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X è diventato il sito che produce e pubblica più deepfake pornografici di tutta internet Grazie soprattutto all'AI Grok, che ogni ora sforna circa 7 mila immagini porno, usando anche foto di persone vere, senza il loro consenso.
Su Disney+ arriveranno brevi video in formato verticale per gli spettatori che non vogliono vedere film né serie ma solo fare doomscrolling L'obiettivo dichiarato è quello di conquistare il pubblico il cui unico intrattenimento sono i contenuti che trovano a caso sui social.
I fan di Stranger Things si sono convinti che sarebbe uscito un altro episodio della serie e l’hanno cercato su Netflix fino a far crashare la piattaforma Episodio che ovviamente non è mai esistito, nonostante un teoria nata tra Reddit e TikTok abbia convinto migliaia di persone del contrario.
Al funerale di Brigitte Bardot c’era anche Marine Le Pen La leader del Rassemblement National era tra i pochissimi politici invitati alla cerimonia, tenutasi mercoledì 7 gennaio a Saint-Tropez.
Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.

La New York Review of Books ha comprato la casa di Milton Glaser

13 Ottobre 2020

Milton Glaser non è stato un graphic designer convenzionale. Prima di morire, il 26 giugno 2020, ridisegnò il volto del mondo con alcune opere, in particolare quella “I ❤ NY”, che sono entrate a fondo nella cultura popolare. Stando a quanto riporta The Real Deal, la casa del leggendario designer in cui aveva sede l’ufficio nel quartiere di Kips Bay, a Manhattan, sarebbe stata venduta alla rivista New York Review of Books. L’edificio al 207 East 32nd Street è stato venduto per 7,5 milioni di dollari, ha spiegato Adelaide Polsinelli, vicepresidente di Compass. Polsinelli aveva iniziato a occuparsi della vendita già nel 2019, sperando di riuscire a guadagnare 12 milioni di dollari. La pandemia l’ha portata ad abbassare il prezzo.

Come racconta Literary Hub, la storia dell’edificio è composita e interessantissima: da quando, all’inizio del XX secolo, i membri della Tammany Hall pianificarono di fondare nel palazzo una club house, fino a quando il loro leader, Richard Croker, fu costretto a lasciare la città, e l’edificio venne venduto. Anni dopo, Milton Glaser acquistò la palazzina, e il New York Magazine, di cui fu co-fondatore nel 1968 insieme a Clay Felker, e vi si trasferì. A metà degli anni ’70, mentre New York stava vacillando nel mezzo della crisi finanziaria, Glaser disegnò l’onnipresente logo “I ❤ NY”. Non è ancora chiaro cosa intenda farci la nuova rivista, ma Polsinelli ha detto di aver considerato bene tutti i possibili acquirenti prima di identificare chi potesse aggiudicarsi la proprietà, e che Glaser è stato coinvolto nella vendita fino a poco prima di morire. Sulla scelta della New York Review, secondo Polsinelli, sarebbe stato d’accordo.

Una foto della palazzina di proprietà di Milton Glaser, in cui aveva sede la sua casa-ufficio

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