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20:59 venerdì 17 luglio 2026
Sta per arrivare You Never Did Anything Wrong, Part II (2026), il nuovo film di Nan Goldin Lo presenterà a novembre a Londra, alla Hayward Gallery del Southbank Centre, la sua prima grande mostra inglese in 24 anni.
Lana Del Rey ha rimandato per l’ennesima volta l’uscita del suo nuovo disco, ma per farsi perdonare ha detto che nel frattempo ha quasi finito anche quello successivo Bisogna aspettare ancora un mese, come minimo, per ascoltare Stove e, forse, anche Spyda, i due album che l'artista definisce «tra i più belli che abbia realizzato».
Einaudi sta per pubblicare un nuovo libro di David Foster Wallace Esce il 25 agosto con il titolo Contro il fatalismo: è la tesi con la quale si laureò in metafisica, un saggio breve che affronta criticamente l’idea del fatalismo.
Le matite Ikea sono diventate uno degli strumenti più usati nelle sale operatorie perché sono gratis, sono piccole e scrivono benissimo sulle ossa A quanto pare, i chirurghi di mezzo mondo adorano questa matita e vorrebbero che Ikea ne producesse una linea pensata appositamente per loro.
Una ricerca ha scoperto che il cromosoma Y, quello che determina il sesso biologico maschile, sta letteralmente perdendo pezzi e potrebbe scomparire Quando i primi mammiferi sono comparsi sulla Terra, il cromosoma Y conteneva 900 geni. Oggi ne contiene appena 55 e continua a perderne.
Questo fine settimana, tra le colline toscane, si tiene la prima edizione di Metallic Memories, un nuovo festival dedicato a musica, cibo e cultura palestinese Due giorni di festa nell'azienda agricola Terrafranta, vicino Firenze, organizzati da Palestinian Sound Archive/Majazz Project.
Per impedire alle AI di rubare i testi altrui, un designer ha inventato un font che le AI non riescono a leggere Si chiama Ghost Font ed è basato su un'illusione ottica, un "trucco" nel quale le intelligenze artificiali cascano il 100 per cento delle volte.
Cicciolina è la protagonista della nuova campagna di Vivienne Westwood Scattata da Juergen Teller nello showroom di Belloni, tra salotti, studi e boudoir, Ilona Staller posa insieme a «un mix di amici e persone selezionate per strada».

Il trasferimento del Leoncavallo in via San Dionigi è saltato e adesso non si sa che ne sarà del centro sociale

A cinque mesi dallo sgombero di via Watteau, l'ipotesi via San Dionigi è definitivamente tramontata e ora non si sa come procedere.

23 Gennaio 2026

A cinque mesi dallo sgombero del Leoncavallo dall’area ex industriale di via Watteau, il futuro del centro sociale sembra più incerto che mai. È però esclusa la soluzione di via San Dionigi, indicata in precedenza dal Comune di Milano come alternativa. L’associazione che gestisce il Leoncavallo è stata formalmente esclusa dal bando per la cessione dei diritti di superficie dello stabile, confermando così la rinuncia già annunciata dal collettivo. Tra le motivazioni ci sono l’inagibilità dell’area, la presenza di amianto e i costi elevati di bonifica, oltre a una collocazione ritenuta isolata e insicura.

In un post pubblicato su Instagram, il Leoncavallo ha annunciato in queste ore un rientro temporaneo in via Watteau per mettere in salvo l’archivio storico, a rischio deterioramento dopo mesi di abbandono. L’archivio Fausto e Iaio, frutto di decenni di lavoro, archiviazione e conservazione, comprende tantissimi documenti, testimonianze e opere che racconta la storia delle controculture italiani e dei centri sociali internazionali. Una memoria storica il cui valore è già stato riconosciuto e messo sotto tutela dalla Soprintendenza. Dopo essere rimasto per mesi nello stabile sgomberato, vuoto ma allo stesso tempo videosorvegliato, è stato spostato per evitarne il deterioramento. Sarà ospitato temporaneamente dall’Archivio del Lavoro Cgil a Sesto San Giovanni.

Nel post, il Leoncavallo racconta anche come l’area di via Watteau sia passata «da luogo vivo, culturale e politico» a spazio formalmente sorvegliato ma di fatto abbandonato, senza interventi di manutenzione e senza indicazioni sul futuro utilizzo, nonostante le richieste avanzate anche dal Comune di Milano ai proprietari. Nel messaggio, il collettivo ribadisce di non voler rimanere senza casa e di puntare a una soluzione stabile che permetta di riprendere le attività culturali, sociali e di mutuo soccorso. Allo stesso tempo, sempre più persone vicine al Leoncavallo ripropongono un via Watteau come unica, vera soluzione, ovviamente previa regolarizzazione. Un’ipotesi che, secondo quanto riportato da più media, resterebbe allo studio anche da parte dell’amministrazione comunale.

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