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Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.
Il Cern ha annunciato che il Large Hadron Collider, il più grande acceleratore di particelle del mondo, resterà spento per cinque anni a causa di lavori di manutenzione Lo stop durerà almeno fino al 2030 e servirà a potenziare il LHC, in modo da usarlo in futuro per esperimenti ancora più ambiziosi.
Una delle ragioni per cui Maduro è stato catturato sarebbero i balletti che faceva in pubblico e che infastidivano Trump Trump avrebbe interpretato quei gesti come una provocazione e avrebbe quindi deciso di dimostrare che le precedenti minacce non erano un bluff.
Gli sciamani peruviani che ogni anno predicono il futuro avevano predetto la caduta di Maduro Durante l'abituale cerimonia di fine anno avevano avvertito della cattura del presidente venezuelano, e pure di un'imminente e grave malattia di Trump.
A nemmeno quarantott’ore dal colpo di Stato in Venezuela, Trump ha già minacciato altri quattro Paesi Stando a quello che ha detto Trump, i prossimi a doversi preoccupare sono Cuba, Colombia, Groenlandia e pure il Messico.
Le azioni di Warner Bros. sono salite del 170 per cento da quando è iniziato il triangolo con Netflix e Paramount L'offerta d'acquisizione di Netflix e la battaglia con Paramount hanno trasformato Warner nel titolo più desiderato del 2025.
Xavier Dolan ha confermato che non è più in pensione e che quest’anno girerà un nuovo film Dopo aver annunciato l’addio al cinema nel 2023, il regista ha deciso di tornare a lavoro e ha mostrato una nuova sceneggiatura su Instagram.

I 10 migliori libri del 2020 (fino a questo momento)

Tempo di bilanci di metà anno: quali sono i libri usciti in Italia da gennaio che ci sono più piaciuti?

di Studio
01 Luglio 2020

Per l’editoria, come per quasi tutto, i primi sei mesi di quest’anno sono difficilmente giudicabili: librerie chiuse, uscite rinviate, piani completamente rivoluzionati. Ma ovviamente abbiamo continuato a leggere e anzi forse lo abbiamo fatto di più, magari meno nuove uscite di prima, e forse alcuni di quei libri che non eravamo mai riusciti a finire (compreso qualche classico fondamentale). Il tradizionale punto di metà anno però lo abbiamo conservato perché di materiale ce n’era a sufficienza. Pur con qualche deroga al principio delle nuove uscite (si trovano in questa lista una riedizione e un libro uscito solo in ebook), questi dieci sono i libri usciti da gennaio a oggi che sono più piaciuti alla redazione.

Emanuele Trevi – Due vite (Neri Pozza)
Per Davide Coppo, che ne ha scritto su Studio: «Potrebbe essere difficile convincere un potenziale lettore della meraviglia di questo piccolissimo libro, e mi viene da ripetere la parola “grazia”, che ho già usato poco sopra, come ingrediente fondamentale. Delicatezza, anche: Due vite sembra un esercizio o una sfida di Trevi con se stesso». Il libro racconta le vite, appunto di due persone molto vicine allo scrittore romano, i due scrittori scomparsi Rocco Carbone e Pia Pera.

Ben Lerner – Topeka School (Sellerio), trad. Martina Testa
Attesissimo alla terza prova dopo Un uomo di passaggio (Neri Pozza) e Nel mondo a venire (Sellerio), con Topeka School Ben Lerner sembra aver convinto molto e un po’ tutti. Su Studio Fabrizio Spinelli ha detto che il romanzo si offre «come una costellazione di scene madri, di riti di passaggio, di nuclei narrativi ossessivi e dalla valenza altamente formativa per chi vi è implicato, scene che riaccadono identiche ma differenti, in nuovi contesti, in altre epoche, con altre funzioni, come tante ripetizioni dinamiche. Tutto ciò contribuisce a rendere il romanzo una sorta di interminabile seduta psicanalitica intergenerazionale».

V. S. Naipaul – Dolore (Adelphi), trad. Matteo Codignola
È uscito tra i primi tre titoli della collana sperimentale creata da Adelphi per la quarantena, i Microgrammi. Solo in ebook, quindi. Solo poche pagine, inedite in Italia, e apparse per la prima volta sul New Yorker a gennaio 2020. È la storia di un gatto. Ed è la storia di una vita. Condensata, ma con una quantità indimenticabile di scintille rivelatrici. Fa sempre bene (e provoca anche qualche fitta di dolore) ritrovarsi di fronte ai grandi scrittori e ricordarsi che bastano poche pagine, poche righe. Con molto stile, però.

V. S. Naipaul nel 1973 (Getty)

Claudio Giunta – Le alternative non esistono (il Mulino)
Cosa resterà di intellettuali, scrittori, giornalisti, agitatori culturali, se perfino Tommaso Labranca è stato velocemente dimenticato? Arnaldo Greco ha scritto su Studio che quello di Giunta è «un approfondito saggio in cui restituisce l’abilità di Labranca nell’aver letto i tempi prima di molti suoi contemporanei e, perfino, meglio di suoi più noti predecessori. Ma, allo stesso tempo, va molto oltre la critica letteraria e prova a ricostruire un aspetto più complicato della vicenda umana di Labranca: perché una persona di enorme talento non viene riconosciuta?».

Ocean Vuong – Brevemente risplendiamo sulla terra (La Nave di Teseo), trad. Claudia Durastanti
Per Davide Coppo quello del 32enne scrittore americano di origine vietnamita è uno di quei  «libri coraggiosi, che imbracciano il coraggio nell’essere sfacciatamente sentimentali, nel non rispettare una struttura formale prestabilita, nel non temere il canone o le abitudini». È un romanzo di formazione e di denuncia – la violenza, l’integrazione – e certamente è anche una storia americana, dalla Guerra del Vietnam alle nuove risacche di razzismo trumpiane.

Philippe Lançon – La traversata (edizioni e/o), trad. Alberto Bracci Testasecca
Uscito in Francia nel 2018, dove ha vinto il premio Femina e quello Renaudot, e a gennaio è arrivato in Italia per e/o, quello di Philippe Lançon è per Silvia Schirinzi «un libro colto, pieno di pezzi di storia di Francia e di vita del suo autore, critico culturale per Libération e Charlie Hebdo e uno dei sopravvissuti all’attentato del 7 gennaio 2015». Lançon parla di giornalismo, di critica, di cerchie di intellettuali e di satira, ma parla soprattuto del suo corpo, della mascella distrutta e delle moltissime operazioni che gli hanno ricostruito il volto, di chi entra ed esce dalla sua stanza e dei campanelli suonati dai pazienti che a un certo punto della notte lo riportano alla brutalità della sua situazione.

Parigi 7 gennaio 2019, quarto anniversario dell’attentato a Charlie Hebdo (Photo by STEPHANE DE SAKUTIN / AFP) (Photo by STEPHANE DE SAKUTIN/AFP via Getty Images)

Anna Fifield – Il grande successore (Blackie Edizioni), trad. Lorenzo Vetta
Anna Fifield, giornalista neozelandese firma del Washington Post tra le maggiori esperte di Corea del Nord, è autrice de Il grande successore, arrivato in Italia per Blackie Edizioni. Leggerlo serve per andare oltre i meme e le imbarazzanti analisi geopolitiche di chi a Pyongyang non ci ha mai messo piede: ricostruisce la storia del Paese e della “dinastia” Kim, i cambiamenti avvenuti sotto i tre leader (Kim Il-sung, Kim Jong-il e Kim Jong-un), tra ideologie che sconfinano nell’epica ancestrale, mercati dove si spacciano chiavette con canzoni K-pop e K-drama e i prodotti beauty del Sud, ostinati programmi nucleari e la Pyonghattan con i caffè dove nessuno entra se non i figli dell’élite, che comprano anche borse di Gucci e Chanel. Soprattutto, fa un ritratto dell’unico dittatore Millennial, che ha studiato svogliatamente in Svizzera, quasi sicuramente ha la gotta ed è molto meno pazzo di quanto l’Occidente pensa.

Charlotte Beradt – Il Terzo Reich dei sogni (Meltemi), trad. Ingrid Harbach
In un momento come l’inizio della quarantena in cui tutti non facevano altro che sostenere di sognare di più e in modo di diverso da prima, Meltemi ha ristampato questo libro (precedentemente pubblicato da Einaudi) che parla di sogni fatti in un regime totalitario. Cioè li racconta proprio, parola per parola. Il libro, infatti, è un lavoro portato avanti con lungimiranza dalla giornalista Charlotte Beradt che dal 1933 al 1939 – anno in cui emigrò negli Stati Uniti – si fece raccontare i sogni da circa 300 tedeschi e poi portò con sé il materiale raccolto, che venne pubblicato per la prima volta nel 1966. Cristiano de Majo ha osservato che «la cosa sorprendente è che in queste pagine non vi sono sogni truculenti e orrorifici, ma un tono di fondo che si potrebbe definire kafkiano». Un libro fondamentale per la quarantena e oltre.

Stephen Markley – Ohio (Einaudi Stile Libero), trad. Cristiana Mennella
Ambientato in un’immaginaria città-microcosmo dell’angoscia suburbana, la storia di questo romanzo si concentra su dieci ex studenti, i cui errori giovanili e i logoranti intrecci amorosi li perseguitano ancora un decennio più tardi: in una notte d’estate del 2013, quando alcuni di loro si ritrovano nello stesso luogo, in un arco temporale di quasi 12 ore, svelando segreti, tradimenti, rimpianti, e dando vita a quattro romanzi diversi e quattro prospettive differenti. Per Corinne Corci «un romanzo intenso, doloroso, da leggere».

William Dalrymple, Anita Anand – Koh-i-Nur (Adelphi), trad. Svevo D’Onofrio
Un libro che ci fa ricordare del potere che gli oggetti hanno sugli uomini, questa storia della pietra preziosa più famosa (non per forza più preziosa) del mondo è stata per Cristiano de Majo tra le letture «più piacevoli dell’anno», «a metà tra un film di Indiana Jones (Il tempio maledetto sembra proprio ispirato dai luoghi e dalla storia del diamante) –  e un preziosissimo manuale di storie e di personaggi di regni lontani e potentissimi».

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