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23:44 martedì 12 maggio 2026
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.
Amsterdam è la prima capitale del mondo a vietare la pubblicità sia della carne che dei combustibili fossili negli spazi pubblici La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».
Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.
Alla donna francese ricoverata in condizioni gravissime a causa dell’hantavirus era stato detto che i suoi sintomi erano dovuti all’ansia Nonostante i sintomi e il fatto che fosse letteralmente appena scesa dalla MV Hondius, la diagnosi dei medici è stata questa: stress misto ad ansia.
Jean Michel Jarre ha scritto il libro definitivo sulla storia della musica elettronica Si intitola Machines: A History of Electronic Music e racconta la storia del genere attraverso 80 ritratti. Non di persone, però: di strumenti musicali.
In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.

Marylin batte ancora Jackie

Ex teen drama girl: Katie Holmes vs Michelle Williams nei panni di Jackie e Marylin.

18 Novembre 2011

In principio erano Brenda Walsh e Kelly Taylor. La prima campagnola in camiciotti di flanella riesce a vivere Beverly Hills senza tutte le smanie che invece rendono Kelly Taylor, bionda ricca e un po’ facile una ragazza obbligata a essere facile. Le due si amano si odiano e si rispettano al punto di dividersi l’uomo a fasi alterne. Nella vita le due attrici Shannen Doherty e Jennie Garth continuano a non amarsi e tutti gli anni Novanta sono in balìa più che da come va a finire 90210 da come le due pareggiano i conti a colpi di ripicche e uscite di scena (perde Brenda che tenta di riconquistare Dylan con la mononucleosi). Pochi anni dopo, abbassando il target e gli scenari alla Bret Easton Ellis , Dawson’s Creek sposta le vicissitudini adolescenziali nella cartolina di Capeside, tra pontili e sogni da cineasti. E allora compaiono, come da copione, le due duellanti in versione bionda e mora. Anche in questo caso la bionda è una in cerca di guai tra le braccia di un protagonista con le menches (che però ironia della sorte è il protagonista de Le regole dell’attrazione di Ellis qualche anno dopo) mentre la mora, placida e folk, raggiunge il protagonista con una barchetta esile esile. Lei è Michelle Williams che è Jen da NYC, l’altra è Katie Holmes che sarà a lungo la Joy Potter nazionale.

Da quel punto, di non ritorno, le due attrici più che ventenni in ruoli da quindicenni, si studiano e si autoimpongono dei codici di riconoscimento. La Williams, biondina col busto a troncone e improbabili pantaloni a trombetta, mortificherà il proprio corpo per almeno tre stagioni, salvo rilanciare a inizio Duemila il gloss con cui riusciva a coprirsi un broncio lascivo; la Holmes passerà fino alla fine del telefilm per la più rozza e ingobbita mai vista in tv, occhi bassi e fisico da nuotatrice in vestiti da ranger. Otto anni dopo la bionda si sarebbe disegnata il neo indelebile di Marylin Monroe e vestita di sole lenzuola bianche. La mora sarebbe stata educata nel mettere guanti bianchi e tailleur Givenchy per il funerale del marito, JFK. Perché le due ex protagoniste di un teen dramma sono cresciute (anche in cv) al punto da diventare le protagoniste di due interpretazioni quasi parallele: delle due donne icona degli States rispettivamente in My Week with Marilyn, e The Kennedy. Si studiavano, dicevamo, come Walsh-Taylor avevano insegnato: prendendosi le misure e partendo dai lati opposti della stanza. Mai odiarsi pubblicamente, solo scandire la propria vita, e carriera, con gesti espliciti.

Sulle prime, quando Dawson’s Creek dopo sei stagioni chiuse i battenti nel 2003, Katie Holmes non solo se la cavò meglio conquistando Pacey-Joshua Jackson anche nella vita (il migliore di sempre come testimonia Diane Kruger che poi se l’è preso e mai più lasciato) ma anche come attrice visto che si lancia nell’indie movie Schegge of April e poi con il profetico Una teenager alla Casa Bianca fino al Thank you for smoking dove finalmente sembra divertirsi sul set. Invece Michelle Williams, come nei cliché di una bionda cattiva, nel telefilm ha una conclusione manzoniana (muore dopo essere diventata ragazza madre) e nonostante lei un film alla Casa Bianca lo avesse avuto prima della Holmes (vedi Le ragazze della Casa Bianca nel 1999) dovrà aspettare un po’ di anni in più per sbocciare ne  I segreti di Brokeback Mountain e incontrarci l’amore-rovina, Heath Ledger. Da brava ragazza invece, Katie Holmes si conquista l’amore del poster di quando era bambina, Tom Cruise, dando inizio alle lezioni di stile by  Victoria Beckham e tutte le manie scientologiste del marito. Torna in breve tempo ingobbita dal peso di portare in braccio una bimba viziatissima e bellissima, Suri, e accompagnare il marito alle notti degli Oscar sul cui red carpet incontrerà lei, Michelle Williams che avrà come compagno un rozzo australiano col muso  per cui sembrano il Gigante e la bambina versione rockeuse. La Williams ci tornerà anche da single agli Oscar e con il rischio di ritirarne uno.

La carriera di Katie Holmes, dettami di Scientology a parte, si gode il sollazzo di ballerine e pullover in coordinato con la piccola Suri, fino a quando per il film tv The Kennedy la mascella e il sorriso tagliente della signora Cruise ritornano utili e ben richiesti: lei interpreta Jackie, i tailleur con longuette e il carré bombato con cappellini si adattano immediatamente. Non sarà da Oscar ma per tutta la durata delle puntate Katie Holmes sfoga anni di frustrazione da mamma e finge pure di fare la leonessa per i tradimenti del marito. Ancora una volta la sua spina nel fianco sarà Michelle Williams, o meglio, la bionda Williams che un anno dopo debutta come (im)probabile Marylin Monroe ne My Week with Marylin presentato gli scorsi giorni a NY. Impressionanti similitudini e tutta il lolitismo archiviato in anni di amore nudo e crudo (vedi l’ultimo Blue Valentine in cui sembra la fine non mandata in onda che spiega come fallisce una relazione se cresci come Jen di Dawson’s Creek).  Casualità di casting e distribuzioni, ordine naturale delle morali, pegni da pagare e riscatti sociali, rimane il fatto che colei che tanto borghese voleva essere, Katie Holmes invecchia all’ombra del suo JFK, mentre Michelle Williams cortissimo in platino e tragedia sentimentale alle spalle stacca ufficialmente Joey Potter . E forse questa volta vince pure l’Oscar.

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