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13:33 venerdì 11 settembre 2026
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
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I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.
Il crossover tra A24 e Dior sembra strano ma in realtà ha perfettamente senso sia per A24 che per Dior Per i prossimi due anni il brand diverrà main partner del Cherry Lane Theatre di New York, istituzione centenaria acquisita da A24 nel 2023
Il nuovo corto di Maison Margiela sembra il trailer di un film di Dario Argento Si chiama Anonymity e ricorda molto Suspiria, sia per alcune scene che per la colonna sonora che cita le musiche dei Goblin.
Mamdani ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle Quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l'aria sicura e accettabile. Ora sono consultabili online.
Per la prima volta un’AI ha progettato virus mai esistiti in natura e perfettamente replicabili in laboratorio Una scoperta potenzialmente molto utile per la medicina ma con dei lati inquietanti, per via delle possibili applicazioni dei virus come armi biologiche.

La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio

Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.

04 Giugno 2026

Martin Scorsese ha annunciato una collaborazione con Black Forest Labs, una promettente startup tedesca specializzata nello sviluppo di modelli AI per la generazione di immagini e video. Però solo per le storyboard, ha spiegato, aggiungendo poi che il cinema è ancora un mezzo espressivo giovane e che per questo motivo è fondamentale restare aperti a ogni sua possibile evoluzione.

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Scorsese utilizzerà questa tecnologia per semplificare e accelerare la fase di pre-produzione, traducendo le sue idee in storyboard. Il regista specifica che non c’è alcuna intenzione –  almeno per il momento – di inserire sequenze generate interamente dall’algoritmo all’interno dei suoi film. L’obiettivo è ottimizzare i tempi e i flussi di lavoro, un aspetto cruciale nell’industria cinematografica – soprattutto in quella hollywoodiana – in cui ogni giorno di produzione in più ha costi esorbitanti. Tuttavia la decisione di Scorsese ha riacceso il dibattito sull’uso dell’AI nelle arti e sugli effetti terribili che questo sdoganamento avrà sui lavoratori del cinema. Molti addetti ai lavori vedono in questa uscita di Scorsese un pericoloso precedente, un endorsement le cui conseguenze saranno persone molto meno ricche, famose e professionalmente affermate di Scorsese. Karla Ortiz, famosa concept artist che ha lavorato, tra le altre cose, a numerose produzioni Marvel, ha espresso il proprio dissenso sui social, accusando il regista di calpestare il lavoro e la dignità di tutti gli storyboard artist, sfruttando la sua immensa influenza culturale per legittimare strumenti controversi (per usare un eufemismo)

Sulla stessa linea si è schierato Samuel Deats, regista della serie animata Castlevania, il quale ha ribadito come non esistano giustificazioni per chi utilizza dei software che funzionano solo perché hanno “studiato” il lavoro di esseri umani, professionisti il cui lavoro è stato dato in pasto alle AI a fini di addestramento senza che venisse chiesto loro alcun consenso e senza che ricevessero la benché minima remunerazione. Persino un gigante come Steven Spielberg ha voluto tracciare un confine tra ciò che può essere accettabile e ciò che assolutamente non lo è quando si tratta di AI e cinema: va bene usarla come supporto tecnico, ma è assolutamente da rifiutare e da combattere l’idea che le macchine possano entrare nel processo creativo. Soprattutto se n questa pseudo transizione degli esseri umani perdono il lavoro. 

Ma l’osservazione più efficace sull’uscita di Scorsese a sostegno dell’AI l’ha fatta un utente di Instagram, simp_for_cinema, commentando il video con cui Black Forest Labs ha annunciato la sua collaborazione con Scorsese. Ricordando i tempi in cui il regista aveva accusato i film di supereroi di essere la morte del cinema, l’utente scrive: «Okay so Marvel was killing Cinema but AI is not?».

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