una serie Netflix con protagonista Meryl Streep L'adattamento sarà a cura dello stesso Franzen, che della serie sarà anche produttore esecutivo assieme a Streep.
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».

Hayao Miyazaki ha parlato del suo nuovo (e ultimo) film, How do you live

24 Novembre 2021

In un’intervista al T Magazine del New York Times (una rarità per il personaggio in questione, noto per essere uomo di poche parole) Hayao Miyazaki ha regalato qualche dettaglio sul suo nuovo – e, stando a quanto dice lui, ultimo – film e sulla ragione che lo ha spinto a tornare a lavoro dopo essere andato ufficialmente in pensione nel 2013. La ragione è, sorprendentemente, molto semplice: «Perché mi andava così», ha spiegato il maestro dell’animazione giapponese alla giornalista Ligaya Mishan, che non può però fare a meno di notare il «sorriso ladresco» con il quale Miyazaki fornisce questa stringata spiegazione.

Il nuovo film del fondatore dello Studio Ghibli si intitola How do you live, ed è basato su un romanzo omonimo del 1937 scritto da Yoshino Genzaburo. Ovviamente, la storia raccontata nel romanzo verrà trasformata in una di quelle storie che tutti ormai riconosciamo immediatamente come à la Miyazaki. E quindi sarà «una storia fantasy epica» con protagonista un ragazzino (Junichi Honda, soprannominato Koperu), rimasto orfano del padre, con un talento naturale per il cacciarsi nei guai e un disperato desiderio di trovare il suo posto nel mondo.

Come detto, How do you live dovrebbe essere l’ultimo film di Miyazaki, ma vai a sapere: già nel 2013 aveva detto che dopo Si alza il vento avrebbe abbandonato l’animazione e lasciato l’azienda di famiglia nelle mani del figlio Goro. Intorno a questo nuovo film si sta pian piano costruendo una vera e propria mitologia: inizialmente l’uscita era prevista in occasione dei Giochi Olimpici di Tokyo ma, complice anche la pandemia, quella prima, possibile uscita è stata presto cancellata e, a oggi, su questo non ci sono certezze (si parla di 2023 come anno d’uscita probabile, ma non c’è stata ancora nessuna conferma ufficiale). Si dice che a influire pesantemente sulle tempi di realizzazione del film sia l’intenzione di Miyazaki di realizzarlo interamente a matita, senza inserti digitali di alcun tipo. D’altronde, «credo che lo strumento dell’animatore sia la matita» è uno dei motti del maestro giapponese.

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