Un secolo fa l’artista Frederick Charles Herrick creava “It is cooler below”, il poster con cui il geniale e visionario marketing dell'Underground invitava i pendolari a rinfrescarsi scegliendo la metro. Oggi il caldo estremo e l’usura del tempo l'hanno trasformata in una trappola.
La crisi climatica sta causando un nuovo tipo di gentrificazione e stavolta la vittima non sarà la città ma la provincia
Lo dimostra una ricerca della Universitat Autònoma de Barcelona: aree con più verde, meno popolate e lontane dal centro stanno diventando le più appetibili. E costose.
Il vecchio copione della gentrificazione – bar specialty, affitti alle stelle, i nonni spediti in periferia – sta subendo un plot twist termico. Come racconta Euronews, le ondate di caldo stanno riscrivendo le regole del mercato immobiliare europeo, e questa volta a diventare ambiti non sono i quartieri centrali ma quelli ai margini della città. Il fenomeno si chiama gentrificazione climatica: i rischi legati al clima – alluvioni, erosione costiera, caldo estremo – spingono verso l’alto i prezzi delle case nei quartieri più sicuri, spesso a scapito di chi non può permettersi di rincorrere il fresco.
A fotografare il trend, riporta sempre Euronews, è uno studio dell’Universitat Autònoma de Barcelona (ICTA-UAB), pubblicato sul Journal of City Climate Policy and Economy con la piattaforma open access ClimateJusticeReady. I ricercatori hanno incrociato esposizione al calore, accesso al verde, vulnerabilità sociale ed età degli edifici nei 36 comuni dell’area metropolitana di Barcellona, scoprendo un dato nuovo rispetto ai precedenti studi sulla questione: le zone più esposte alla gentrificazione climatica sono l’opposto di quelle della gentrificazione “classica”. I centri storici, densi e cementificati, sono più caldi e inquinati; la periferia – o almeno un certo tipo di periferia; quella più verde, meno popolata, storicamente più economica – diventa improvvisamente un rifugio climatico. Comuni come Badia del Vallès, Sant Adrià del Besòs e Castelldefels sono già indicati come i più a rischio di gentrificazione.
Il problema, spiegano le autrici dello studio, è che questi territori non sono pronti a gestire l’arrivo di nuovi capitali né le conseguenti disuguaglianze abitative. Il rischio è che lo stesso schema già visto nei centri città – case più care, residenti storici spinti fuori – si riproduca in periferia, questa volta mascherato da sostenibilità. Un copione già scritto in città come Boston e Miami, dove innalzamento del mare e alluvioni ricorrenti stanno ridisegnando la mappa del privilegio residenziale.