Hype ↓
03:48 domenica 30 agosto 2026
Il governo serbo concederà a Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, il funerale di Stato perché «era pur sempre un generale» «Il generale Mladic è un generale, e ci sono dei protocolli da seguire», questo si è limitato a dire il Ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic.
La ragione per cui le aziende AI stanno addestrando le AI usando solo libri vecchi e che i libri vecchi sono gli unici che sicuramente non sono stati scritti con l’AI Cause giudiziarie e inchieste giornalistiche hanno rivelato che questa è una pratica ormai diffusissima. Anche perché le AI non possono più essere addestrate con contenuti presenti su internet, perché troppi contenuti presenti su internet sono ormai fatti con l'AI.
Le operazioni di soccorso al confine tra Nepal e Tibet stanno diventando impossibili a causa della piena di un lago che si è formato dopo la frana che ha causato l’inondazione Operazioni che erano già difficili per via dalle infrastrutture distrutte e dalle linee di comunicazione danneggiate.
Dopo 25 anni di attesa, il regista di Donnie Darko ha finalmente pronto il sequel, solo che non è un film ma un romanzo epistolare di 800 pagine sui viaggi nel tempo Richard Kelly, regista, sceneggiatore e adesso anche scrittore, ha già detto che questo è solo il primo passo nell'esplorazione dell'universo di Donnie Darko.
Il pezzo di ghiacciaio che ha causato le inondazioni in Tibet e Nepal era talmente grosso che quando si è schiantato al suolo ha provocato un terremoto Una scossa di magnitudo 5.2 aveva fatto pensare a un sisma. Solo dopo si è capito che tutto era iniziato con un pezzo di ghiacciaio precipitato a valle.
La grande retrospettiva che sta per arrivare allo Stedelijk Museum di Amsterdam è l’occasione per conoscere e celebrare davvero Yayoi Kusama Dall'11 settembre al 17 gennaio 2027 l'esposizione ripercorrerà oltre settant'anni di carriera, dalle enormi e ipnotiche tele alle famosissime installazioni di specchi.
Il modo perfetto di ricordare Tim Curry è andare a rivedere The Rocky Horror Picture Show al Cinema Mexico di Milano, dove è in programmazione ininterrottamente da 45 anni Il Mexico è una delle pochissime Rocky Horror House del mondo: dal 1981, quasi ogni venerdì, il film torna sul grande schermo. E tornerà anche adesso che Tim Curry non c'è più, per celebrarlo e ricordarlo.
Un sito sta raccogliendo tutte le elegie funebri scritte dai giornalisti palestinesi per i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani Si chiama The Living Record e permette di ascoltare la voce e le parole dei giornalisti di Gaza, mentre ricordano i loro colleghi uccisi negli attacchi israeliani.

L’era glaciale

Dall'anorak agli scarponi: per l'autunno inverno 2013-2014 l'uomo sfida il gelo e raggiunge la quota. Divisa da lavoro permettendo.

15 Gennaio 2013

Il lingua inuit  vento si dice anorak, e per difendersi da quella bestia brutale e improvvisa gli eschimesi hanno iniziato a coprirsi con pelli di foca costruendo il prototipo di quello che oggi chiameremmo giaccone. Realizzata la solida difesa contro il vento il termine anorak è passato a indicare l’indumento e non solo il vento malefico. Secoli dopo, più precisamente sulle passerelle del prossimo autunno inverno 2013-14, si attinge ancora a mani piene ai metodi della sopravvivenza eschimese: il concetto moderno di anorak da tempo ha il suo mercato (quello sportivo e “base” per esperimenti sartoriali con materiali ultra tecnologici vedi Stone Island) ma per il futuro inverno si torna alle origini per cui è nato – il freddo estremo – e quindi si ricorre a pellicce di marmotta, renna, volpe.

Vecchio scarpone. Brand per natura montanari e maison sartoriali: entrambi mostrano uno slancio verso l’esplorazione degno delle più audaci compagnie alpine di inizio secolo scorso. La strana sensazione, dopo decenni di minimalismo e neoprene, è che il freddo, quello che dovrà ancora arrivare, faccia paura. Meglio coprirsi bene che si attendono tempi rigidi. Meglio imparare a sopravvivere che un’era glaciale è in arrivo. Tra i più espliciti c’è Bally, il brand svizzero che a Milano ha costruito un tunnel buio dagli spigoli iceberg per portarci verso la vetta, quella dell’Everest conquistato 60 anni fa e a cui dedica una collezione, la Everest appunto. Lo sherpa Tenzing Norgay e Sir Edmund Hillary il 29 maggio 1953 toccavano uno dei tetti del mondo: ai piedi avevano stivali in pelliccia di renna creati a mano dalla casa svizzera, il Reinder-Himalaya boot, che per il 2014 è stato riprodotto identico all’originale (richiamando i produttori tedeschi che nel ’53 si erano occupati degli elementi metallici). Non servono gli Ottomila: il vecchio scarpone conquista un’intera ala del palazzo da Santoni che, messe le loafers in stand-by, per il prossimo inverno riedita la calzatura da alpinista con pellami ricercati abbinamenti azzardati,  estetica nostalgica ma grip attualissimo.

Pelliccia, bosco e tartan. Il miraggio della calotta polare artica e i venti che limano la Terra del Fuoco: il mito dell’esploratore scalda gli animi degli uomini di Fendi dove (quasi) tutti sfilano con scarponi di pelliccia ai piedi e l’anorak originario è omaggiato alla perfezione nella versione dal manto selvaggio, e poi capospalla da steppa siberiana, scaldamano e stole di volpe. Dalla scenografia innevata e dall’heritage del brand si direbbe che Thom Browne giochi in casa. E invece no: nonostante i pini bianchi alla sfilata di Moncler Gamme Bleu Mr. Browne fa sfilare uomini in kilt, gamba nuda e piumino. Niente pelliccia ma tartan in tutte le forme anche “a costo” di imbottirlo. Gli uomini di Umit Benan da Trussardi, non sono ancora vicini al campo base ma camminano in una terra di mezzo, in quella fase tecnicamente chiamata “avvicinamento”, persi in un bosco di conifere e foglie secche che frusciano a ogni passo tra anorak tecniche bordate di vitello, borsoni ripieni di legna e maxi mantelle di pelle. Ripararsi (meglio) dal freddo torna a essere una necessità e non un vezzo anche da Marni, dove ci si sofferma a toccare i capi in cerca dei segni di cambiamento dopo la recente acquisizione del brand da parte di Renzo Rosso per poi imbattersi  nel giubbotto squadrato con la schiena ricoperta da pelliccia corvina accompagnata dalle classiche muffole di pelliccia (evergreen del brand) a cui si associa lo zainetto da alpinista anni Trenta in vitello vinaccia.

Nuovo normale vs working class. Tra creste di ghiaccio e labbra spaccate spicca l’eccezione, il nuovo normale come è stato chiosato dalle penne dell’alta moda. L’eccezione è tutta nell’armadio dello studente di Miuccia Prada («una delle collezioni più sofisticate che abbia mai fatto»), chiuso in una casa di bambola lo scolaretto ha il pallino per la geometria e i retroscena dandy anni Settanta vedi forme, colore, e quella camicia con il colletto vezzosamente scomposto. Intanto fuori, a causa del freddo, anche l’epoca d’oro del Jolly, il più comune anfibio anti infortunistico in pelle ma con suola nitrilica simbolo del sartorial-worker anni Zero, non basta più: non si esplora più sull’asfalto cittadino, ma altrove, in un mondo dove anche la working class (e il suo abbigliamento comodo e di protezione) non difendono abbastanza dalle intemperie. Così la classica salopette di Caruso omaggia ancora le pellicole di Petri ma si fa più calda in flanella, mentre la giacca maoista il brand la ripropone stondata in morbidissima lana (provocazione ironica del comfort della divisa?). La classe operaia di Kenzo invece sì che va in paradiso in quella che sarà una delle collezioni che vedremo (neanche a dirlo) a pioggia: cumulonembi su caban e nuvole incendiate da tramonti per cappotti doppiopetto.

Articoli Suggeriti
Tutto casita e chiesa: l’improbabile ma non impossibile crossover tra Bad Bunny e Papa Leone a Madrid

In questo fine settimana il Pontefice e la popstar più famosa del mondo saranno entrambi a Madrid. E le rispettive "diplomazie" stanno facendo di tutto per favorire un incontro.

Dua Lipa ha pubblicato gratuitamente su YouTube il film concerto di Radical Optimism nonostante avesse ricevuto offerte milionarie dalle piattaforme streaming

Si intitola Dua Lipa - Live From Mexico, dura due ore e in nemmeno una settimana ha già superato i due milioni di visualizzazioni.