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20:23 mercoledì 13 maggio 2026
Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
L’invasione dei pavoni di Punta Marina è diventata una notizia di portata internazionale È stata ripresa nientemeno che da Ap News, cioè da Associated Press, con un video pubblicato sul loro sito.
È in lavorazione un film sulla storia di C’era una volta in America di Sergio Leone «È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
L’Unione europea ha finalmente approvato delle sanzioni contro i coloni israeliani Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Sono state approvate grazie alla rimozione del veto fin qui imposto dall'Ungheria.
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.

Dopo averci investito 80 miliardi di dollari e averci guadagnato zero dollari, Zuckerberg ha chiuso il metaverso di Meta

Quattro anni a ripetere che in futuro avremmo tutti vissuto in Horizon Worlds. Oggi Horizon Worlds non esiste più.

19 Marzo 2026

Dopo aver investito oltre ottanta miliardi di dollari nel lancio e nello sviluppo, Mark Zuckerberg ha ridimensionato fortemente lo sviluppo del Metaverso, chiudendo la sua piattaforma dedicata. Il gruppo Meta, dunque, che nel 2021 aveva deciso di abbandonare il nome Facebook proprio per rendere centrale a livello strategico il peso del Metaverso, ha deciso di chiudere definitamente Horizon Worlds, lo snodo centrale della sua strategia dedicata, dopo anni di investimenti che non hanno portato risultati significativi.

Secondo Quartz, dal 2020 ad oggi l’azienda ha speso oltre 80 miliardi di dollari nello sviluppo della divisione Reality Labs, che avrebbe dovuto portare milioni di utenti a interagire, lavorare e giocare nell’ambiente digitale immersivo accessibile tramite visori VR. Il Metaverso, nella visione iniziale di Zuckerberg, avrebbe dovuto essere un mondo virtuale 3D da abitare in maniera semi-corporea, attraverso avatar personalizzati e, almeno inizialmente, privi di gambe (non si è mai saputo perché i designer di Horizon Worlds fecero questa scelta): una versione tecnologicamente avanzata di Second Life, che però non ha mai fatto breccia. Le vaste distese e gli uffici virtuali di Horizon Worlds sono per lo più rimasti deserti. L’azienda non ha mai registrato più di qualche centinaio di migliaia di utenti mensili, a fronte dei milioni che sarebbero serviti per ripagarla dei grandi investimenti e dei costi di manutenzione dell’infrastruttura del Metaverso.

Quello che era stato presentato come una delle principali direttrici di crescita per Meta si è dunque trasformato in un salasso economico a cui Meta ha posto fine in queste ore. A contribuire al fallimento sono stati molti fattori: l’alto costo e la bassa diffusione dei visori VR necessari all’accesso, una certa “immaturità” della tecnologia stessa, ma anche e soprattutto l’avvento dell’AI. Al lancio di ChatGPT, infatti, Meta si è affrettata a dirottare i suoi capitali e sforzi sulla conquista di questo nuovo mercato, privando il Metaverso delle sue risorse.

L’intelligenza artificiale avrebbe insomma ucciso il Metaverso, ma anche salvato Meta: Quartz ricorda infatti come i conti del gruppo siano migliorati significativamente proprio grazie ai decisi investimenti nel settore dell’AI, che hanno tamponato anche le perdite causate dall’esperimento fallito del Metaverso. Rimane però attiva la divisione di Reality Labs, seppur ridimensionata: si focalizzerà sul mercato degli occhiali VR in collaborazione con Ray-Ban, integrando il mondo del VR con l’AI.

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