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14:32 lunedì 29 giugno 2026
Gli influencer non potranno vedere L’Odissea in anteprima perché per Universal le loro recensioni rischiano di danneggiare il film A quanto pare, le recensioni degli influencer sono state un problema per Disclosure Day e Universal non vuole ripetere l'errore.
Senza neanche accorgersene, l’Italia ha compiuto uno dei più grandi sforzi di riforestazione di sempre ed è diventata ufficialmente una “nazione forestale” Per la prima volta dal Medioevo, sul territorio ci sono più foreste che campi agricoli, dice l'Unione nazionale comuni comunità enti montani.
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.

Un po’ di cose da sapere su Lemonade di Beyoncé

27 Aprile 2016

Nel caso non ve ne foste accorti, sabato sera su HBO è andato in onda Lemonade, l’art film/visual album di Beyoncé. Dopo una preview esclusiva su Tidal, lunedì 25 aprile il nuovo lavoro di Bey è arrivato su iTunes e Amazon, dove è possibile scaricarlo se non ci si vuole abbonare al servizio di streaming di proprietà di Jay-Z. Le reazioni, come prevedibile, sono state tante, dall’eccitazione generale che ha prodotto una nuova ondata di meme e gif al tentativo collettivo di decodificare ogni significato nascosto delle 12 canzoni che compongono l’album.

In Lemonade, Beyoncé affronta temi come il tradimento, il dolore e il perdono, in una sorta di viaggio attraverso la propria femminilità: tra le altre cose, in molti ci hanno visto accenni non troppo velati alle presunte infedeltà del marito. La scatenata fanbase ha infatti creduto di identificare «Becky with the good hair», che la cantante cita in “Sorry”con la designer Rachel Roy, con la quale Jay-Z avrebbe avuto una relazione. Ma, come scrive Ijeoma Olou sul Guardian, soffermarsi sulla presunta diatriba con il marito, orchestrata o no, e sulla lista di nomi per le candidate al ruolo di Becky, significa perdersi la parte più interessante di Lemonade.

Che è, come prima cosa, una riflessione generale sull’essere donna e di colore, come dimostrano anche i numerosi cameo e i riferimenti culturali che animano il film: dalla presenza di Serena Williams a quella della giovane attrice Amandla Stenberg, passando per i versi della poetessa Warsan Shire, il duo di teenager Chloe x Halle, che Beyoncé segue e supporta da tempo, e la modella affetta da vitiligine Winnie Harlow. Ognuna di loro rappresenta una diversa sfaccettatura di una stessa, comune, identità: «Ogni scelta estetica che Beyoncé fa, ha un suo preciso significato, ha spiegato Dee Locket sul New York Magazine, e la sua selezione di queste donne, la cui “blackness”, in particolare la loro bellezza, è stata ampiamente criticata, dimostra da parte sua una scelta intenzionale e consapevole». Meglio segnarsi i nomi della sua lista di ragazze, allora.

Come già nel dicembre 2013, poi, la modalità di release dell’album è importante quanto l’album stesso: con lo streaming su HBO, Beyoncé si è appropriata di un altro mezzo, quello televisivo, per scrivere un nuovo racconto di se stessa. Scrive David Ehrlich su Indiewire: «Più che una vera e propria antologia, dove il corto di un autore viene seguito da quello di un altro, Lemonade è una sorta di mega video musicale, dove diversi espedienti cinematografici sono al servizio di un’unica, onnicomprensiva idea».

Tra i nomi coinvolti ci sono i veterani come Todd Tourso, Jonas Åkerlund e Mark Romanek, l’esordiente Kahil Joseph e il visual artist Dikayl Rimmasch, che aveva già preso parte all’On the run tour. Senza contare poi lo styling: una vera festa per gli occhi, sapientemente dissezionati da Marni Senofonte, che già aveva curato i look di Formation, per Vogue US.

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