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03:14 martedì 25 agosto 2026
Un tizio ha creato una mappa di tutti i musei più strani e di nicchia del mondo Volete sapere dov'è che si trova il museo delle pompe di benzina, quello delle archeoplastiche o degli spazzacamini? Questo è lo strumento che fa per voi. E sì, questi musei esistono tutti e si trovano tutti in Italia.
Tra i film in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia si è aggiunto all’ultimo NAZA, il nuovo documentario dei registi di No Other Land Yuval Abraham e Rachel Szor Prodotto (tra gli altri) dal Guardian e dal Guardian, e il titolo è l'acronimo con cui l'intelligence israeliana conta i civili palestinesi che muoiono nei raid.
C’è un film d’animazione così brutto che sta diventando campione d’incassi perché le persone vanno a vederlo per accertarsi che sia davvero così brutto Niu Lai è il film del momento in Cina, prodotto dell'ingegno di una madre e un figlio senza nessuna esperienza e formazione in cinema d'animazione. E si vede.
Le donne iraniane si stanno togliendo il velo e stavolta il regime è troppo impegnato nella guerra con gli Usa per farci qualcosa La repressione non si ferma, ma ormai le donne che semplicemente rifiutano di mettere l'hijab sono troppe per perseguirle e condannarle tutte.
A Jeff VanderMeer è piaciuta moltissimo la copertina della traduzione italiana del suo ultimo romanzo, Absolution Così tanto che le ha dedicato un post su Instagram, definendo «just stunning» il lavoro di Einaudi e di Lorenzo Ceccotti.
In tutta Europa la vendemmia non è mai iniziata così presto (e sì, anche in questo caso c’entra la crisi climatica) In Sicilia, Franciacorta, Trentino, Toscana, Borgogna, Champagne, Portogallo, Spagna. Si è iniziata la raccolta già a luglio, in alcuni casi.
Grazie al successo dell’Odissea di Nolan, il Met di New York ha deciso di esporre al pubblico la più antica “copia” esistente dell’Odissea di Omero Un papiro risalente all'Egitto tolemaico, che contiene tre versi assenti nella versione canonica dell'opera.
Quattro anni dopo Aftersun, la regista Charlotte Wells ha finalmente annunciato il suo nuovo film Verrà presentato a settembre al New York Film Festival, è un corto che racconta la vita della leggendaria batterista Paula Spiro.

Come, tecnicamente, Marine Le Pen potrebbe vincere

04 Maggio 2017

Domenica 7 maggio la Francia eleggerà un nuovo presidente: gli elettori sono chiamati a scegliere tra Emmanuel Macron, liberale europeista di centro-sinistra, e la leader del partito di destra nazionalista, il Front National, Marine Le Pen. Al primo turno Macron aveva superato l’avversaria di qualche punto percentuale, ottenendo il 24 per cento delle preferenze contro il 21,3 di Le Pen. Dunque molti analisti lo danni per favorito al voto di domenica, anche perché si prevede un fenomeno già sperimentato nella politica francese, per via della cosiddetta “alleanza repubblicana”, di convergenza di tutte le forze democratiche contro il Front National: il partito socialista e i conservatori di les Républicains hanno già dato indicazione di votare Macron, mentre il candidato della sinistra più radicale, Jean-Luc Mélenchon, si è astenuto dal dare indicazioni (però, secondo alcune rilevazioni, potrebbe optare per Le Pen al secondo turno ben il 28 per cento di chi ha votato la destra repubblicana al primo e il 17 per cento di chi ha votato Mélenchon).

France Honours Attack Victims As The Nation Mourns

Attualmente i sondaggi danno il candidato progressista in netto vantaggio: Le Figaro, per esempio, attribuisce a Macron il 60 per cento delle preferenze e il 40 per cento a Le Pen. Tuttavia, tecnicamente, il Front National può ancora vincere. Lo scienziato francese Serge Galam, docente di fisica a Sciences Po che però si è già occupato di sondaggi (si fece un discreto nome, lo scorso anno, per avere predetto l’elezione di Trump) si è fatto un po’ di conti e ha pubblicato le sue conclusioni su Quartz. Secondo i suoi calcoli, il rischio principale, per Macron, sta nell’astensione. In uno scenario di astensione alta e più diffusa tra gli elettori di centro-sinistra, infatti, Le Pen avrebbe i numeri per andare all’Eliseo.

Galam fa un esempio, partendo da un sondaggio che dà Macron al 58 per cento e Le Pen al 42: «Se il 90 per cento di quelli che dichiarano che voteranno per lei la votassero veramente, lei otterrebbe più del 50 per cento dei voti, nel caso in cui la partecipazione a favore di Macron scendesse sotto il 65,17 per cento». In uno scenario in cui i sondaggi dovessero dare Macron al 55 e Le Pen al 45, basterebbe che la partecipazione degli elettori del Front National sia all’85 per cento e quella dei moderati al 69,55, per permettere all’estrema destra di vincere le elezioni. Le stime dello studioso si basano soprattutto su un’analisi dell’astensione, che è, come spiega, uno dei fattori più difficili da prevedere, visto che si tratta spesso di un comportamento «inconfessato».

Nell’immagine in testata: Il dibattito televisivo tra Macron e Le Pen, 3 maggio 2017 (Eric Feferberg/AFP/Getty Images)
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