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21:02 lunedì 13 luglio 2026
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».
C’è una biologa che vuole fare in modo che le donne abbiano il ciclo mestruale solo 3 volte all’anno Secondo Hongmei Wang ridurre il ciclo potrebbe essere un modo per estendere il periodo riproduttivo femminile e, quindi, ingannare il cosiddetto orologio biologico.
Secondo gli ultimi dati, durante l’ondata di calore di giugno in Europa ci sono stati 10 mila morti in eccesso rispetto a un anno fa Gli scienziati del World Weather Attribution affermano che le ondate di caldo di giugno sarebbero state «impossibili» senza il cambiamento climatico.
Alberto Angela che intervista Christopher Nolan e Matt Damon è la trovata promozionale che l’Odissea si merita e di cui ha bisogno L'intervista andrà in onda il 12 luglio, in prima serata su Rai 1, nella premiere della nuova stagione di Noos.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.

Come le palme sono arrivate a Los Angeles

10 Luglio 2018

Dici Los Angeles, dici palme. Non tutti però sanno che le palme a Los Angeles sono un’introduzione relativamente recente. Come ci sono arrivate, allora? Su Atlas Obscura, Dan Nosowitz racconta la storia di come «le palme, sebbene non siano native di Los Angeles e anzi siano arrivate qui di recente, sono diventate l’elemento più iconico della città». Se uno dovesse guardare un’illustrazione di Los Angeles di metà Ottocento, una delle prime cose che noterebbe è che di palme non si vede l’ombra. L’introduzione di questi tipi di albero (anche se, tecnicamente, non sono alberi) risale all’arrivo della ferrovia in città, e alla conseguente speculazione edilizia: «Quando la ferrovia arrivò a Los Angeles, negli anni Ottanta dell’Ottocento, gli speculatori realizzarono che questo enorme posto vuoto sarebbe diventato un’ottima opportunità per vendere la terra», scrive Nosowitz. Già, ma come convincere la gente a «trasferirsi nel bel mezzo del deserto»? Ed è qui che arrivano le palme.

Le palme furono introdotte per tre ragioni. Primo, andava riempito dello spazio. Secondo, sono facili da spostare, piantare e non richiedono grande manutenzione. Terzo, ricordavano la Riviera francese, che faceva molto chic. Le palme non sono native né della California, né della Riviera francese. Esistono, sostiene l’autore, soltanto due specie di palme native dell’Europa mediterranea, che però non si sono diffuse un gran che; mentre nel Medio Oriente sono diffusissime e crescono naturalmente (a sua volta, come raccontavamo in un pezzo qui su Studio, in Medio Oriente probabilmente erano state importate dall’Africa e/o dall’Asia meridionale). Il risultato è che le palme hanno assunto una valenza religiosa: si iniziò a spostarle per celebrare la Domenica delle Palme e altre cerimonie palme-related.

Los Angeles Palme

Così si scoprì che erano proprio pratiche da trapiantare. «Spostarle è incredibilmente facile: non hanno radici complesse come le querce, ma soltanto una radice sferica e densa. È facile sradicarle e trasportarle, senza contare che, una volta piantate, le palme non faticano un gran che ad ambientarsi: basta avere acqua e sole». Un’altra cosa che le faceva amare dai costruttori era che le palme, a differenza di altri alberi, «non dimostrano grande differenze individuali». Siccome sono tutte uguali, è più facile piantarle in serie immaginando l’effetto che faranno.

Verso la metà del Diciannovesimo secolo, scrive sempre Nosowitz, la Riviera francese, che prima non interessava a nessuno, cominciò a diventare popolare, un po’ perché la visitavano degli scrittori famosi e un po’ perché a quei tempi i medici consigliavano quel tipo di clima a chi se lo poteva permettere. Ci fu un boom edilizio e ai costruttori francesi venne l’idea di piantare un sacco di palme. I costruttori di Los Angeles, dove il boom edilizio fu di poco successivo, copiarono l’idea da lì. Importarono le palme, per ovvie ragioni, non dalla Francia ma dal Messico, che a sua volta le aveva importate dal Medio Oriente per ragioni religiose. Un effetto non previsto però fu che le palme messicane, una volta trapiantate a Los Angeles, crebbero a dismisura. Presto divennero il simbolo della città e, di conseguenza, di Hollywood e della bella vita californiana: «Quando le palme si consolidarono a Los Angeles, l’industria del cinema e della tv le rese popolari».

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