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23:20 mercoledì 7 gennaio 2026
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
Stephen Miller, il più fidato e potente consigliere di Trump, ha detto che gli Usa possono prendersi la Groenlandia con la forza «Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.
Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.

I Millennial sono fisicamente più deboli

16 Agosto 2016

I Millennial sono fisicamente più deboli dei loro genitori, e il trend vale per i maschi assai più che per le femmine. Ne consegue, tra le altre cose, che la differenza in termini di forza tra i due sessi si sta riducendo. Questa almeno è la conclusione a cui sono giunte due ricercatrici che si occupano di medicina del lavoro, in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica The Journal of Hand Therapy e intitolato “Comparative study of millennials’ (age 20-34 years) grip and lateral pinch with the norms.”

Come suggeriscono il nome dell’articolo e della testata, la ricerca in realtà si è concentrata soltanto sulla forza delle mani, e più precisamente su due aspetti: la pressione esercitata dalla presa della mano (il gesto che si fa quando s’impugna una cesoia, per dire) e la stretta laterale (avete presente quando si gira una chiave con tre dita?).

Le due studiose hanno valutato la forza delle mani di 237 studenti universitari di sana e robusta costituzione del North Carolina e hanno confrontato i parametri con altre valutazioni condotte, sempre su studenti in buona salute, nel 1985.  La forza di presa dei giovani uomini di oggi è di circa 44 chilogrammi, mentre trent’anni fa era di 53. Tra i Millennial, quelli più anziani (30-34 anni) risultavano inoltre leggermente più forti degli under-30, facendo pensare che in effetti l’indebolimento sia una questione generazionale.

Millennial forza maschi femmine

Tra le femmine, invece, la decrescita della forza non è significativa. In particolare le giovani donne di età compresa tra i 30 e i 34 anni non risultano affatto più deboli rispetto alle loro coetanee di tre decenni fa, mentre tra le ventenni c’è una flessione trascurabile. Il risultato è che la presa di forza media tra le donne sotto i 35 anni resta quasi invariata rispetto al 1985: 34 chilogrammi circa.

Basta fare due conti per capire che la differenza tra la forza delle mani di uomini e donne è passata da circa venti chili a dieci. «È un segno della crisi della mascolinità?» si è domandato sul Washington Post Christopher Ingraham, commentando i dati. In realtà, sostiene l’analista, la spiegazione è di natura più che altro socio-economica: negli anni Ottanta era molto più comune per i giovani uomini fare lavori manuali, e questo non valeva soltanto per la working class ma anche per chi si manteneva agli studi, invece le ragazze che lavoravano tendevano a fare lavori impiegatizi. Adesso i lavori impiegatizi sono prevalenti tra gli studenti lavoratori di ambo i sessi, dunque è normale che la differenza si stia riducendo.

 Una competizione di body building a Seul, in Corea, 2004 (foto di Chung Sung-Jun/Getty Images)
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