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16:28 giovedì 11 giugno 2026
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.
Negli Stati Uniti già 70 città hanno imposto il divieto di costruzione di nuovi data center Divieti più o meno lunghi, più o meno temporanei, ma sempre più diffusi. Tra le città che ne hanno già imposto uno ci sono New York, Denver, New Orleans, Seattle e Minneapolis.
In Svezia la denatalità è così grave che si sta pensando di introdurre la fecondazione assistita “di Stato” Al momento il Servizio Sanitario Nazionale copre i costi per sei tentativi alle persone senza figli. L'attuale governo vuole coprire i costi di tutti i tentativi, per tutti.

Leggere Platone a Singapore

Utopie e distopie. Metamorfosi evolutiva di una tigre asiatica, dal Confucianesimo ai parchi hi-tech

25 Ottobre 2011

Singapore – Visione: qui è parola diffusa. La dice anche la cameriera del Jumbo, popolare ristorante specializzato in “Singapore chilli crab”, granchio in salsa di peperoncino. Lei viene dal sud della Cina. E vuole restare qui. «C’è più spazio» dice. Sorride, rendendosi conto del paradosso – la città-stato è grande come uno dei distretti produttivi della sua provincia d’origine. «È una questione di visione. Qui puoi sognare». Da quel ristorante la visione è sulla chilometrica fila di navi in attesa di entrare in porto. Le loro luci disegnano un orizzonte.
«Non so dove potrei trovare un altro posto così», dice un italiano che dirige una ricerca sulle malattie epatiche. «Questo è un laboratorio. Ma la cosa più importante è la visione d’insieme: si assimilano e scambiano idee, come un’unica rete neurale». La visione dal suo laboratorio è sulla scena fantascientifica di Biopolis, quartiere dedicato a studi di genetica.

«Nella visione di Singapore la prospettiva del mondo è diversa», dice Kiat W. Tan, amministratore delegato di Gardens by The Sea, iperprogetto che sta ridisegnando il fronte mare: un giardino botanico con gigantesche serre che sembrano navi spaziali e superalberi hi-tech che saranno ricoperti da vegetazione tropicale. «Nel mondo ho visto cose splendide che scompaiono e le voglio ricreare qui per fare di Singapore un posto migliore». I giardini sono concepiti anche come luogo d’interazione tra comunità e ceti. «È il concetto dell’arca. Non solo in senso botanico. Per uomini e piante la regola è la stessa: cambiamento e adattamento. Dice un filosofo: se guardi la foresta non vedi l’albero. Se guardi l’albero non percepisci la foresta. Qui puoi fare entrambe le cose». Dal suo terrazzo, la visione si apre sul cantiere dei giardini e su Marina Bay Sands, complesso di alberghi, ristoranti, centri commerciali e casinò. Per Kiat non c’è contraddizione tra economia e cultura. «Devi usare il pragmatismo per dare forza al cuore».

È la stessa visione di Jeremy Yeo, manager de L’Espace Louis Vuitton. «Bisogna vedere le cose con pragmatismo culturale: qui integriamo in uno spazio commerciale elementi d’arte». Lo spazio è un’isola poliedrica di vetro nella baia del Marina Sands. Una parete scompone e riflette i grattacieli del nuovo Financial district, l’altra rispecchia il vicinissimo, grandioso fiore di loto bianco che è l’Art Science Museum.

Nessuna di tutte queste è la visione di Singapore.

La vera visione è quella di Colin Lauw, manager dell’URA, l’Urban Redevelopment Autority, che programma lo sviluppo della città. Sono vent’anni che ci s’incontra. Ogni volta indica la sua visione nel plastico della città, puntando un laser sullo stato dell’arte e il da farsi. E ogni volta si vede realizzato ciò che ha detto la precedente. La sua è la visione delle visioni. «Creiamo il senso dello spazio. Devi avere la visione degli spazi, sapere che cosa vuoi fare, come e come conciliarlo con gli uomini».
Alla fine si materializza la visione di Lee Kuan Yew, fondatore di Singapore, il teorico del neo-confucianesimo. La sua formula di governo è un misto di capitalismo, paternalismo e controllo sociale. Ecco perché spesso Singapore è paragonata a “Il Mondo Nuovo” del romanzo di Aldous Huxley. Dove l’umanità è libera da preoccupazioni, sana, tecnologicamente avanzata, ricca, al sicuro. Ma paga questa condizione con un condizionamento totale. L’utopia si trasforma in distopia, utopia negativa.
Nelle elezioni del maggio scorso, però, il sistema ha subito una specie di metamorfosi evolutiva. Il partito di Lee Kwan Yew, rappresentato da suo figlio Lee Hsien Loong, ha vinto le elezioni con un margine meno schiacciante del previsto. Il che ha immediatamente generato una nuova visione “di una vita migliore”, privilegiando le politiche sociali. Singapore potrebbe diventare una futura Atene, quella del IV secolo a.C.. Prima di scandalizzarci per il paragone, rileggiamo La Repubblica di Platone.

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