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I detenuti di Bollate hanno fatto un album trap e rap interamente scritto, registrato e prodotto all’interno del carcere Si chiama 30 OP, è composto da 13 brani e ed è ora disponibile su tutte le piattaforme musicali.
C’è una mostra dei fashion artists Viktor&Rolf in 10 Corso Como chiamata Spectrum Dal 25 settembre al 22 novembre 2026, la Galleria di 10 Corso Como presenta «Spectrum», la prima personale italiana dedicata a Viktor&Rolf.
Sofia Coppola sta festeggiando i venti anni di Marie Antoinette con una mostra alla Reggia di Versailles Gli spazi del Petit Trianon ospitano costumi, accessori, moodboard, sceneggiature annotate, fotografie, schizzi preparatori, elementi di scenografia e anche alcune sequenze del film proiettate negli stessi ambienti in cui furono girate.
Il fatto che sempre più biblioteche permettano di prendere in prestito gli ebook sta portando a un calo delle vendite delle librerie Una ricerca sostiene che il prestito digitale fa diminuire gli acquisti soprattutto nelle prime settimane dopo l'uscita, quelle in cui si decide il destino commerciale di un libro.
El Niño ha causato delle piogge così intense da far sbocciare migliaia e migliaia di fiori nel deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi del mondo È un fenomeno chiamato "deserto fiorito": 15 ettari di deserto improvvisamente coperti di fiori bianchi, viola e gialli.
Dopo aver riportato al cinema le streghe, i lupi mannari e i vampiri, Robert Eggers farà la stesa cosa con Romeo e Giulietta E siccome gli piacciono gli adattamenti infedeli, il film non si intitolerà Romeo e Giulietta e potrebbe non essere ambientato a Verona.
In Israele sta iniziando a mancare l’acqua potabile perché Israele ha distrutto gli impianti di depurazione a Gaza Dal 7 ottobre 2023 i bombardamenti hanno distrutto il 90 per cento delle infrastrutture idriche e fognarie di Gaza. E adesso questo è diventato un problema anche per Israele.

Cosa sono le mini-room e cosa c’entrano con lo sciopero degli sceneggiatori negli Stati Uniti

18 Maggio 2023

Era dal 2007 che non succedeva: il primo maggio gli scrittori di Hollywood hanno annunciato lo sciopero. Una decisione presa dalla Writers Guild of America dopo settimane di trattative fallite. «Non abbiamo raggiunto un accordo con gli studi e gli streamer», hanno scritto nel comunicato, «Inizieremo lo sciopero dopo la scadenza del contratto a mezzanotte. Il comitato di negoziazione Wga ha trascorso le ultime sei settimane a negoziare con Netflix, Amazon, Apple, Disney, Discovery-Warner, NBC Universal, Paramount e Sony sotto l’egida dell’Alliance of Motion Picture and Television Producers».

Nei giorni seguenti diverse celebrity, da Jimmy Fallon a Drew Barrymore, si sono schierate dalla parte di chi per lavoro scrive film, sceneggiature, spettacoli per le produzioni di Hollywood: i loro compensi non sono mai stati così bassi come nell’ultimo anno. Ma la scarsità della paga non è l’unico problema degli autori: a sollevare un altro aspetto molto problematico di questa professione è stato nientemeno che George R.R. Martin. Il settimo giorno dello sciopero della Wga, Martin ha pubblicato un post sul suo blog denunciando una pratica controversa a cui bisognerebbe porre fine, o almeno a regolamentare pesantemente: la mini-room. Definendole «IL problema più importante nell’attuale sciopero degli scrittori», Martin ha descritto la “mini-stanze” come degli “abomini”.

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@franchesca_leigh Replying to @lezzie unclegramps explaining #minirooms and why they’re bad for #tvwriters #writersstrike #writersstrike2023 #wgastrong ♬ original sound – Franchesca Ramsey

Il celebre autore racconta di aver trascorso molto tempo nelle stanze degli scrittori televisivi decenni prima che l’idea per un adattamento di Game of Thrones fosse mai proposta alla Hbo, prima ancora che A Song of Ice and Fire fosse pubblicato nel 1996, il suo primo lavoro a Hollywood era ultimo anello della catena degli sceneggiatori della meravigliosa serie antologica The Twilight Zone nel 1985, quando, come scrive nel suo post: «Ero così verde [green, in inglese, è un’espressione che si usa per indicare una persona giovane e “acerba”, ndr] che se mi fossi messo davanti a un green screen sarei risultato invisibile», e aggiunge, «questa, secondo me, è la cosa più importante per cui la Wga sta combattendo, per consentire a nuovi scrittori, giovani scrittori e sì, scrittori di prosa, di salire la scala professionale».

Una scala che è quasi impossibile salire lavorando nelle mini-room, stanze piccolissime in cui un team di sceneggiatori molto più piccolo di quello di una normale writing room viene chiuso a lavorare a ritmi intensivi per completare la scrittura di stagioni intere di serie tv o film a volte anche in meno di un mese. Secondo le testimonianze degli scrittori (alcune sono raccolte in questo articolo) le mini-room sono il motivo per cui molti autori si ritrovano senza lavoro per periodi che vanno da sei mesi a un anno (quello che scrivono non fa curriculum: spesso firmano episodi che andranno in onda moltissimi mesi dopo) e la ragione per cui la qualità di molti film e serie tv si è abbassata.

Non solo le mini-room impediscono ai giovani scrittori di salire la “scala” di cui parla Martin in termini economici, ma impediscono loro di imparare e migliorare: lavorando in questo modo, gli scrittori non imparano niente e restano completamente esclusi dal processo creativo. Se il progetto a cui hanno lavorato continua, non è detto che si ritroveranno a lavorarci di nuovo. «Gli sceneggiatori più giovani non hanno l’esperienza necessaria per partecipare alle fasi di produzione e per essere coinvolti nella postproduzione e nel montaggio», ha spiegato a Vulture il giornalista Jonathan Handel, «questo ostacola la loro carriera perché quelle competenze sono necessarie per raggiungere livelli più elevati nel settore della scrittura televisiva e, in definitiva, per diventare uno showrunner».

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