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15:27 mercoledì 29 aprile 2026
Quest’anno in concorso al Festival di Cannes ci sono soltanto film lunghissimi Oltre la metà durano più di due ore, ben otto superano le due ore e mezza, ce n'è uno che arriva a tre ore e un quarto.
Il Met Gala starebbe abbassando i prezzi perché con Jeff Bezos e Lauren Sánchez a finanziarlo nessuno ha granché voglia di andarci Dagli iniziali 75 mila dollari per l'ingresso e 350 mila per un tavolo da 10, i prezzi adesso si starebbero abbassando sensibilmente.
Con tutto quello che sta succedendo nel mondo, Donald e Melania Trump stanno impiegando tempo ed energie per litigare con Jimmy Kimmel (di nuovo) Stavolta i Trump si sono arrabbiati per una battuta in cui Kimmel definiva Melania «una vedova in divenire».
Acne Paper ha messo in mostra per la prima volta 70 disegni di René Bouché che ritraggono 70 donne che hanno fatto la storia Tra i ritratti dello storico illustratore di Vogue compaiono i volti di Lee Radziwill, Billie Holiday, Helena Rubinstein e Babe Paley.
Adesso anche TikTok fa la sua classifica dei bestseller Uscirà ogni mese e incrocerà le vendite dei libri con le visualizzazioni che i contenuti dedicati a quel libro ottengono sul social.
Quentin Tarantino ha fatto di tutto per fare il film crossover di Django e Zorro, ha convinto un produttore a finanziarlo ma all’ultimo momento ha detto che lui non ha voglia di dirigerlo Film basato, tra l'altro, su un fumetto scritto dallo stesso Tarantino. Che però, a quanto pare, di tornare sul set non vuole proprio saperne.
Il MoMA di New York ha organizzato una gara di sosia di Marcel Duchamp e della sua alter ego Rrose Sélavy Anche uno dei più importanti e prestigiosi musei del mondo cede al trend dei lookalike contest. L'appuntamento per i sosia è a New York il 30 aprile.
Dopo anni di digitalizzazione, la Svezia reintrodurrà carta e penna nelle scuole per contrastare il crescente analfabetismo di ritorno degli studenti Dopo che nel 2019 era stato deciso l'uso dei dispositivi digitali persino negli asili, ora il Paese spenderà oltre 200 milioni di euro in libri "veri e propri" da usare nelle scuole.

Hamas ha consegnato agli ostaggi israeliani liberati dei “souvenir” della loro prigionia

20 Gennaio 2025

Dopo quindici mesi di guerra, alle 10:15 ora locale (11:15 in Italia) di domenica 19 gennaio nella Striscia di Gaza è entrato in vigore il cessate il fuoco concordato da Hamas e dal governo dello Stato d’Israele. L’accordo tra le parti prevede in questa prima fase la liberazione da parte di Hamas di 33 ostaggi israeliani (i primi sono tre donne, tenute prigioniere per 471 giorni) e di 90 prigionieri palestinesi – tutti donne e minori – da parte di Israele. Le immagini della consegna delle tre prigioniere israeliane alla Croce rossa, avvenuta nella giornata di ieri a Gaza City, in piazza Saraya, sono dappertutto: sui siti, sui social, sui giornali, ai telegiornali. In queste immagini, c’è un dettaglio evidenziato da diversi media israeliani (tra cui The Times of Israel) e internazionali: delle buste che i miliziani di Hamas hanno consegnato alle tre donne appena liberate.

Attraverso i loro canali, le brigate Izzedine al-Qassam (il braccio armato di Hamas) hanno diffuso un video in cui si vedono Romi Gonen, Doron Steinbrecher e Emily Damari ricevere delle buste con sopra attaccato una specie di “adesivo” con il simbolo delle brigate stesse. Secondo l’agenzia israeliane Ynet, nelle buste c’erano foto delle tre donne scattate durante la loro prigionia (al momento di questa ricostruzione non c’è nessun’altra conferma). Oltre alle buste, Gonen, Steinbrecher e Damari hanno anche ricevuto dei “certificati” che ne ufficializzerebbero la liberazione. Anche della consegna di questi documenti è stato fatto un video poi diffuso sui canali di Hamas.

Stando all’accordo tra Hamas e Israele, nelle prossime sei settimane dovranno essere liberati altri 30 ostaggi israeliani (il governo dice che ne restano ancora 61, 58 catturati il 7 ottobre, 3 prima di quella data, 34 di questi sono presunti morti). Per quanto riguarda i prigionieri palestinesi, dopo i primi usciti dalla prigione di Ofer, in Cisgiordania, Israele ne libererà quasi altri 1900.

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