Hype ↓
15:29 martedì 24 marzo 2026
Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.
A causa dei depositi di petrolio colpiti dalle bombe, a Teheran c’è anche un gravissimo problema di inquinamento dell’aria Molti cittadini di Teheran hanno raccontato di star soffrendo da giorni di mal di testa, irritazione a occhi e pelle e difficoltà respiratorie.
Tajani al seggio che vota Sì è diventato l’involontario e perfetto meme che celebra la vittoria del No La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.
Paul Thomas Anderson avrebbe riscritto la sceneggiatura del nuovo film di Scorsese per fare un favore a DiCaprio, e non è la prima volta che succede Era già successo con Killers of the Flower Moon, adesso la storia si ripete con il nuovo film di Scorsese, What Happens at Night. Sempre su richiesta (insistente) di Leo.
Dopo Bad Bunny e John Galliano, Zara fa la tripletta lanciando una collezione fatta assieme a Willy Chavarria La collezione si chiama Vatísimo e celebra le origini ispaniche del designer, con un video dove la protagonista è la top model degli anni '90 Christy Turlington.
Chappell Roan è diventata la persona più odiata del Brasile per colpa della sua guardia del corpo, di una bambina, di un calciatore, di un attore, di un sindaco e dei social La bodyguard ha rimproverato una bimba che si era avvicinata alla cantante. Poi si è scoperto che la bimba è figlia di persone molto famose e con molti follower sui social.
Le elezioni in Slovenia sono state così combattute che è dovuto scendere in campo pure Slavoj Žižek, con un video molto Slavoj Žižek in cui invitava ad andare a votare «Prendetevi 10 o 20 minuti domenicali per fare un salto alle urne, così poi potete andare a guardare una buona serie tv», questo il suo invito.
Nonostante la domanda continui ad aumentare, il prezzo dell’Ozempic e dei farmaci simili sta scendendo moltissimo La scadenza dei brevetti e la competizione tra aziende farmaceutiche sta facendo crollare i prezzi, a partire dagli Stati Uniti.

I 10 migliori libri del 2020 (fino a questo momento)

Tempo di bilanci di metà anno: quali sono i libri usciti in Italia da gennaio che ci sono più piaciuti?

di Studio
01 Luglio 2020

Per l’editoria, come per quasi tutto, i primi sei mesi di quest’anno sono difficilmente giudicabili: librerie chiuse, uscite rinviate, piani completamente rivoluzionati. Ma ovviamente abbiamo continuato a leggere e anzi forse lo abbiamo fatto di più, magari meno nuove uscite di prima, e forse alcuni di quei libri che non eravamo mai riusciti a finire (compreso qualche classico fondamentale). Il tradizionale punto di metà anno però lo abbiamo conservato perché di materiale ce n’era a sufficienza. Pur con qualche deroga al principio delle nuove uscite (si trovano in questa lista una riedizione e un libro uscito solo in ebook), questi dieci sono i libri usciti da gennaio a oggi che sono più piaciuti alla redazione.

Emanuele Trevi – Due vite (Neri Pozza)
Per Davide Coppo, che ne ha scritto su Studio: «Potrebbe essere difficile convincere un potenziale lettore della meraviglia di questo piccolissimo libro, e mi viene da ripetere la parola “grazia”, che ho già usato poco sopra, come ingrediente fondamentale. Delicatezza, anche: Due vite sembra un esercizio o una sfida di Trevi con se stesso». Il libro racconta le vite, appunto di due persone molto vicine allo scrittore romano, i due scrittori scomparsi Rocco Carbone e Pia Pera.

Ben Lerner – Topeka School (Sellerio), trad. Martina Testa
Attesissimo alla terza prova dopo Un uomo di passaggio (Neri Pozza) e Nel mondo a venire (Sellerio), con Topeka School Ben Lerner sembra aver convinto molto e un po’ tutti. Su Studio Fabrizio Spinelli ha detto che il romanzo si offre «come una costellazione di scene madri, di riti di passaggio, di nuclei narrativi ossessivi e dalla valenza altamente formativa per chi vi è implicato, scene che riaccadono identiche ma differenti, in nuovi contesti, in altre epoche, con altre funzioni, come tante ripetizioni dinamiche. Tutto ciò contribuisce a rendere il romanzo una sorta di interminabile seduta psicanalitica intergenerazionale».

V. S. Naipaul – Dolore (Adelphi), trad. Matteo Codignola
È uscito tra i primi tre titoli della collana sperimentale creata da Adelphi per la quarantena, i Microgrammi. Solo in ebook, quindi. Solo poche pagine, inedite in Italia, e apparse per la prima volta sul New Yorker a gennaio 2020. È la storia di un gatto. Ed è la storia di una vita. Condensata, ma con una quantità indimenticabile di scintille rivelatrici. Fa sempre bene (e provoca anche qualche fitta di dolore) ritrovarsi di fronte ai grandi scrittori e ricordarsi che bastano poche pagine, poche righe. Con molto stile, però.

V. S. Naipaul nel 1973 (Getty)

Claudio Giunta – Le alternative non esistono (il Mulino)
Cosa resterà di intellettuali, scrittori, giornalisti, agitatori culturali, se perfino Tommaso Labranca è stato velocemente dimenticato? Arnaldo Greco ha scritto su Studio che quello di Giunta è «un approfondito saggio in cui restituisce l’abilità di Labranca nell’aver letto i tempi prima di molti suoi contemporanei e, perfino, meglio di suoi più noti predecessori. Ma, allo stesso tempo, va molto oltre la critica letteraria e prova a ricostruire un aspetto più complicato della vicenda umana di Labranca: perché una persona di enorme talento non viene riconosciuta?».

Ocean Vuong – Brevemente risplendiamo sulla terra (La Nave di Teseo), trad. Claudia Durastanti
Per Davide Coppo quello del 32enne scrittore americano di origine vietnamita è uno di quei  «libri coraggiosi, che imbracciano il coraggio nell’essere sfacciatamente sentimentali, nel non rispettare una struttura formale prestabilita, nel non temere il canone o le abitudini». È un romanzo di formazione e di denuncia – la violenza, l’integrazione – e certamente è anche una storia americana, dalla Guerra del Vietnam alle nuove risacche di razzismo trumpiane.

Philippe Lançon – La traversata (edizioni e/o), trad. Alberto Bracci Testasecca
Uscito in Francia nel 2018, dove ha vinto il premio Femina e quello Renaudot, e a gennaio è arrivato in Italia per e/o, quello di Philippe Lançon è per Silvia Schirinzi «un libro colto, pieno di pezzi di storia di Francia e di vita del suo autore, critico culturale per Libération e Charlie Hebdo e uno dei sopravvissuti all’attentato del 7 gennaio 2015». Lançon parla di giornalismo, di critica, di cerchie di intellettuali e di satira, ma parla soprattuto del suo corpo, della mascella distrutta e delle moltissime operazioni che gli hanno ricostruito il volto, di chi entra ed esce dalla sua stanza e dei campanelli suonati dai pazienti che a un certo punto della notte lo riportano alla brutalità della sua situazione.

Parigi 7 gennaio 2019, quarto anniversario dell’attentato a Charlie Hebdo (Photo by STEPHANE DE SAKUTIN / AFP) (Photo by STEPHANE DE SAKUTIN/AFP via Getty Images)

Anna Fifield – Il grande successore (Blackie Edizioni), trad. Lorenzo Vetta
Anna Fifield, giornalista neozelandese firma del Washington Post tra le maggiori esperte di Corea del Nord, è autrice de Il grande successore, arrivato in Italia per Blackie Edizioni. Leggerlo serve per andare oltre i meme e le imbarazzanti analisi geopolitiche di chi a Pyongyang non ci ha mai messo piede: ricostruisce la storia del Paese e della “dinastia” Kim, i cambiamenti avvenuti sotto i tre leader (Kim Il-sung, Kim Jong-il e Kim Jong-un), tra ideologie che sconfinano nell’epica ancestrale, mercati dove si spacciano chiavette con canzoni K-pop e K-drama e i prodotti beauty del Sud, ostinati programmi nucleari e la Pyonghattan con i caffè dove nessuno entra se non i figli dell’élite, che comprano anche borse di Gucci e Chanel. Soprattutto, fa un ritratto dell’unico dittatore Millennial, che ha studiato svogliatamente in Svizzera, quasi sicuramente ha la gotta ed è molto meno pazzo di quanto l’Occidente pensa.

Charlotte Beradt – Il Terzo Reich dei sogni (Meltemi), trad. Ingrid Harbach
In un momento come l’inizio della quarantena in cui tutti non facevano altro che sostenere di sognare di più e in modo di diverso da prima, Meltemi ha ristampato questo libro (precedentemente pubblicato da Einaudi) che parla di sogni fatti in un regime totalitario. Cioè li racconta proprio, parola per parola. Il libro, infatti, è un lavoro portato avanti con lungimiranza dalla giornalista Charlotte Beradt che dal 1933 al 1939 – anno in cui emigrò negli Stati Uniti – si fece raccontare i sogni da circa 300 tedeschi e poi portò con sé il materiale raccolto, che venne pubblicato per la prima volta nel 1966. Cristiano de Majo ha osservato che «la cosa sorprendente è che in queste pagine non vi sono sogni truculenti e orrorifici, ma un tono di fondo che si potrebbe definire kafkiano». Un libro fondamentale per la quarantena e oltre.

Stephen Markley – Ohio (Einaudi Stile Libero), trad. Cristiana Mennella
Ambientato in un’immaginaria città-microcosmo dell’angoscia suburbana, la storia di questo romanzo si concentra su dieci ex studenti, i cui errori giovanili e i logoranti intrecci amorosi li perseguitano ancora un decennio più tardi: in una notte d’estate del 2013, quando alcuni di loro si ritrovano nello stesso luogo, in un arco temporale di quasi 12 ore, svelando segreti, tradimenti, rimpianti, e dando vita a quattro romanzi diversi e quattro prospettive differenti. Per Corinne Corci «un romanzo intenso, doloroso, da leggere».

William Dalrymple, Anita Anand – Koh-i-Nur (Adelphi), trad. Svevo D’Onofrio
Un libro che ci fa ricordare del potere che gli oggetti hanno sugli uomini, questa storia della pietra preziosa più famosa (non per forza più preziosa) del mondo è stata per Cristiano de Majo tra le letture «più piacevoli dell’anno», «a metà tra un film di Indiana Jones (Il tempio maledetto sembra proprio ispirato dai luoghi e dalla storia del diamante) –  e un preziosissimo manuale di storie e di personaggi di regni lontani e potentissimi».

Articoli Suggeriti
Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli

Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.

Paul Thomas Anderson avrebbe riscritto la sceneggiatura del nuovo film di Scorsese per fare un favore a DiCaprio, e non è la prima volta che succede

Era già successo con Killers of the Flower Moon, adesso la storia si ripete con il nuovo film di Scorsese, What Happens at Night. Sempre su richiesta (insistente) di Leo.

Leggi anche ↓
Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli

Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.

Paul Thomas Anderson avrebbe riscritto la sceneggiatura del nuovo film di Scorsese per fare un favore a DiCaprio, e non è la prima volta che succede

Era già successo con Killers of the Flower Moon, adesso la storia si ripete con il nuovo film di Scorsese, What Happens at Night. Sempre su richiesta (insistente) di Leo.

The Immortal Man è il funerale che Tommy Shelby e i fan di Peaky Blinders si meritavano

Uscito il 20 marzo su Netflix il film celebra, una canzone post-punk dopo l’altra, la fine della saga per come l’abbiamo conosciuta e imparata ad amare.

È uscita una playlist dedicata a Mark Fisher da ascoltare prima di vedere il film su Mark Fisher

O anche prima, durante e dopo la lettura del suo testo postumo appena pubblicato da Einaudi, Materialismo Gotico.

La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità su Chuck Norris

In pochi hanno visto i suoi film, pochissimi al di sotto dell'età pensionabile hanno visto Walker Texas Ranger, nessuno conosce le sue terribili idee politiche, ma tutti hanno visto i meme basati su di lui. Ed è quello che oggi piangiamo: non Norris, ma l'internet della nostra giovinezza.

Hachette ha cancellato l’uscita di un romanzo horror molto atteso perché si è scoperto che l’autrice l’ha scritto usando l’AI

L’autrice di Shy Girl, Mia Ballard, si è difesa sostenendo che a usare l'AI non è stata lei ma un suo conoscente al quale aveva affidato il compito di correggere le bozze.