La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».
Il Comune di Parigi aumenterà moltissimo le tasse sulle case sfitte per costringere i proprietari ad affittarle o venderle
È una delle misure che il nuovo sindaco socialista Emmanuel Grégoire ha intenzione di prendere per risolvere la crisi abitativa.
Parigi è una delle capitali mondiali della crisi abitativa. Una delle ragioni per le quali si è guadagnata questo ambitissimo titolo è la grande quantità di case abitabili, libere e vuote. Vuote perché i proprietari preferiscono tenerle così che metterle in affitto o in vendita: si stima che le abitazioni sfitte siano addirittura una su cinque del tutte quelle che dovrebbero essere disponibili su un mercato e l’altro. Proprio per questo, tra una sigaretta e un giro in bicicletta, il neoeletto sindaco di Parigi Emmanuel Grégoire ha deciso di raddoppiare le tasse sulle case sfitte. Nello specifico, la legge di bilancio francese del 2026 autorizza i Comuni, a partire dal 2027, quando la domanda di alloggi supera di gran lunga l’offerta, ad aumentare la tassa annuale dal 17 al 30 per cento del valore catastale di locazione dopo un anno di “sfitto” (dove per sfitto si intende un immobile senza abitanti o destinazioni d’uso secondario, quindi niente aumento di tasse per le case vacanza o seconde case).
Dopo due anni, l’aliquota può salire dal 34 al 60 per cento. Come spiega a Le Monde il vicesindaco di Parigi (con delega all’edilizia abitativa), Jacques Baudrier, «per un appartamento medio, la tassa passerebbe da 2 mila a 4 mila euro all’anno dopo due anni di sfitto», cifre che finiranno tutte nel bilancio comunale. Ma l’aumento di tassazione non vuole essere punitivo, come rassicura Baurdier, «il nostro obiettivo è quello di riscuotere il meno possibile, lo annunciamo in anticipo affinché i proprietari abbiano il tempo di vendere o affittare le loro case». La giunta parigina stima che così circa 20 mila alloggi torneranno sul mercato, nella speranza di iniziare a porre rimedio a una crisi abitativa fattasi ormai gravissima.
Tra i Paesi che stanno già portando avanti politiche simili c’è il Belgio, più precisamente nella regione di Bruxelles. Lì, mantenere una casa sfitta per più di 12 mesi costituisce una violazione, punita da una sanzione amministrativa di 7500 euro per il primo anno, 15 mila per il secondo, 22.500 per il terzo e così via. Oltreoceano, invece, a New York, il sindaco Zohran Mamdani, ha annunciato una tassa sui “pied-à-terre”, ovvero sugli immobili di lusso del valore superiore ai 5 milioni di dollari che rimangono vuoti per la maggior parte dell’anno. Una novità assoluta per lo Stato di New York, che dovrebbe generare 500 milioni di dollari di entrate annuali.
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