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09:16 giovedì 26 febbraio 2026
L’Isis sta invitando i suoi miliziani a imparare a usare l’AI per diventare «jihadisti migliori» E sta fornendo anche delle pratiche guide per capire quale delle numerose AI oggi disponibile si presta meglio a ogni jihadistico proposito.
Un’artista ha passato gli ultimi 12 anni a girare un remake di Titanic identico inquadratura per inquadratura a quello di James Cameron L'opera è dell'artista cilena Claudia Bitrán, si intitola Titanic, A Deep Emotion e verrà esposta alla Cristin Tierney Gallery di New York.
Dopo la giacca dedicata agli Oasis, Lidl ci riprova con una borsa a forma di carrello della spesa La trolley bag firmata dallo studio di design di Nik Bentel si può vincere iscrivendosi a un concorso sul profilo Ig della catena di supermercati
A Milano ha aperto BAOL, la prima biblioteca a offerta libera della città, pensata per i lettori in difficoltà economiche Si trova in viale Molise n. 47 e funziona così: chi vuole prendere in prestito, prende in prestito; chi vuole comprare, paga quel che può.
Un partito dell’estrema destra polacca che si chiama Nuova speranza, come un film di Star Wars, ha dovuto cambiare nome e ora si chiama L’impero colpisce ancora, come un film di Star Wars Il curioso cambio di nome è stato necessario per evitare la cancellazione, decisa da una sentenza di un tribunale di Varsavia per questioni finanziarie.
Aimee Lou Wood sarà Jane Eyre in una nuova serie che certifica come le sorelle Brontë siano tornate di moda Dopo il successo di "Cime tempestose" anche il classico di Charlotte Brontë avrà un nuovo adattamento, con protagonista la star di Sex Education.
Cinque anni dopo lo scioglimento, i Daft Punk hanno pubblicato un nuovo video Si tratta del video ufficiale di "Human After All" e contiene immagini Electroma, il loro film di fantascienza del 2006.
Una battaglia di palle di neve organizzata in un parco di New York è degenerata quando i partecipanti hanno iniziato a prendere a palle di neve la polizia Degenerata nel vero senso della parola: due agenti sono finiti al pronto soccorso e la polizia sta dando la caccia a due degli "aggressori".

Hamas ha consegnato agli ostaggi israeliani liberati dei “souvenir” della loro prigionia

20 Gennaio 2025

Dopo quindici mesi di guerra, alle 10:15 ora locale (11:15 in Italia) di domenica 19 gennaio nella Striscia di Gaza è entrato in vigore il cessate il fuoco concordato da Hamas e dal governo dello Stato d’Israele. L’accordo tra le parti prevede in questa prima fase la liberazione da parte di Hamas di 33 ostaggi israeliani (i primi sono tre donne, tenute prigioniere per 471 giorni) e di 90 prigionieri palestinesi – tutti donne e minori – da parte di Israele. Le immagini della consegna delle tre prigioniere israeliane alla Croce rossa, avvenuta nella giornata di ieri a Gaza City, in piazza Saraya, sono dappertutto: sui siti, sui social, sui giornali, ai telegiornali. In queste immagini, c’è un dettaglio evidenziato da diversi media israeliani (tra cui The Times of Israel) e internazionali: delle buste che i miliziani di Hamas hanno consegnato alle tre donne appena liberate.

Attraverso i loro canali, le brigate Izzedine al-Qassam (il braccio armato di Hamas) hanno diffuso un video in cui si vedono Romi Gonen, Doron Steinbrecher e Emily Damari ricevere delle buste con sopra attaccato una specie di “adesivo” con il simbolo delle brigate stesse. Secondo l’agenzia israeliane Ynet, nelle buste c’erano foto delle tre donne scattate durante la loro prigionia (al momento di questa ricostruzione non c’è nessun’altra conferma). Oltre alle buste, Gonen, Steinbrecher e Damari hanno anche ricevuto dei “certificati” che ne ufficializzerebbero la liberazione. Anche della consegna di questi documenti è stato fatto un video poi diffuso sui canali di Hamas.

Stando all’accordo tra Hamas e Israele, nelle prossime sei settimane dovranno essere liberati altri 30 ostaggi israeliani (il governo dice che ne restano ancora 61, 58 catturati il 7 ottobre, 3 prima di quella data, 34 di questi sono presunti morti). Per quanto riguarda i prigionieri palestinesi, dopo i primi usciti dalla prigione di Ofer, in Cisgiordania, Israele ne libererà quasi altri 1900.

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