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23:32 martedì 17 marzo 2026
La foto di un giornalista ha mostrato cosa resta al Dolby Theatre dopo la cerimonia degli Oscar: una montagna di spazzatura Cibo, cartacce, bottiglie vuote: la foto ha fatto arrabbiare molti per l'inciviltà mostrata dai partecipanti alla cerimonia. La colpa, però, non è delle celebrity.
Una ricerca ha scoperto che, contrariamente a quanto si credeva, la cannabis non ha nessuna efficacia nella cura di ansia e depressione Si tratta della più grande ricerca di questo tipo mai fatta. Secondo i risultati, usare i cannabinoidi per curare ansia, anoressia nervosa, Ptsd o altre dipendenze non serve a nulla.
C’è una petizione per fare della Hoepli una bottega storica di Milano e provare così a salvarla dalla chiusura Petizione che ha già raccolto più di 48 mila firme, tra cui quelle di Eleonora Marangoni, Mario Calabresi, Alessandro Cattelan e Vinicio Capossela.
Tutti aspettavano il ritorno di John Galliano nella moda, ma nessuno si aspettava sarebbe stato una collezione per Zara La collaborazione tra il brand del gruppo Inditex e lo stilista di Gibilterra durerà due anni, e la prima collezione arriverà nei negozi a settembre.
Israele ha detto che agli sfollati libanesi non sarà consentito tornare a casa Secondo le autorità libanesi più di 1 milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, a quanto pare definitivamente.
Dal 20 marzo torneranno al cinema, in versione restaurata, i film di Béla Tarr Si comincia con Perdizione, poi Le armonie di Werckmeister, Sátántangó e Il cavallo di Torino. E a seguire verranno tutti gli altri.
Sempre più persone vanno dallo psicologo dicendo di essersi ammalate di depressione per colpa della politica Stress cronico, spaesamento, ansia. La cura più efficace, al momento, sarebbe l'attivismo, quello vero.
Il creatore di Fortnite sta usando i miliardi guadagnati con il videogioco per comprare foreste e salvarle dall’abbattimento Tim Sweeney sta usando il suo patrimonio personale per salvare milioni di chilometri quadrati di foresta, sottraendoli alla speculazione immobiliare.

Hayao Miyazaki ha parlato del suo nuovo (e ultimo) film, How do you live

24 Novembre 2021

In un’intervista al T Magazine del New York Times (una rarità per il personaggio in questione, noto per essere uomo di poche parole) Hayao Miyazaki ha regalato qualche dettaglio sul suo nuovo – e, stando a quanto dice lui, ultimo – film e sulla ragione che lo ha spinto a tornare a lavoro dopo essere andato ufficialmente in pensione nel 2013. La ragione è, sorprendentemente, molto semplice: «Perché mi andava così», ha spiegato il maestro dell’animazione giapponese alla giornalista Ligaya Mishan, che non può però fare a meno di notare il «sorriso ladresco» con il quale Miyazaki fornisce questa stringata spiegazione.

Il nuovo film del fondatore dello Studio Ghibli si intitola How do you live, ed è basato su un romanzo omonimo del 1937 scritto da Yoshino Genzaburo. Ovviamente, la storia raccontata nel romanzo verrà trasformata in una di quelle storie che tutti ormai riconosciamo immediatamente come à la Miyazaki. E quindi sarà «una storia fantasy epica» con protagonista un ragazzino (Junichi Honda, soprannominato Koperu), rimasto orfano del padre, con un talento naturale per il cacciarsi nei guai e un disperato desiderio di trovare il suo posto nel mondo.

Come detto, How do you live dovrebbe essere l’ultimo film di Miyazaki, ma vai a sapere: già nel 2013 aveva detto che dopo Si alza il vento avrebbe abbandonato l’animazione e lasciato l’azienda di famiglia nelle mani del figlio Goro. Intorno a questo nuovo film si sta pian piano costruendo una vera e propria mitologia: inizialmente l’uscita era prevista in occasione dei Giochi Olimpici di Tokyo ma, complice anche la pandemia, quella prima, possibile uscita è stata presto cancellata e, a oggi, su questo non ci sono certezze (si parla di 2023 come anno d’uscita probabile, ma non c’è stata ancora nessuna conferma ufficiale). Si dice che a influire pesantemente sulle tempi di realizzazione del film sia l’intenzione di Miyazaki di realizzarlo interamente a matita, senza inserti digitali di alcun tipo. D’altronde, «credo che lo strumento dell’animatore sia la matita» è uno dei motti del maestro giapponese.

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