Libri per l'estate ↓
20:32 lunedì 27 luglio 2026
Un uomo di New York è stato sfrattato dal suo appartamento perché aveva troppi libri Lui si chiama Mendel Uminer, libri posseduti: 10 mila. Sfratti subiti: 1, perché il suo ex padrone di casa considerava tutta quella carta una violazione delle norme antincendio del condominio.
Le colonne di fumo generate dagli incendi in Francia e Spagna sono talmente grandi che al loro interno si stanno formando dei temporali Si chiamano pirocumulonimbus e sono nuvole che si generano direttamente dentro il fumo degli incendi, con tanto di fulmini e raffiche di vento.
L’annuncio di una sua terza e incostituzionale candidatura alla presidenza degli Usa non è nemmeno lontanamente la cosa più assurda fatta da Trump alla Cena dei Corrispondenti Faccette, sfottò, insulti a giornalisti, attori e politici, aneddoti su mucche investite e poi, alla fine, il "grande annuncio".
Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.
A causa del caldo estremo e della crisi climatica, in Europa c’è una nuova forma di siccità Secondo gli scienziati, questa nuova siccità non è più dovuta alle poche piogge ma alle temperature troppo elevate. E trovare dei rimedi è difficilissimo.
I proprietari di Myspace dicono che Myspace sta per tornare, un’altra volta Lo hanno annunciato Chris DeWolfe e Tim Vanderhook, gli stessi che però avevano annunciato la stessa cosa già nel 2013, con scarsi risultati.
Dei milionari inglesi hanno chiesto al loro governo di essere essere tassati di più «perché possiamo permetterci di pagare molto di più» Lo hanno fatto con una lettera, firmata Patriotic Millionaires, in cui propongono anche una tassa del 2 per cento sui patrimoni oltre i 10 milioni.
La BCE ha lanciato un “referendum” per decidere il design delle nuove banconote euro, e la scelta sostanzialmente è: uomini o uccelli? Preferite Maria Callas o il picchio muraiolo? Leonardo da Vinci o il gruccione? Bertha von Suttner o il martin pescatore? Avete tempo fino al 21 settembre per decidere.

Leggere Platone a Singapore

Utopie e distopie. Metamorfosi evolutiva di una tigre asiatica, dal Confucianesimo ai parchi hi-tech

25 Ottobre 2011

Singapore – Visione: qui è parola diffusa. La dice anche la cameriera del Jumbo, popolare ristorante specializzato in “Singapore chilli crab”, granchio in salsa di peperoncino. Lei viene dal sud della Cina. E vuole restare qui. «C’è più spazio» dice. Sorride, rendendosi conto del paradosso – la città-stato è grande come uno dei distretti produttivi della sua provincia d’origine. «È una questione di visione. Qui puoi sognare». Da quel ristorante la visione è sulla chilometrica fila di navi in attesa di entrare in porto. Le loro luci disegnano un orizzonte.
«Non so dove potrei trovare un altro posto così», dice un italiano che dirige una ricerca sulle malattie epatiche. «Questo è un laboratorio. Ma la cosa più importante è la visione d’insieme: si assimilano e scambiano idee, come un’unica rete neurale». La visione dal suo laboratorio è sulla scena fantascientifica di Biopolis, quartiere dedicato a studi di genetica.

«Nella visione di Singapore la prospettiva del mondo è diversa», dice Kiat W. Tan, amministratore delegato di Gardens by The Sea, iperprogetto che sta ridisegnando il fronte mare: un giardino botanico con gigantesche serre che sembrano navi spaziali e superalberi hi-tech che saranno ricoperti da vegetazione tropicale. «Nel mondo ho visto cose splendide che scompaiono e le voglio ricreare qui per fare di Singapore un posto migliore». I giardini sono concepiti anche come luogo d’interazione tra comunità e ceti. «È il concetto dell’arca. Non solo in senso botanico. Per uomini e piante la regola è la stessa: cambiamento e adattamento. Dice un filosofo: se guardi la foresta non vedi l’albero. Se guardi l’albero non percepisci la foresta. Qui puoi fare entrambe le cose». Dal suo terrazzo, la visione si apre sul cantiere dei giardini e su Marina Bay Sands, complesso di alberghi, ristoranti, centri commerciali e casinò. Per Kiat non c’è contraddizione tra economia e cultura. «Devi usare il pragmatismo per dare forza al cuore».

È la stessa visione di Jeremy Yeo, manager de L’Espace Louis Vuitton. «Bisogna vedere le cose con pragmatismo culturale: qui integriamo in uno spazio commerciale elementi d’arte». Lo spazio è un’isola poliedrica di vetro nella baia del Marina Sands. Una parete scompone e riflette i grattacieli del nuovo Financial district, l’altra rispecchia il vicinissimo, grandioso fiore di loto bianco che è l’Art Science Museum.

Nessuna di tutte queste è la visione di Singapore.

La vera visione è quella di Colin Lauw, manager dell’URA, l’Urban Redevelopment Autority, che programma lo sviluppo della città. Sono vent’anni che ci s’incontra. Ogni volta indica la sua visione nel plastico della città, puntando un laser sullo stato dell’arte e il da farsi. E ogni volta si vede realizzato ciò che ha detto la precedente. La sua è la visione delle visioni. «Creiamo il senso dello spazio. Devi avere la visione degli spazi, sapere che cosa vuoi fare, come e come conciliarlo con gli uomini».
Alla fine si materializza la visione di Lee Kuan Yew, fondatore di Singapore, il teorico del neo-confucianesimo. La sua formula di governo è un misto di capitalismo, paternalismo e controllo sociale. Ecco perché spesso Singapore è paragonata a “Il Mondo Nuovo” del romanzo di Aldous Huxley. Dove l’umanità è libera da preoccupazioni, sana, tecnologicamente avanzata, ricca, al sicuro. Ma paga questa condizione con un condizionamento totale. L’utopia si trasforma in distopia, utopia negativa.
Nelle elezioni del maggio scorso, però, il sistema ha subito una specie di metamorfosi evolutiva. Il partito di Lee Kwan Yew, rappresentato da suo figlio Lee Hsien Loong, ha vinto le elezioni con un margine meno schiacciante del previsto. Il che ha immediatamente generato una nuova visione “di una vita migliore”, privilegiando le politiche sociali. Singapore potrebbe diventare una futura Atene, quella del IV secolo a.C.. Prima di scandalizzarci per il paragone, rileggiamo La Repubblica di Platone.

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