Si spera così di fermare la Clubsterben, la morte dei club, una crisi gravissima che in questi anni ha portato alla chiusura di decine di locali storici.
La notizia di Martin Scorsese che decide di usare l’AI per disegnare gli storyboard dei suoi film non poteva essere accolta peggio
Il regista ha annunciato una collaborazione con una start up AI tedesca. La reazione è stata notevolmente negativa.
Martin Scorsese ha annunciato una collaborazione con Black Forest Labs, una promettente startup tedesca specializzata nello sviluppo di modelli AI per la generazione di immagini e video. Però solo per le storyboard, ha spiegato, aggiungendo poi che il cinema è ancora un mezzo espressivo giovane e che per questo motivo è fondamentale restare aperti a ogni sua possibile evoluzione.
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Scorsese utilizzerà questa tecnologia per semplificare e accelerare la fase di pre-produzione, traducendo le sue idee in storyboard. Il regista specifica che non c’è alcuna intenzione – almeno per il momento – di inserire sequenze generate interamente dall’algoritmo all’interno dei suoi film. L’obiettivo è ottimizzare i tempi e i flussi di lavoro, un aspetto cruciale nell’industria cinematografica – soprattutto in quella hollywoodiana – in cui ogni giorno di produzione in più ha costi esorbitanti. Tuttavia la decisione di Scorsese ha riacceso il dibattito sull’uso dell’AI nelle arti e sugli effetti terribili che questo sdoganamento avrà sui lavoratori del cinema. Molti addetti ai lavori vedono in questa uscita di Scorsese un pericoloso precedente, un endorsement le cui conseguenze saranno persone molto meno ricche, famose e professionalmente affermate di Scorsese. Karla Ortiz, famosa concept artist che ha lavorato, tra le altre cose, a numerose produzioni Marvel, ha espresso il proprio dissenso sui social, accusando il regista di calpestare il lavoro e la dignità di tutti gli storyboard artist, sfruttando la sua immensa influenza culturale per legittimare strumenti controversi (per usare un eufemismo)
Sulla stessa linea si è schierato Samuel Deats, regista della serie animata Castlevania, il quale ha ribadito come non esistano giustificazioni per chi utilizza dei software che funzionano solo perché hanno “studiato” il lavoro di esseri umani, professionisti il cui lavoro è stato dato in pasto alle AI a fini di addestramento senza che venisse chiesto loro alcun consenso e senza che ricevessero la benché minima remunerazione. Persino un gigante come Steven Spielberg ha voluto tracciare un confine tra ciò che può essere accettabile e ciò che assolutamente non lo è quando si tratta di AI e cinema: va bene usarla come supporto tecnico, ma è assolutamente da rifiutare e da combattere l’idea che le macchine possano entrare nel processo creativo. Soprattutto se n questa pseudo transizione degli esseri umani perdono il lavoro.
Ma l’osservazione più efficace sull’uscita di Scorsese a sostegno dell’AI l’ha fatta un utente di Instagram, simp_for_cinema, commentando il video con cui Black Forest Labs ha annunciato la sua collaborazione con Scorsese. Ricordando i tempi in cui il regista aveva accusato i film di supereroi di essere la morte del cinema, l’utente scrive: «Okay so Marvel was killing Cinema but AI is not?».