Hype ↓
14:17 venerdì 13 febbraio 2026
Le cure per il cancro sono costate così tanto che la famiglia di James Van Der Beek è rimasta senza risparmi ed è stata costretta a lanciare una raccolta fondi In nemmeno due giorni, 42 mila persone hanno fatto una donazione e sono stati raccolti più di 2 milioni di dollari.
Anna Wintour e Chloe Malle hanno fatto la loro prima intervista insieme ed è talmente strana che non si capisce se fossero serie o scherzassero L'ha pubblicata il New York Times, per discutere del futuro di Vogue. Si è finiti a parlare di microespressioni e linguaggio del corpo.
Sembra proprio che la quarta stagione di Severance sarà anche l’ultima Le riprese della terza inizieranno quest'estate: dovremmo riuscire a vederla nel 2027.
Meta ha brevettato una AI che continua a postare per te sui social anche dopo la tua morte, per evitare che i follower sentano la tua mancanza Brevetto che, però, l'azienda ha detto che non ha intenzione di usare. Almeno per il momento.
Gli agenti dell’ICE si stanno lamentando su Reddit perché non gli arriva lo stipendio e non hanno l’assicurazione Il subreddit r/ICE_ERO è diventato uno sfogatoio per gli agenti dell'ICE, che a quanto pare hanno molto da dire su retribuzione e benefit.
Su YouTube si terrà una maratona dedicata a Umberto Eco, per festeggiare la fine dei 10 anni di silenzio su di lui chiesti dallo scrittore nel suo testamento L'evento si terrà in diretta streaming sui canali YouTube della Fondazione Umberto Eco e della Fondazione Bottega Finzioni Ets, con inizio alle 12 del 18 febbraio, ora italiana.
Pur di costringerle a usare la sua app di messaggistica, il governo russo ha improvvisamente impedito l’accesso a Whatsapp a 100 milioni di persone Tutto pur di costringere i russi a iscriversi a Max, una app molto simile a Whatsapp ma controllata dal governo stesso, ovviamente.
Google ha emesso un’obbligazione che gli investitori potranno incassare tra 100 anni, se saranno ancora vivi A quanto pare, era l'unica maniera di trovare tutti i soldi che l'azienda vuole investire nello sviluppo dell'intelligenza artificiale.

L’era glaciale

Dall'anorak agli scarponi: per l'autunno inverno 2013-2014 l'uomo sfida il gelo e raggiunge la quota. Divisa da lavoro permettendo.

15 Gennaio 2013

Il lingua inuit  vento si dice anorak, e per difendersi da quella bestia brutale e improvvisa gli eschimesi hanno iniziato a coprirsi con pelli di foca costruendo il prototipo di quello che oggi chiameremmo giaccone. Realizzata la solida difesa contro il vento il termine anorak è passato a indicare l’indumento e non solo il vento malefico. Secoli dopo, più precisamente sulle passerelle del prossimo autunno inverno 2013-14, si attinge ancora a mani piene ai metodi della sopravvivenza eschimese: il concetto moderno di anorak da tempo ha il suo mercato (quello sportivo e “base” per esperimenti sartoriali con materiali ultra tecnologici vedi Stone Island) ma per il futuro inverno si torna alle origini per cui è nato – il freddo estremo – e quindi si ricorre a pellicce di marmotta, renna, volpe.

Vecchio scarpone. Brand per natura montanari e maison sartoriali: entrambi mostrano uno slancio verso l’esplorazione degno delle più audaci compagnie alpine di inizio secolo scorso. La strana sensazione, dopo decenni di minimalismo e neoprene, è che il freddo, quello che dovrà ancora arrivare, faccia paura. Meglio coprirsi bene che si attendono tempi rigidi. Meglio imparare a sopravvivere che un’era glaciale è in arrivo. Tra i più espliciti c’è Bally, il brand svizzero che a Milano ha costruito un tunnel buio dagli spigoli iceberg per portarci verso la vetta, quella dell’Everest conquistato 60 anni fa e a cui dedica una collezione, la Everest appunto. Lo sherpa Tenzing Norgay e Sir Edmund Hillary il 29 maggio 1953 toccavano uno dei tetti del mondo: ai piedi avevano stivali in pelliccia di renna creati a mano dalla casa svizzera, il Reinder-Himalaya boot, che per il 2014 è stato riprodotto identico all’originale (richiamando i produttori tedeschi che nel ’53 si erano occupati degli elementi metallici). Non servono gli Ottomila: il vecchio scarpone conquista un’intera ala del palazzo da Santoni che, messe le loafers in stand-by, per il prossimo inverno riedita la calzatura da alpinista con pellami ricercati abbinamenti azzardati,  estetica nostalgica ma grip attualissimo.

Pelliccia, bosco e tartan. Il miraggio della calotta polare artica e i venti che limano la Terra del Fuoco: il mito dell’esploratore scalda gli animi degli uomini di Fendi dove (quasi) tutti sfilano con scarponi di pelliccia ai piedi e l’anorak originario è omaggiato alla perfezione nella versione dal manto selvaggio, e poi capospalla da steppa siberiana, scaldamano e stole di volpe. Dalla scenografia innevata e dall’heritage del brand si direbbe che Thom Browne giochi in casa. E invece no: nonostante i pini bianchi alla sfilata di Moncler Gamme Bleu Mr. Browne fa sfilare uomini in kilt, gamba nuda e piumino. Niente pelliccia ma tartan in tutte le forme anche “a costo” di imbottirlo. Gli uomini di Umit Benan da Trussardi, non sono ancora vicini al campo base ma camminano in una terra di mezzo, in quella fase tecnicamente chiamata “avvicinamento”, persi in un bosco di conifere e foglie secche che frusciano a ogni passo tra anorak tecniche bordate di vitello, borsoni ripieni di legna e maxi mantelle di pelle. Ripararsi (meglio) dal freddo torna a essere una necessità e non un vezzo anche da Marni, dove ci si sofferma a toccare i capi in cerca dei segni di cambiamento dopo la recente acquisizione del brand da parte di Renzo Rosso per poi imbattersi  nel giubbotto squadrato con la schiena ricoperta da pelliccia corvina accompagnata dalle classiche muffole di pelliccia (evergreen del brand) a cui si associa lo zainetto da alpinista anni Trenta in vitello vinaccia.

Nuovo normale vs working class. Tra creste di ghiaccio e labbra spaccate spicca l’eccezione, il nuovo normale come è stato chiosato dalle penne dell’alta moda. L’eccezione è tutta nell’armadio dello studente di Miuccia Prada («una delle collezioni più sofisticate che abbia mai fatto»), chiuso in una casa di bambola lo scolaretto ha il pallino per la geometria e i retroscena dandy anni Settanta vedi forme, colore, e quella camicia con il colletto vezzosamente scomposto. Intanto fuori, a causa del freddo, anche l’epoca d’oro del Jolly, il più comune anfibio anti infortunistico in pelle ma con suola nitrilica simbolo del sartorial-worker anni Zero, non basta più: non si esplora più sull’asfalto cittadino, ma altrove, in un mondo dove anche la working class (e il suo abbigliamento comodo e di protezione) non difendono abbastanza dalle intemperie. Così la classica salopette di Caruso omaggia ancora le pellicole di Petri ma si fa più calda in flanella, mentre la giacca maoista il brand la ripropone stondata in morbidissima lana (provocazione ironica del comfort della divisa?). La classe operaia di Kenzo invece sì che va in paradiso in quella che sarà una delle collezioni che vedremo (neanche a dirlo) a pioggia: cumulonembi su caban e nuvole incendiate da tramonti per cappotti doppiopetto.

Articoli Suggeriti
Social Media Manager

Leggi anche ↓
Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero

Un algoritmo per salvare il mondo

Come funziona Jigsaw, la divisione (poco conosciuta) di Google che sta cercando di mettere la potenza di calcolo digitale del motore di ricerca al servizio della democrazia, contro disinformazione, manipolazioni elettorali, radicalizzazioni e abusi.