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08:55 lunedì 12 ottobre 2026
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.
La cosa migliore vista su internet questa settimana sono senza dubbio le reaction dei vincitori e delle vincitrici del Nobel alla notizia che avevano vinto il Nobel Pubblicate dagli stessi account social del Premio Nobel. Su tutte, spicca la foto di una esterrefatta Anne Carson.
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower, guadagna un sacco di soldi e vuole venderti un sacco di criptovalute Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre elegante e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.
Un’artista ha realizzato un film su Luigi Mangione fatto solo di soli post su Luigi Mangione Si chiama «Deny, Defend, Depose», dura trenta minuti e Stanya Kahn ha cominciato a raccoglierne il materiale la mattina stessa dell'omicidio di Brian Thompson, andando avanti per più di un anno.
Abbiamo scoperto che in Avengers: Doomsday c'è anche Sandra Hüller solo grazie a Reddit Marvel non l'ha mai annunciato, ma il profilo di una stuntwoman britannica e un commento su Reddit indicano che l'attrice di «Anatomia di una caduta» è nel cast del prossimo film degli Avengers.

L’Europa a cena

Pensieri finger food sullo stato dei discorsi sull'Unione Europea e su come anche i meglio intenzionati tra noi europeisti...

17 Ottobre 2012

Sono a Berlino da poco più di due settimane e, tramite una conoscenza di queste parti, qualche giorno fa mi hanno invitato a una di quelle cene in piedi con una ventina di persone spiluccanti, da cui tipicamente me ne vado più affamato di quando sono arrivato. Eccetto due canadesi ero il solo a non avere passaporto tedesco e la situazione sembrava virare all’imbarazzo fino a quando, appurato che il duo nordamericano maneggiava anche peggio di me l’idioma del luogo (non so come ma pare sia possibile), molto cortesemente l’inglese è stato eletto a lingua franca delle conversazioni. Dopo un paio di bicchieri mi si è avvicinato uno dei presenti, con un gran sospiro e una maschera di costernazione abbassata sul volto; sembrava stesse per chiedermi a che punto fossero i miei calcoli renali o qualcosa del genere – in realtà voleva “solo” sapere come vanno le cose in Italia. Ho detto quel che secondo me c’è da dire, cercando di suonare il più ottimista e fiducioso possibile, e da lì il discorso è scivolato sulla situazione dell’Europa in generale attirando un altro po’ d’invitati e, “a una certa”, pareva che tutti, canadesi inclusi, non parlassero d’altro . Più tardi, mentre tornavo verso casa e, affamatissimo come da copione, dicevo no a un’infinita sfilata di tentazioni gastronomiche, ho riordinato quanto avevo ascoltato e mi sono segnato il paio di appunti che segue.

1- Con piacere ho constatato che nessuno dei presenti – un campione sicuramente troppo omogeneo, trattandosi esclusivamente di 25/35enni berlinesi (o quantomeno tedeschi domiciliati qui), occupati perlopiù in ambito “creativo”*, di indirizzo liberale e con una discreta posizione socio/economica – riteneva, o quantomeno diceva apertamente quel che invece spesso alcuni politici locali si lasciano scappare: che l’Unione Europea è uno sbaglio, che gli anelli forti farebbero meglio a cacciarne gli anelli deboli, che “il Deutsche Mark! Quello sì che era figo!”. Se mi fossi trovato alla festa della Birra di Recklinghausen avrei sicuramente raccolto pareri “leggermente” diversi ma comunque, per quel che può valere, la compattezza di opinioni che ho riscontrato nel mio minuscolo e viziato campione statistico, ha fatto felice il piccolo europeista ingenuo che è in me.

2 – Con meno piacere ho ricavato l’impressione che, quando parlano di Europa, anche i meglio intenzionati tra noi (definisco noi come: noi che crediamo nell’integrazione europea come passo culturale e politico fondamentale ma che non mastichiamo troppo di economia e mercati), che siano italiani, tedeschi o x, tendono a sottovalutare la complessità e la dimensione del processo storico che hanno di fronte e a ristagnare nel contingente. Si può dire che, pur nel più ampio accordo sull’importanza di “fare l’Europa”, i discorsi che ho ascoltato fossero polarizzati essenzialmente su due posizioni. La prima aveva le tonalità emotive del «Oh mio dio! A quali orrende torture stiamo sottoponendo la Grecia!» (per gigantesche e ben note ragioni storiche – un certo tipo teutonico, più a sinistra dell’SPD, si infiamma fino alla vergogna, fino all’auto-flagellazione non appena sente odore di Wagner). La seconda seguiva un canovaccio ben noto a tutti noi: «La Germania ha già fatto i compiti, è ora che li facciano anche gli altri». Queste due posizioni mi sembrano simili, seppure ovviamente speculari, a quelle che noi europei ed europeisti del sud ci rimbalziamo a casa nostra. Da una parte c’è il coro degli auto-deprecatori del Paese (a volte, lo confesso ci canto insieme) «Mio dio che luogo senza più speranza che siamo! Ah i tedeschi, loro sì che…» mentre dall’altra c’è il fronte degli orgogliosi: «Sì ok, noi avremo i nostri difetti ma anche la Germania, furbetta lei, si sta avvantagiando della situazione». È una descrizione massimalista e caricaturale del funzionamento dell’opinione pubblica nei due contesti, ne sono consapevole, tuttavia credo catturi una cosa sottile ma abbastanza fondamentale, ovvero che – anche i meglio intenzionati tra gli europei europeisti senza patentino da economisti – quando si arriva alla resa dei conti smettono di ragionare da europei e di mettere le cose all’interno di un’adeguata prospettiva storica, e tornano a biasimare o a difendere, a seconda dei casi, pregi e difetti di casa loro, difetti e pregi del vicino. È normale che sia così, sarebbe inumano pretendere che fosse diversamente, specie in un momento difficile come questo. Dubito però che ci porterà molto lontano.

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